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giovedì 10 febbraio 2011

Cibo di strada. Il mitico Nerbone del mercato di San Lorenzo
















il cosiddetto cibo di strada, i paninozzi habitué con trippa o lampredotto o porchetta o con il lesso o con il rost beef,

un'istituzione qui a Firenze sono i chioschi di strada in postazioni tradizionali fisse,

al mercato di San Lorenzo, al coperto c'è il mitico Nerbone che ahi ahi è su tutte le guide del pianeta e per tale ragione è costantemente infestato di stranieri e stranieri e stranieri,

ci andiamo anche noi del posto ma siamo in minoranza e ci mischiamo agli stranieri ,

non solo panini, tutti i piatti tipici della cucina toscana, sempre qualche zuppa, la ribollita certo, le tagliatelle al ragù, il riso ogni volta in qualche variante di stagione, e poi pietanze di carne e insalatone miste e fissa quella greca con feta e olive,

le porzioni enormi! ne prendo metà e si vede lo stile abbondantibus,

e i prezzi popular,

insomma come tipicizzare in modo buono la pausa pranzo,

ci vado quando voglio concedermi un po' di goduria mangereccia la qual cosa è altamente probabile che mi sconfinferi volentieri e spesso!

questa cronaca, purtroppo, consolatoria e ricordevole lo sarà per un bel po' giacchè, ecco la dolente nota, sono entrata a capofitto nel triste regime della dieta stretta quella crudele di PdB!


notarella di costume: non manca volta che qualcuno non si offra di scattarmi la foto, vedendomi intenta agli autoscatti, ma no sorrido e glielo spiego!


lunedì 7 dicembre 2009

Panforte: nuove versioni, morbido alle ciliegie e panforte bianco




Nuove versioni del panforte,
queste sono prodotte dalla pasticceria Le Logge in Massa Marittima -Gr-

-Panforte bianco
-Panforte al cioccolato e ciliege. Quest'ultimo in particolare è una vera leccornia sarebbe a dire delizioso-squisito!

Li ho acquistati allo stand Enoteca e prodotti gastronomici "Lombardi" all'interno del Mercato Centrale di Firenze.

Il mercato centrale di Firenze a San Lorenzo! Cara e santa istituzione!

Assieme a quello di Sant'Ambrogio, resta in città la migliore piazza, se dio ancora vuole, per acquistare verdure e frutta, carni e pesci e tutti gli altri prodotti alimentari di qualità e di svariate origini e provenienze.

Uno di quei luoghi dove lo Spirito può andare a braccetto con la Materia e ambedue vicendevolmente ricevere l'un dall'altro!

I mercati luoghi vitali intrisi di energia!

Dove cammini col pizzicorino addosso, con le nari frementi e i pensieri in loops.

Situazione endorfinica quindi vera sana fortuna!


venerdì 9 ottobre 2009

Firenze. Mercato Centrale di San Lorenzo. Il banco 81 della frutta secca

















Il mercato centrale di Firenze a San Lorenzo resiste se dio vuole!
ridimensionato, rimpicciolito di un intero piano (il primo piano dove c'era l'ortofrutta non c'è più ergo le bancarelle si sono ridotte di numero e stazionano solo al pianterreno), i venditori sono in prevalenza indiani e cinesi, i prodotti si sono globalizzati e omologati e turisticizzati nel senso che ci sono, nei cesti espositori, mucchi di sacchetti già confezionati di funghi secchi che a me non ispirano fiducia alcuna e caterve di pacchetti di paste mischiate colorate su cui non vale la pena d'indugiare lo sguardo e miriade di bottigliette di aceti e di limoncelli;

resistono tra i banchi mitici, due eccelsi di gastronomia degni del Fauchon parigino o del Peck milanese, ed alcuni di macelleria compresi quello della selvaggina e quelli del quarto quinto, cioè di tutte quelle parti della bestia "che non si butta niente" (lampredotti, trippe, lingua, zampetti, cotiche eccetera..)

faccio provviste di frutta secca e parlo con Emilio il venditore serio e faceto che ce l'ha a morte con suonatore di fisarmonica che proprio lì nella sua postazione d'angolo intrattiene corte sonora per gli avventori del Nerbone ( altro mitico banco dove puoi mangiare i cibi toscani a partire da quelli di strada, grandiosi panini col lesso o con la trippa o con una porchetta da urlo o con un rost-beef che agli inglesi gli fa un baffo),

Emilio fa il sardonico e si ritiene danneggiato dall'estenuante ascolto di solemio, e sbotta "almeno la sapesse sonare la fisarmonica",

chiedo lumi sulla carambola, "come non la conosce? va di molto forte sotto natale"

intanto che la mia spesa procede suscito pure impazienza e un commento del piffero da una signora che osa ironizzare " guarda la televisione e mangia frutta secca" la zittisco con un monito filosofeggiante, dandomi un limite all'affondo!

 
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