(che brano splendido! e non capirne il vero significato al solito annaspando in improbabili inesatte traduzioni, ma catturata da musica e atmosfera e chitarra)
The moon is nothing but a toothless grin
com'è incisiva l'immagine della luna che sfodera uno sdentato sorriso
e scatta l'haiku:
luna non è altro che sorriso sdentato nel buio assurdo
il brano due dall'album Zuma di Neil Young -1975- è libidine pura, estasi sublime da morirci sopra, ah caro neil, grata a te
danger bird DANGER BIRD That's the moment Now
The jailbird takes the raps
Danger bird, he flies alone And he rides the wind back to his home Although his wings have turned to stone
And though these wings have turned to stone I can fly fly fly away Watch me fly above the city Like a shadow on the sky Fly, fly, fly
And like those memories the rain keeps pounding down, down, down
Like a shadow on the sky Fly, fly, fly
E VOLA VOLA VOLA vola lu pavone vola lu cardille
fly fly fly away
il sublime brano:
Neil Young - Danger Bird
Danger bird (video d'omaggio di tanti birds a danger bird di neil young)
Antony and the johnsons - I'm a bird girl
I'm A Bird Now / Antony & Jhonsons
a fine giornata, coronamento e omaggio, il mio disegno a danger bird assieme a luna piena e piume e cielo e danza rossa di petali di papaveri quando ogni cosa è trasposta in beneficio di sensazione fisica
A luna piena anch'io incontenibile straripo eccedo
haiku full moon, otto di gennaio 2012
la palla gialla se ne sta ora sui tetti illudendoci
haiku full moon afternoon, 8 gennaio 2012
testo e traduzione di Danger Bird / L'uccello del pericolo
Danger bird, he flies alone And he rides the wind back to his home Although his wings have turned to stone
And we used to be so calm Now I think about you all day long (That's the moment that he cracked) 'Cause you've been with another man (Long ago in the museum with his friends) There you are and here I am
The jailbird takes the raps And he finds himself spread-eagled on the tracks But the training that he learned Will get him nowhere fast
And I know we should be free But freedom's just a prison to me (With the rain pounding on his back He recalls the moment that he cracked) 'Cause I lied to keep it kind (Long ago in the museum with his friends) When I left you far behind (And like those memories the rain keeps pounding Down, down, down)
And though these wings have turned to stone I can fly, fly, fly away Watch me fly above the city Like a shadow on the sky Fly, fly, fly
* * * *
L'uccello del pericolo, lui vola da solo E cavalca il vento tornando verso casa Nonostante le sue ali siano diventate pietra
E noi eravamo così calmi Ora penso a te per tutto il giorno (Quello è l’attimo in cui ha ceduto) Perché sei stata con un altro uomo (Tempo fa nel museo con i suoi amici) Lì stai tu e qui sto io
Il detenuto[1] sconta la colpa E si ritrova disteso sui binari Ma l’addestramento che ha fatto Non gli servirà a niente ora
E io so che dovremmo essere liberi Ma la libertà è solo una prigione per me (Con la pioggia che martella sulla sua schiena Lui ricorda l’istante in cui ha ceduto) Perché ho mentito per non essere cattivo (Tempo fa nel museo con i suoi amici) Quando ti ho lasciata indietro (E come quei ricordi la pioggia continua a martellare Giù, giù, giù)
E sebbene queste ali siano diventate pietra Posso volare, volare, volare via Guardami volare sopra la città Come un’ombra sul cielo Volare, volare, volare
[1] “Jailbird” significa “galeotto”, “detenuto” (letteralmente “uccello di prigione”).
spettro d'albero tra i rami nidifica luna imbiancata
haiku del crepuscolo, sei di gennaio duemiladodici
e che musica s'ascoltava in quel delle Cascine? che domande?! Neil Young!! nello specifico Albuquerque, risentita non so quante volte io e reaper in contagiosa rapture:-)
papaveri fiammelle per Samb Modou e Diop Mor, due vite assurdamente spezzate dalla cultura dell'odio psicotico che ha armato la follia della mente disperata di un'altra persona che poi ha usato la stessa violenza verso di sé - oggi a Firenze lutto cittadino
in onore di Leonard Cohen prendo e metto un cappello affascinante, sì la tesa dovrebbe esser più corta e magari tutto nero, ma che feeling m'ha preso per questo con una banda a righe trasversali, in una bancarella sotto i portici di P.zza della Repubblica, a 15 euro, è mio e subito cala sulla capa papaverina, è persin largo ma unico esemplare, lo voglio e non esito un secondo,
ed eccomi caro Leonard, acconciata degna di sentire con più sentita nonchalance la tua pura magia che ha nome:
live in Belfast, I tried to leave you, Leonard Cohen
Leonard Cohen - Live In London - I Tried to Leave You
un papavero a Mark E a Bob e all'Undici Undici Undici, dies memorabilis
anche una borsa papaverizzata all'uopo
L’UNDICI UNDICI UNDICI
E' STATO UN GIORNO MEMORABILE
undici undici undici, concerto al Mandela Forum a Firenze di Mark Knopfler e Bob Dylan
sul palco Mark Knopfler, con una splendida band di sette musicisti (anche la fisarmonica!)
Mark è uno che ti spezza il cuore, lo sapevo, e sapendolo è così bello ritrovarmi a viverlo sul serio, e dopo, avendolo vissuto, tenermi in serbo la preziosa sensazione
UNDICI UNDICI UNDICI Bob Dylan a Firenze
per la prima volta ho visto Bob Dylan, il vecchio Bob canta e suona, tastiere e chitarra, si diverte, potrebbe essere che si diverta anche se divertirsi è un dire eccessivo riferito a lui, fa quel che vuole, fa il suo spettacolo soprattutto sotto il segno del rock and roll, non se la mena ma nemmeno è lì per sedurre alcuno, non è il tipo che dà confidenza;
la voce sua è bella, familiarità di timbro e colore, come un dardo taglia la memoria affettiva ed è memoria d'affetto essa stessa, supersonicamente mi riconnetto a tutte le ore di ascolto e alle emozioni che da esse zampillavano ed è subito una marea emotiva nell'attimo reale dell'ascolto live,
voce roca, graffiata, reiterata, voce d'essenza dilaniana dilaniata, voce unica, insostituibile, voce sacra, voce sfruttata ma non troppo rantolante come immaginavo;
ed io sono così emozionata di esserci, fissa col binocolo dalla tribuna sud, non riconosco nessuna delle canzoni che fa, quasi nessuna! che sempre sono stravolte -ma così fan tutti- mi godo lui, il suo esserci, figure and voice e show;
il mito è là, lo vedo, si muove, si dà in pasto, si contorce, si piega nella sua tipica postura china a gambe divaricate, passeggia, non ride mai, non flirta, non ammicca, non si concede, il mio bob -mio del mio immaginario, canta e suona, ha un look mezzo da rabbino, beh con quel cappello in capo e i basettoni e l'inconfondibile marchio somatico levitico di lineamenti, ora più tirati -che da sempre tanta fascinazione ed attrazione ha su di me esercitato, buffamente s'è vestito da picador o caballero di Toledo, giacca gallonata coi bottoni d'oro, camicia verde smeraldo coi luccichini e scarpe lucide bianche e nere da gangster anni '30.. ma bob è bob può attraversare stili e look, può fare quel che vuole, essere quel che è, icona condannata icona forse persino con se stesso.
Il pubblico fiorentino non è troppo acclamante, forse non è alla sua altezza o forse non vuol sentirsi così snobbato e cosa inaudita, non c'è il bis, lui non lo dà perché il bis non viene richiesto, cosa che mi pare piuttosto rara e parecchio strano
ma sono stata là, con amici cari e altrettanto preziosi
e sono stata molto felice, delle buone vibrazioni, delle emozioni, degli eventi, degl'incontri