mercoledì 28 maggio 2008

Acqua:fontana tartaruga pesci rossi



guscio bagnato
della tartaruga
il tempo fermo

4 commenti:

a.o. ha detto...

Avevo un tartarugo, di nome Ugo. Lo tenevo in acquaterrario e quando mi vedeva arrivare stiracchiava parallele le zampe anteriori e agitava le unghie lunghe, vibrandole contro il vetro.
Anni dopo, e da allora in poi, quando sento vibrare una foglia di palma nel vento ripenso alle innocue grinfie di Ugo e al suo galante saluto.
a.o.

papavero di campo ha detto...

ugo il tartarugo troppo forte!

amalteo ha detto...

le tartarughe custodiscono il passate della storia della terra. il passato recente intendo intendendo per recente quello di qualche milioni di anni.
lo incrivono nelle rughe, nell'occhio, nella pelle rugosa, nelle scaglie della corazza.
e poi c'è qualla loro autonomia, la casa che si portano dietro, l'essenzialità.
davanti a queste caratteristiche esteriori perfino il significato simbolico (mediatori fra terra e cielo) per me passa in secondo piano
questa estate, per cause inspiegabili, una tartaruga grande di terra (bellissima) mi è morta fra le mani. l'ho proprio vista spirare. e irrigidirsi nella immobilità
abbiamo sofferto molto. e luciana ancora più di me.
anche perchè sono animali ormai insostituibili
ora abbiamo un hermanni. ha già fatto il buco. starà lì fino ad aprile. immobile.
c'è sempre , a primavera un momento di ansia: uscirà dalla terra?

papavero di campo ha detto...

racconto avvincente e commovente..la fine arriva anche per la vecchia tartaruga

 
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