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lunedì 12 dicembre 2011

Foto memoria: me anni '70





questa, stasera, inaspettato regalo, all'improvviso sbuca da un passato lontano, nemmen io la conoscevo, quindi ne ho avuto trasalimento misto a sottile sommo piacere:-)


bello chiudere con l'amabilità atemporale d'un sorriso giovane e dolce, questa giornata inaugurata, stamane, con l'haiku:


suono di pioggia
rallegra la tristezza
che oggi m'invade


haiku 12.12.11






mercoledì 16 novembre 2011

intimo





Intimo, Song From Sam Bush And David Grisman album Hold On We're Strummin



struggente mandolino, jazzante mandolino, mandolino che mi stende. Suoni la nostalgia e suoni la voglia di domani








in dedica a mia sorella





a mia sorella Ginevra, auguri di buon compleanno!


piccola carrellata affettiva di immagini di due sorelle









Sam Bush & David Grisman - Weeping Mandolin Waltz





giovedì 28 luglio 2011

Due foto fortuitamente precipitate oggi da eoni lontani






un amico di tempi molto lontani oggi su facebook mi tagga su alcune mie foto - da lui scattate- di lustri e lustri fa, che emozione ritrovarmi rivedermi e sapere che quella bellafaccia sono io sono stata io e lo sono ancora in qualche latente mascheratura del mio soma, eppoi oggi avevo in testa il Canone di Pachelbel, che perfetta coincidenza per intraprendere un viaggio a ritroso. L'emozione così s'accresce e mi prende alla gola



Pachelbel Canon in D Original Instruments






giovedì 16 giugno 2011

Nel tuo giorno natale, una canzone di Roberto Murolo, per te papà






Scalinatella-Murolo



ho pensato a questa canzone dolce e triste assieme, ché a papà piaceva molto e rivedo sul suo volto un sorriso nostalgico e compreso,

laddove un vinile può racchiudere una memoria affettiva e raccontare un racconto d'emozione



Era de maggio - Roberto Murolo




"era de maggio" -i versi di Salvatore Di Giacomo- la metto per me, che mi commuove sempre e m'intenerisce, musica e parole e voce di Roberto Murolo,

come una pietra miliare nella mia personale educazione musicale e vocazione sentimentale



Era de Maggio (1885)
Versi di S. Di Giacomo — Musica di P. M. Costa

Era de maggio e te cadeano ‘nzino
a schiocche a schiocche li ccerase rosse...
Fresca era ll’aria e tutto lu ciardino
addurava de rose a ciente passe.

Era de maggio — io, no, nun me scordo —
na canzona cantàvamo a ddoje voce:
cchiù tiempo passa e cchiù me n’allicordo,
fresca era ll’aria e la canzona doce.

E diceva. «Core, core!
core mio, luntano vaje;
tu me lasse e io conto ll’ore,
chi sa quanno turnarraje!»

Rispunnev’io: «Turnarraggio
quanno tornano li rrose,
si stu sciore torna a maggio
pure a maggio io stonco cca».

E so’ turnato, e mo, comm’a na vota,
cantammo nzieme lu mutivo antico;
passa lu tiempo e lu munno s’avota,
ma ammore vero, no, nun vota vico.

De te, bellezza mia, m’annamuraje,
si t’allicuorde, nnanze a la funtana:
l’acqua Ilà dinto nun se secca maje.
e ferita d’ammore nun se sana.

Nun se sana; ca sanata
si se fosse, gioia mia,
mmiezo a st’aria mbarzamata
a guardare io nun starria!

E te dico — Core, core!
core mio, turnato io so’:
torna maggio e torna ammore,
fa de me chello che vuò!
torna maggio e torna ammore,
fa de me chello che può!



giovedì 28 aprile 2011

Bob Dylan "Love Sick" Haiku "soffio d'angelo"



Bob Dylan Love sick




I'm sick of love

Just don't know what to do
I'd give anything to
Be with you



soffio d'angelo
vertiginosa presa
pelle d'eterno


(haiku del 23 aprile 2011)


domenica 13 marzo 2011

Annotazioni di tempo. Il sole nella pioggia. Grave, il primo movimento della sonata n° 6 op.5 di Corelli

Corelli Sonata No. 6 op.5, 1st movement - grave



Trio Settecento (Rachel Barton Pine, baroque violin, John Mark Rozendaal, baroque violoncello, David Schrader, harpsichord) performs the first movement (Grave) of the Sonata in A Major, Op. 5, No. 6, by Arcangelo Corelli (1653-1713)


il grave è già nel vivacissimo nell'allegro nell'adagio





così come il sole è nella pioggia

Il Sole nella Pioggia, Alice




vedi il sole nella pioggia

quant'ho amato questo brano! fine anni '80, la sua suggestione mi lambiva m'investiva, parole e musica di Juri Camisasca,

oggi in una giornata totale di acqua del cielo è tornata alla memoria

quelli che sanno le cose non parlano
e la luna alla finestra il ladro non la porta via



acquerugiola
grattugia l'animuccia
e strizza il cuore




giovedì 3 marzo 2011

Scia dell'altrove. Two faces - "It's A Beautiful Day / senti come batte il mio cuore / oggi è un giorno di sole "







un alfabeto
di tracce colorate
scia dell'altrove


(haiku del 19 gennaio 2011)


(biutifuldei oggièungiornodisole chivivràvedrà ecerchilcieloinunalacrima sentochesiapreilmiocuore pauranonhodimorire restandoinbilicocosì eritrovarsinellanottescura perogninottecèunnuovogiorno izbiutifuldei tantecosechenonhocapitomai pensoatecheseilunicachénessunotihamaiguardatacomeme certiricordiormainonsenevannopiù araccontareunmondochenoncè dentrolanimarestanoisognichenonhaivissutomai izbiutifudei)



Pino Daniele. It's A Beautiful Day da Boogie Boogie Man




(come dire che sono caduta cotta stracotta di questa canzone)


sabato 22 gennaio 2011

Ciao papà dovunque tu sia. Un haiku pensandoti





Ciao papà, due anni fa hai inteso di lasciare pianeta terra, ciao dovunque tu sia da laletta tua -solo tu mi hai chiamata così,

Ti piaceva Paganini ma il Trillo del diavolo suonato da Uto Ughi non l'ho trovato, c'è però il capriccio n° 1,


Uto Ughi Paganini Capriccio n° 1





ti piaceva Accardo, eccolo


Il maestro Salvatore Accardo suona La Campanella di Paganini col violino appartenuto a Paganini stesso





e ti piaceva Jascha Heifez


Jascha Heifetz plays Paganini Caprice No. 24





e David Oistrakh


David Oistrakh plays Tchaikovsky Concerto op. 35 (1st Mov.) Part 1





hai visto ho disegnato papaveri sulla nostra foto ed anche un simbolo a te caro che significativamente ti ha accompagnato per tutta la vita









e ti dedico un'altra musica di sentimento e pensiero dei miei amati De Andrè e Battiato (io adolescente a sentire Fabrizio ininterrottamente e tu lo definivi un diasillaro cioè colui che cantava il Dies irae perché la malinconia la rifuggivi)

Inverno di De Andrè canta Franco Battiato





Fabrizio De Andrè da Tutti Morimmo A Stento (1968) Inverno


Sale la nebbia sui prati bianchi
come un cipresso nei camposanti
un campanile che non sembra vero
segna il confine fra la terra e il cielo.

Ma tu che vai, ma tu rimani
vedrai la neve se ne andrà domani
rifioriranno le gioie passate
col vento caldo di un'altra estate
.

Anche la luce sembra morire
nell'ombra incerta di un divenire
dove anche l'alba diventa sera
e i volti sembrano teschi di cera.

Ma tu che vai, ma tu rimani
anche la neve morirà domani
l'amore ancora ci passerà vicino
nella stagione del biancospino
.

La terra stanca sotto la neve
dorme il silenzio di un sonno greve
l'inverno raccoglie la sua fatica
di mille secoli, da un'alba antica
.

Ma tu che stai, perché rimani?
Un altro inverno tornerà domani
cadrà altra neve a consolare i campi
cadrà altra neve sui camposanti.



musica è vita
la neve di Majella
sempre rinasce



oppure


musica vita
la neve di Majella
il batticuore


martedì 11 gennaio 2011

Undici Uno Undici. Palindromo. Papavero. Prima decade





un palindromo
essere papavero
prima decade




Imparo resa
simile al papavero
via dell’accordo.

I papaveri
le forme mutevoli
dal vento mosse.

I papaveri
mi piace descrivere
quello che sono



giovedì 23 settembre 2010

Puglie. Masseria "Sant'Angelo De' Grecis" -detta anche Abbazia S. Lorenzo- a Fasano. I muri ad hoc per foto memoria

la Masseria Sant'Angelo de' Grecis conosciuta anche come Abbazia San Lorenzo:








gli esterni un grande spazio di giardino e di atrio:







gli interni adibiti a sala ricevimento:











la casa gialla:







la chiesetta:






l'antico chiostro e l'agrumeto:






come una fazenda:















la scalinata bianca (infine mi son quasi infilata in una casa privata ma non lo sospettavo!)








il trappeto (frantoio) e antichi oggetti d'uso d'una civiltà sparita:














La masseria, conosciuta anche come "Abbazia di San Lorenzo", risale al XII secolo e ha origine dall'insediamento rupestre di Lama di San Lorenzo. Sulla sinistra dell'edificio si impone una suggestiva torre merlata.

Nel XIII secolo divenne proprietà del monastero di Santo Stefano di Monopoli mentre nel XIV secolo passò a rendita cardinalizia. Fino al 1665 fu una grancia dell'abbazia dei monaci greci di San Nicola in Casole di Otranto.

Nel 1693 la proprietà passò al Cardinale Imperiale che vi edificò la chiesa introducendovi il culto di San Lorenzo Martire.

L'abitazione, costruita con tufo delle Murge, è collocata sulla destra della struttura ed è la parte più antica della masseria (risalente al Cinquecento). Di fronte alla casa del massaro vi è l'edificio di un antico frantonio del Settecento restaurato e sede del Museo dell'Olio d'Oliva, con vari strumenti della lavorazione olivicola, mentre alle spalle del palazzo c'è un antico agrumeto".


"la grande costruzione rurale comprendeva pure gli alloggi dei contadini, in certe zone anche solo stagionali, le stalle, i depositi per foraggi e i raccolti"

"Sorte sopra insediamenti rurali del VII-VIII secolo, anche in zone incolte, si fortificarono per difesa dalle incursioni saracene, pian piano divenendo dei veri e propri centri autonomi.

In seguito si affiancarono gli ordini religiosi che divennero feudatari con il controllo di territori vastissimi, garantendo alle popolazioni rurali sostegno spirituale e organizzazione dell’attività agricola.

Le campagne di Fasano, come tutte quelle dell'Altosalento, sono ricche di antiche masserie.

Si è cercato di classificare le masserie in cinque tipologie: torre-masseria, masseria con torre, masseria fortificata senza torre, masseria-castello, masseria senza fortificazioni.

Ma ogni masseria rimane comunque unica nel suo genere.

Una caratteristica importante delle masserie fasanesi è il frantoio-trappeto di tipo ipogèo, completamente scavato nella roccia.

Anche le chiesette interne sono dei veri e antichi gioielli, con decorazioni, affreschi, dipinti e reliquie antichissime
"


(tutto lo scritto in corsivo da wikipedia):

Le masserie sono le tracce disseminate della ricchezza latifondista delle Puglie, certo era la ricchezza delle oligarchie, dei feudatari, dell'aristocrazia, della ricca borghesia ma al suo interno gravitava l'esistenza di altri ceti sociali, contadini, braccianti, artigiani facitori di manufatti,

La masseria che abbiamo visitato è di quelle fortificate con torre e chiesa e trappeto, che si può visitare quale piccolo museo a testimonianza storica della lavorazione dell'olio.

Oggi, come tutte le altre grandi masserie riconvertite ad altre destinazioni d'uso, lussuose residenze resort o più accessibili agriturismi, questa è adibita ai ricevimenti da matrimoni, con un certo stile misto tra lounge bar da fashion milanese e un assetto levantino iracheno, cioè coabitano la citazione d'un minimalismo raffinato declinato al bianco e un sentore di pacchiano quando l'esibitorio è esibito appunto a specchietto per le allodole!

i muri della masseria invece hanno dispensato una poesia mirata e ben allocata prestandosi a sfondi di autoritratti da fotomemoria molto autosoddisfacenti perché mi sono piaciuti! (e nella miriade di foto ammetto la rarità della cosa!)










 
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