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sabato 26 luglio 2014

i miei haiku di giugno 2014

Haiku di Giugno 2014

I papaveri
accaldati di sole
finir del giorno

1 giugno 2014



I bei tramonti
spettano al mar Tirreno
l'ovest a giugno

2 giugno 2014



le stelle sono
vicine più vicine
di quanto credi

2 giugno 2014



luna ruffiana
fa pendant col lampione
notte crescente

3 giugno 2014



è mezzaluna
scimitarra d'oriente
in occidente

3 giugno 2014



cose gradite
gli attimi d'itinere
oziosi attivi

5 giugno 2014



pini a Baratti
intrico solidale
viluppo al vento

5 giugno 2014



Onde sull'onde
sbarazzine insistenti
l'energia assidua.

6 giugno 2014



il mare grande
battuto dal vento
annette il cuore

6 giugno 2014



giorni veloci
galoppano emozioni
nessun indugio

7 giugno 2014



il mondo tiene
un incomprensibile
assetto strano

7 giugno 2014



micro col macro
si scontrano vogliosi
teatro del cosmo

8 giugno 2014



di percezione
gradevole o sgradita
è fatto il tempo

8 giugno 2014


chi per un verso
chi per un altro ognuno
è un po' fottuto

8 giugno 2014


il mare ancora
né nuovo né vecchio solo
una distesa

8 giugno 2014



mare giugno oggi
ho camminato tanto
tante autofoto

8 giugno 2014



La luna incombe
ammicca sa il fatto suo
la notte è bella.

8 giugno 2014



i papaveri
vaganti icone come
ebbri vascelli

9 giugno 2014



sguazza il pensiero
papaveri di mare
immaginati

9 giugno 2014



va sempre assieme
il piccolo col grande
e viceversa

9 giugno 2014


l'età avvertire
come un giogo -scovare
le scappatoie

9 giugno 2014


in fondo al mare
dovrebbero andare le
preoccupazioni

10 giugno 2014



luna nessuno
tu segui non me solo
tua ciclicità

10 giugno 2014



gracili e forti
che grande ossimoro
miei papaveri!

11 giugno 2014



dicono i poeti
di ovvietà difficile
è fatta poesia

10 giugno 2014



white clouds blue sky
leggerezza di Boudin
incanta e placa

11 giugno 2014


collana di haiku "alle raganelle"

le raganelle
prima d'addormentarmi
mi fan compagnia

voi raganelle
arrochite sbracate
lese d'estate

all'improvviso
ammutolite spente
come sparite

una riprende
a gracchiare ostinata
rieccole in coro

versi del roco
per niente aggraziate
ma petulanti

nenia ossessiva
di dodecafoniche
sgolate rane

oh raganelle
vi sento amiche siete
care presenze

la cantilena
assordante scorretta
bel sottofondo!

viver v'è dato
cantando d'estate
a squarciagola

12 giugno 2014



magia imprimere
tra i segni un segno
l'impronta bella

12 giugno 2014



danza dei segni
per cercare un senso
con sentimento

12 giugno 2014



parole agili
ballano e si mischiano
il gioco cambia

12 giugno 2014



panna montata
spaparanzata in cielo
nube gigante

12 giugno 2014
fantasma aleggia
sul tetto rosso adesso
ch'è giorno pieno!

12 giugno 2014



al tuo massimo
plena luna plena
e sono arresa

13 giugno 2014



luna cresciuta
raggiunge la pienezza
e sparge follia

13 giugno 2014



luna un ricamo
sulla tua superficie
merletto e trina

14 giugno 2014



Intabarrata
sprofonda nel blu più blu
la donna assorta

14 giugno 2014



invisibili
le tempeste solari
dettano il ritmo

14 giugno 2014



nuvola nera
con due gocce di pioggia
le previsioni

14 giugno 2014


fiori di campo
l'armonia leggiadra di
zia Concettina

15 giugno 2014



il mare smosso
col mio stato d'animo
un'analogia

15 giugno 2014



Le bionde spighe
le messi messaggere
d'una attrazione

15 giugno 2014



sarà nostalgia
un perturbante istinto
a stare triste

16 giugno 2014



tempo di stelle
vertiginose sotto
coltre di nube

16 giugno 2014



nostos e algos
il tempo mai raggiunto
-notte in silenzio-

16 giugno 2014



plumbeo di mare
atterrano lacrime
plumbeo di cuore

17 giugno 2014



il biondo grano
l'argento degli ulivi
-colpi di cielo-

18 giugno 2014



campo di grano
andante onda d'oro
d'immoto sacro

19 giugno 2014



notte arruffata
coi sogni complicati
resto stordita

20 giugno 2014



tra capo e collo
la tempesta di vento
- cambio di scena-

25 giugno 2014



le canne al vento
un po' di bufera
mare tinto blu

25 giugno 2014



lo sguardo altrove
poi qualcosa m'appare
all'improvviso

26 giugno 2014



sassi e pensieri
ammucchiati preziosi
-canto del mare-

28 giugno 2014



Sovrappensiero
si sveglia un dinamismo
-mutevolezza-

28 giugno 2014



pianta di gelso
sfugge all'entropia e chiama
ricordi a frotte

28 giugno 2014



sera a marina
l'aria dolce rincuora
sorrido ignara

28 giugno 2014



pianta di noce
vecchia casa in campagna
vita sparita

29 giugno 2014



le gialle stoppie
spezzate reclinate
incontro al buio

29 giugno 2014



spighe di grano
hanno ceduto i chicchi
per fare il pane

29 giugno 2014



forza dei luoghi
insita trasudata
vento garbino

29 giugno 2014



soffoca assedia
un vento caldo invade
scoppia la testa

29 giugno 2014



di tempo e spazio
un'intricata trama
-grano mietuto-

29 giugno 2014



colpi del vento
sibili alle finestre
la notte ai campi

30 giugno 2014



grano mietuto
inesorabile iter
di morte e vita

30 giugno 2014



mare schiumante
assordante roboante
affaticante

30 giugno 2014



mare di Nolde
annegamenti più blu
caraibico qui

30 giugno 2014



cioè smuovi le acque
alza la polvere
la luna cresce

30 giugno 2014


la notturnità
tamerici di mare
luna che cresce

30 giugno 2014



nessuna tregua
il mareblu il cieloblu
la giallaluna

30 giugno 2014



luna impietosa
musiche di balera
finisce giugno

30 giugno 2014



silenzio annotta
animato di assenze
culla guizzante

30 giugno 2014




giovedì 25 agosto 2011

Autoscatti col cellulare. Foto sfocate, mi piacciono










la valle, tra due paesi:
















Billino and me, oggi. E due scatti con Giulietta














e due scatti con Giulietta







il taralluccio abruzzese costiero







oggi, per acquisire manualità, mi sono cimentata col taralluccio, qui fanno la pasta del guscio molto morbida e si manegga con difficoltà, mia madre invece fa la pasta meno unta e il taralluccio molto grande perché così usava ai suoi tempi, adesso invece è invalsa la moda di farli piccoli da un sol boccone.

L'eccellenza di questo tipico dolce dell'abruzzo costiero è quello di essere squisitamente genuino e di una semplicità difficile. Non c'è zucchero.

Il ripieno è la parte strabiliante: una marmellata d'uva nera, di uva montepulciano, che è solo ed esclusivamente di uva, disidratata giacché per farla ci vuole uno spropositato numero di ore, cioè non meno di 10-12 ore, si comincia a farla asciugare e rimestare e non si sa quando si finisce, dipende, finché evapora tutto l'umido. In dialetto perciò si dice lu strattarello (l'estratto).

Va poi addizionato di cioccolato fondente grattugiato, di mandorle abbrustolite e tritate fini, odor di buccia di limone e se il caso un po' di liquore aromatico, tipo strega o limoncello, ma io oggi non ho voluto mettercelo il liquore e lasciare questa miracolosa mostarda il più possibile naturale.

E' un'esperienza mistica.

La laboriosità e la cura che ci sono a monte ne fanno un cimelio prezioso, un tributo alla cura, all'attenzione, alle fasi di lavorazione recondita.

Nessuna banalità ma la costanza d'una traccia di memoria dolciaria della tradizione contadina abruzzese. Dolce tipico agli sposalizi e a tutti i riti contadini,alle trebbiature, alle vendemmie eppoi esteso alle occasioni festaiole familiari.


giovedì 4 agosto 2011

al Faro di Punta Penna con mia madre nel ricordevole giorno del suo matrimonio.
















Punta Penna è un luogo del cuore.

Il faro le nuvole il mare un haiku


velate ali
e folate di vento
a Punta Penna


mamma mi racconta che il lunedì di Pasqua papà la portava qui al faro, con la giardinetta quella con le porte di legno,

oggi è il suo anniversario di matrimonio, era il 4 agosto 1947 e sono passati semplicemente sessantaquattro anni e papà non c'è più, ma oggi c'era con noi nei nostri ricordi e nessun lacrimuccia l'abbiamo ricordato com'era nella sua energia di persona legata alla vita



questa la dedico ai miei genitori, struggente e sentimentale com'è, mi piace immensamente (pur senza essere una patita di Dalla)


Lucio Dalla Caruso




sabato 30 luglio 2011

varcando una porta color del mare




























non è la bottega d'un rigattiere, non è un deposito di cianfrusaglie,

è un androne d'un palazzo antico in una strada di Vasto vicino alla chiesa del Carmine,

un vintage di mobilia anni '50 e di oggettistica molto kitch, piazzati a bella posta nell'androne delle scale,

ma che teatralità!

il segno del tempo che è scorso senza avere pietà delle cose,

e sono cose bruttarelle eppure in una libera accozzaglia che bello scenario crea!

location alla Wim Wenders senza bisogno del Portogallo ma con la stessa manciata di poesia disseminata qua e là, sparsa a caso dal caso, a raccontare di umani attratti dall'estetica, dai suoi segni e dai suoi sogni a volte a buon mercato,

il senso dell'ispirazione si sente nella traccia del vecchio, nella cieca casualità, nella memoria delle cose,

una scenografia imprevedibile e suggestiva che non ho resistito alla sequenza di autoscatti,

sento passi per le scale, si materializza un uomo, chiedo scusa d'aver varcato la porta aperta, lui non si scompone e chiarisce, è mia moglie qua che se ne occupa, lascia apposta la porta aperta, nessun problema,

il piccolo teatrino condivisibile dunque è condiviso,

la porta aperta è un invito ad entrare, che io immaginifica, non ho avuto dubbi a cogliere al balzo,

invero con questa porta ho una vecchia liason, sempre mi ha affascinato e ripetutatamente in più anni l'ho fotografata eleggendola a sfondo marino in ricorrenti autoscatti vastesi

e ne ho tante di foto del mio faccione su quelle macchie d'ineffabile scrostata vernice turchese,

punto di colore inestimabile nell'armonia della mia tavolozza


Antony and the Johnsons - Blue Angel




 
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