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domenica 5 febbraio 2012

chiedo al tè caldo

Neil Young - "Peace Of Mind" (Live 1976)





chiedo al tè caldo
di riscaldarmi mentre
Neil voice piange


haiku domenicale, 5 febbraio '12



Neil Young - Look Out For My Love





My hearth, me la dedico, a moi-même


Neil Young ~ My Heart




Neil Young and Crazy Horse : Sleeps With Angels RARE LIVE VERSION





martedì 10 gennaio 2012

coi papaveri di testa "Campaigner" di Neil Young, di straordinaria intensità emotiva




quando una canzone può trapassarti da parte a parte

Neil Young - "Campaigner"




Neil Young - CAMPAIGNER




questi miei papaveri riflettono gli umori, i moti variegati e variabili, le tristezze infinite attanaglianti oppure le altre coloriture sul versante più disteso più rilassato più sereno fino al gioioso, i frutti delle mie giornate, di acerbo e di maturo, di aspro di dolce, di fiducia o di nera disperante caduta, mi metto a disegnare e non so cosa sortirà, procedo come sento come mi viene e alla fine talvolta ci sono i papaveri fuor di testa e li accetto, loro come gli altri e so che mi corrispondono mi rappresentano mi tradiscono, così faccio, altrimenti questi miei papaveri amatissimi papaveri, dell'analogia e della metafora e del divertimento e dell'esplorazione e della risorsa e della resilienza non sarebbero un'autoterapia per me e loro sono i miei alleati, beneficium meum, talismani salvifici, costanza d'oggetto per dirla in una maniera amata,

in questi giorni sto frequentando neil young, ve ne siete accorti?!
dai suoi inizi gloriosi che tutto contenevano, la passione primigenia, lo stato nascente, la potenza che anelava all'atto, l'incognita, l'abbandono al flusso della corrente e c'è Diomio, una tale forza, una grandiosa bellezza, un'autocoscienza, un forziere di vitale dotazione, un succo di comprensione allargato sulle cose del mondo, esulando dall'adesione spicciola ad una cronaca di parte e parziale ma puntando -da subito- alla visione che illumina e che salva, grande neil, caro neil, che sai parlarmi a questo modo, tu in un'altra lingua che non conosco, da brava italiana scema che non sa l'inglese, eppure a non capirci un'acca resto concentrata e sintonizzata sull'emozione acustica e cordiale e vengo travolta e mi faccio travolgere da maree di onde sonore e cumuli emotivi di sensazione buona intensa penetrante e sollecita e penso e so quanto non detto sappiamo essere veicolato dal tono, dalla timbrica, dall'esitazione dall'irruenza, la voce basta la voce al campionario d'emozione, catapultati in un altro tipo di ascolto che va a snidare le empatie o le riottosità ed è proprio lì che si parla di noi, lì c'è qualcosa che riguarda veramente noi, con cui forse non vogliamo fare i conti, lì siamo noi con le nostre debolezze, lo sperdimento e pure con l'essenza nostra, proprio quella che ci appartiene e di cui volendocene fare carico scopriremmo essere la nostra autenticità la nostra boa di salvataggio la nostra àncora il nostro marchio quello che diventiamo essendolo,

vi pare un di palo in frasca? ma no! soltanto una briciola di condivisione, se no, davvero chi sarei per voi? se sono per me sono anche per voi, un sentiero buono e praticabile, condivido la mia fragilità che alla gola piglia come un groppo ma è così umana e non me ne vergogno. Grande il motto che ha declamato nihil humani a me alienum puto e dire di sé dello straniante in sé dell'alieno in se medesimi è un'altra buona strada che solo bene apporta,

stasera sono così e posso senza remora raccontarvelo, e mi piace condividere questa grazia di dio di canzone che attraversa l'anima da parte a parte come vento forte che strapazza un papavero o l'accarezza come fine brezza ariosa palpeggiante il rosso voile o come idea di vento come promessa come sogno come attesa come ricordo come anelito come ebbrezza, come istinto di vita,
giuro che non so che cosa neil stia dicendo ora in questa canzone che sento in cuffia (sento? vabbè che ri-sento per la millesima volta) ah potrei colmare la lacuna (quasi sempre lo faccio) con google traduttore, a parte che non ho nessuna voglia d'irritarmi con le scempiaggini che propone, potrei cmq approfondire la ricerca col vocabolario, no non voglio fare ciò, voglio solo evocare ascoltare evocare sentire sognare pensare intristire e anche un po' gioire, ridere no, per ora non mi sento.. l'emozione passa trapassa sconquassa, emozionare davvero un bel verbo transitivo


e dopo l'ascolto, è il momento di passare alla traduzione (la fortuna di trovare un blog di tutto neil tradotto) perché anche Nixon ha un'anima


Campaigner / Oppositore


I am a lonely visitor
I came to late to cause a stir
Though I campaigned all my life towards that goal
I hardly slept the night you wept
Our secret's safe and still well kept
Where even Richard Nixon has got soul
Even Richard Nixon has got soul

Traffic cops are all color blind
People steal from their own kind
Evening comes to early for a stroll
Down neon streets the streaker streaks
The speaker speaks but the truth still leaks
Where even Richard Nixon has got soul
Even Richard Nixon has got it, soul

The podium rocks in the crowded waves
The speaker talks of the beautiful saves
That went down long before he played this role
For the hotel queens and the magazines
Test tube genes and slot machines
Where even Richard Nixon got soul
Even Richard Nixon has got it, soul

Hospitals have made him cry
But there's always a free way in his eye
Though his beach just got too crowded for his stroll
Roads stretch out like healthy veins
And wild gift horses strain the reins
Where even Richard Nixon has got soul
Even Richard Nixon has got soul

I am a lonely visitor
I came to late to cause a stir
Though I campaigned all my life towards that goal

* * * *

Sono un visitatore solitario
Sono arrivato tardi per fare trambusto
Sebbene abbia fatto campagne tutta la vita a quello scopo
Ho dormito male la notte in cui hai pianto
Il nostro segreto è al sicuro e ancora ben custodito
Se persino Richard Nixon ha un'anima
Persino Richard Nixon ha un'anima

I poliziotti della stradale sono tutti daltonici
Le persone rubano ai loro simili
La sera arriva troppo presto per una passeggiata
Per le strade illuminate al neon c'è chi corre nudo[1]
L'annunciatore parla ma la verità trapela ancora
Se persino Richard Nixon ha un'anima
Persino Richard Nixon ce l'ha, un'anima

Il podio oscilla nelle ondate di folla
L'annunciatore parla dei bellissimi salvataggi
Avvenuti molto prima che lui recitasse questo ruolo
Per le regine degli hotel e le riviste
Geni in provetta e slot machines
Se persino Richard Nixon ha un'anima
Persino Richard Nixon ce l'ha, un'anima

Gli ospedali lo hanno fatto piangere
Ma c'è sempre una strada libera nei suoi occhi
Sebbene la sua spiaggia sia ora troppo affollata per la sua passeggiata
Le strade si stendono come vene salubri
E selvaggi cavalli donati strappano le redini
Se persino Richard Nixon ha un'anima
Persino Richard Nixon ha un'anima

Sono un visitatore solitario
Sono arrivato tardi per fare trambusto
Sebbene abbia fatto campagne tutta la vita a quello scopo


[1] Il termine “streaking” (da cui “streak”, verbo, e “streaker”, nome) è relativo al correre nudi in mezzo alla folla.


bellissimi i versi:

I am a lonely visitor.
I came to late to cause a stir,
Though I campaigned all my life
towards that goal.



I am lonely visitor è una perfetta sintesi della condizione esistenziale di tutti quanti noi,

anche lottare tutta la vita per una meta, avendo la felicità di individuarla giusta-


domenica 8 gennaio 2012

danger bird e canguri e papaveri e scarponi anche una bicicletta rossa un fiume che era d'argento e su tutto una palla gialla detta full moon














colonna sonora della giornata da brividi!

il brano due dall'album Zuma di Neil Young -1975- è libidine pura, estasi sublime da morirci sopra, ah caro neil, grata a te


danger bird DANGER BIRD That's the moment Now

The jailbird takes the raps

Danger bird, he flies alone
And he rides the wind back to his home
Although his wings have turned to stone


And though these wings have turned to stone
I can fly fly fly away
Watch me fly above the city
Like a shadow on the sky
Fly, fly, fly


And like those memories
the rain keeps pounding
down, down, down


Like a shadow on the sky
Fly, fly, fly



E VOLA VOLA VOLA vola lu pavone vola lu cardille

fly fly fly away


il sublime brano:


Neil Young - Danger Bird




Danger bird (video d'omaggio di tanti birds a danger bird di neil young)




Antony and the johnsons - I'm a bird girl




I'm A Bird Now / Antony & Jhonsons




a fine giornata, coronamento e omaggio, il mio disegno a danger bird assieme a luna piena e piume e cielo e danza rossa di petali di papaveri quando ogni cosa è trasposta in beneficio di sensazione fisica





A luna piena
anch'io incontenibile
straripo eccedo


haiku full moon, otto di gennaio 2012


la palla gialla
se ne sta ora sui tetti
illudendoci


haiku full moon afternoon, 8 gennaio 2012


testo e traduzione di Danger Bird / L'uccello del pericolo


Danger bird, he flies alone
And he rides the wind back to his home
Although his wings have turned to stone

And we used to be so calm
Now I think about you all day long
(That's the moment that he cracked)
'Cause you've been with another man
(Long ago in the museum with his friends)
There you are and here I am

The jailbird takes the raps
And he finds himself spread-eagled on the tracks
But the training that he learned
Will get him nowhere fast

And I know we should be free
But freedom's just a prison to me
(With the rain pounding on his back
He recalls the moment that he cracked)
'Cause I lied to keep it kind
(Long ago in the museum with his friends)
When I left you far behind
(And like those memories the rain keeps pounding
Down, down, down)

And though these wings have turned to stone
I can fly, fly, fly away
Watch me fly above the city
Like a shadow on the sky
Fly, fly, fly


* * * *

L'uccello del pericolo, lui vola da solo
E cavalca il vento tornando verso casa
Nonostante le sue ali siano diventate pietra

E noi eravamo così calmi
Ora penso a te per tutto il giorno
(Quello è l’attimo in cui ha ceduto)
Perché sei stata con un altro uomo
(Tempo fa nel museo con i suoi amici)
Lì stai tu e qui sto io

Il detenuto[1] sconta la colpa
E si ritrova disteso sui binari
Ma l’addestramento che ha fatto
Non gli servirà a niente ora

E io so che dovremmo essere liberi
Ma la libertà è solo una prigione per me
(Con la pioggia che martella sulla sua schiena
Lui ricorda l’istante in cui ha ceduto)
Perché ho mentito per non essere cattivo
(Tempo fa nel museo con i suoi amici)
Quando ti ho lasciata indietro
(E come quei ricordi la pioggia continua a martellare
Giù, giù, giù)

E sebbene queste ali siano diventate pietra
Posso volare, volare, volare via
Guardami volare sopra la città
Come un’ombra sul cielo
Volare, volare, volare


[1] “Jailbird” significa “galeotto”, “detenuto” (letteralmente “uccello di prigione”).



sabato 7 gennaio 2012

danza emotiva





danza emotiva
presa ravvicinata
con la realtà

haiku- mio malgrado- del 5 gennaio 2012


Neil Young I Wonder Why




Neil Young Expecting To Fly




Neil Young - Expecting To Fly




giovedì 29 dicembre 2011

Diana gioiosamente bretoncina irruente, incontrarla sempre un diletto!


























papaveri d'oggi - in agguato stare






You just say you're out there waiting
for the miracle, for the miracle to come.

(Tu dici che sei fuori là in attesa
del miracolo, che venga il miracolo)


Leonard Cohen - Waiting for the miracle



(e la sua voce è un miracolo)


del miracolo
sul finire dell'anno
in agguato stare


29 dicembre 2011




sabato 24 dicembre 2011

A*U*G*U*R*I* di V*I*G*I*L*I*A* a VOI TUTTI *CARI AMICI*!





perché se mi chiedi a bruciapelo qual'è il mio film preferito, io ti rispondo dead man. Film perfetto ineguagliabile dove rido e mi commuovo negli stessi punti dovessi vederlo cento volte. Un segreto che custodivo in me e che accade adesso di render noto giacché è tanto bello condividere


Dead Man - Neil Young (Organ Solo)




Dead Man - Neil Young (Guitar Solo # 2)




quando squilla il mio telefonino c'è neil young che chiama, traccia sonora che ormai m'appartiene!


Neil Young - Dead Man Theme (long version)




Dead Man - Neil Young (Guitar Solo #1)




inno alla vita e celebrazione della poesia dell'afflato vitale dell'essenza profonda della connessione panica all'esistente,

magistrale lezione di cinema, la magia possibile della rappresentazione e della visionarietà e dell'incanto dell'immaginazione

musica sublime esplorativa dei sentimenti dei grumi di dolore e dei picchi di gioia, della dotazione di tutta la gamma percettiva e cognitiva ed emotiva

pura meraviglia, grande Jim grande neil grande johny, sinergia irraggiungibile

"io urlo la mia gioia e i miei occhi rossi cercano di mirare il tuo viso

Silente come amore disperante, forte come gelosia

It joy'd : scostò le nubi ed ebbe il suo primogenito sorriso

come quando la nuvola nera mostra i suoi lampi all'abisso tacito
"

William Blake, Visioni (traduzione di Ungaretti)


venerdì 16 dicembre 2011

giovedì 15 dicembre 2011

papavero helpless




Neil Young Helpless




Crosby, Still, Nash & Young - Helpless




e questa, sublime, whit accordion:

Patti Smith - Helpless (Neil Young)




martedì 22 novembre 2011

Volver Volver Volver. Y me muero por volver




Chavela Vargas - Volver, volver




Y me muero por volver

di Fernando Z. Maldonado, Volver

Este amor apasionado
Anda todo alborotado por volver
Voy camino a la locura
Y aunque todo me tortura, se querer

Nos dejamos hace tiempo
Pero se llego el momento de perder
Tu tenias mucha razn
Le hago caso al corazon
Y me muero por volver

Y volver, volver, volver
A tus brazos otra vez
Llegare hasta donde estes
Yo se perder, yo se perder
Quiero volver, volver, volver

Nos dejamos hace tiempo
Pero se llego el momento de perder
Tu tenias mucha razon
Le hago caso al corazon
Y me muero por volver

Y volver, volver, volver
A tus brazos otra vez
Llegare hasta donde estes
Yo se perder, yo se perder
Quiero volver, volver, volver


Chavela Vargas Volver,volver




LOS LOBOS - VOLVER VOLVER




Vicente Fernadez Volver Volver




Ry Cooder - Volver Volver




Susana Baca-Volver-Córdoba




e Volver è tra i films di Almodovar che prediligo


Penélope Cruz(Estrella Morente) singing Volver (flamenco version of a tango)




e il grande Carlos Gardel, artista del fascino del tango in Volver

Carlos Gardel - Volver - Tango





sabato 19 novembre 2011

Pina di Wim Wenders. Un papavero a Pina Bausch





Visto Pina di Wim Wenders, dedicato a Pina Bausch.

Non è una biografia che Pina non la voleva. Ma un documento sulla danza, un testo scritto visivo e un’immagine scritta sceneggiata.

In 3 D –la mia prima volta del tridimensionale, -che meraviglia, mi son dovuta subito ricredere riguardo alla perplessità pregiudiziale- -ancora una volta prima provare poi giudicare-

Grande magia.

Grandi emozioni zampillano dall’interiorità sollecitata.

Emotiva commovente visione di un documento, storico e poetico sulla danza moderna.
“danziamo danziamo altrimenti saremo perduti” (Pina Bausch)

Provo sensazioni fisiche. Come se le fibre inerti del corpo dimenticato e negletto e trascurato venissero spiritualmente chiamate a risvegliarsi e ad emozionarsi nella visione e nella percezione di quello che un corpo è, di quel che un corpo sa, di quel che un corpo fa, di quel che un corpo trattiene, di quel che un corpo libera, di quel che un corpo manifesta, di quel che un corpo diviene.

La compagnia di ballo di Pina Bausch è in realtà un gruppo di terapia sulle emozioni del corpo, sulla lettura e decodifica e possibile epifania del linguaggio inscritto nella potenzialità di ciascun corpo.

La trama è l’inconscio che diviene conscio. Lo studio è un training di consapevolezza.

I suoi ballerini sono discepoli e discenti e devoti e figli e amici e adepti e cultori.

La qualità del ricordo parlando e raccontando della loro maestra e guida è quella della devozione della riconoscenza della gratitudine e del dolore dell’orfano e dell’elaborazione del lutto per la perdita d’una figura fondamentale di famiglia.

Pina che danza: ci sono pochi momenti in cui Pina balla.

Inquietante in Cafè Muller: angoscia legata agli archetipi e dolore e tristezza e solitudine e incomunicabilità nel senso vero di non poter nominare le cose, caso mai accennarvi, caso mai scimmiottarle, caso mai venirne attraversati, caso mai esserne posseduti ma non possederle né controllarle –ché è una pia illusione pensare di avere una certezza.

I corpi morti, che cadono in abbandoni di morte sono uno stilema ben riconoscibile nella danza della Bausch, eppure in quell’apparenza della morte quanta vivezza deve giocare il corpo! quanta attenzione e concentrazione e padronanza di ogni millimetro di coscienza fibromialgica. Sarà forse il modo di dire che la vita è impregnata di morte o che per assurdo la morte si nutre della vita o che da vivi sembriamo morti e forse da morti saremo vivi? Si è un assurdo lo so, eppure smuove tanto di quel profondo lo stilema del corpo morto abbandonato

e mi è venuto persin di trasalire nel vedere che c’è un movimento che anch’io ho tentato a volte –ma timidamente o comunque senza arrivare al sodo, che è quello di cadere rigidamente come corpo morto cade, solo che non sono mai stata folle al punto di fracassarmi a quindi nel controllo infine del movimento c’è la resistenza vera al fidarsi all’abbandonarsi.

Anche le ballerine della Baush non arrivano fino a terra ci vanno però molto vicine e c’è un partner che le riacchiappa proprio al limite della caduta.

E quanti giochi tra uomo e donna, quanta patologia viene accennata, quanto sostenersi vicendevole in schiavitù e collusione e quanta mortifera accettazione dei ruoli stabiliti.

La danza di Pina Bausch è un racconto della vita, delle paure, delle prigionie e, se anelito c’è, è solo il corpo a suggerirlo, ad osarlo a patirlo.

(impressioni ora di getto ma mi riservo di aggiungerne altre così come si imporranno alla mia elaborazione ricordevole di un film così emotivo e pregnante)-



Luna de Margarita, canzone bellissima danzata nel film Pina, di Wim Wenders,
eccola unitamente alla danza delle emozioni:




Luna de Margarita







Simon Diaz: "Luna de Margarita"



(Simon Diaz è l'autore del brano)


un altro piccolo frammento del film, con sottofondo delizioso, di Caetano Veloso:


Pina - Film di Wim Wenders - Estratto





giovedì 17 novembre 2011

papaveri d'oggi mentre va e va e ri-va I believe in you di Neil Young






Neil Young - I Believe In You - Original (Remastered)




riascoltata un numero di volte che non sto a dire, innumerevole numero

nutrimento più del pane, e qui di pane non se ne trova:-)


Now that you found yourself
losing your mind
Are you here again?
Finding that what you once
thought was real
Is gone, and changing?

Now that you made yourself
love me
Do you think
I can change it in a day?
How can I place you above me?
Am I lying to you when I say
That I believe in you
I believe in you.

Coming to you at night
I see my questions
I feel my doubts
Wishing that maybe
in a year or two
We could laugh
and let it all out

Now that you made
yourself love me
Do you think
I can change it in a day?
How can I place you above me?
Am I lying to you when I say
That I believe in you
I believe in you.


(non trovato, ahimè, una traduzione decente, e quella del traduttore automatico, irritante scempiaggine)(né sono in grado di farla io stessa)
(ma se qualcuno volesse qui fornirla gli sarei gratissima:-)


lunedì 14 novembre 2011

UNDICI UNDICI UNDICI Bob Dylan e Mark Knopfler a Firenze

un papavero a Mark E a Bob
e all'Undici Undici Undici,
dies memorabilis




anche una borsa papaverizzata all'uopo






L’UNDICI UNDICI UNDICI

E' STATO UN GIORNO MEMORABILE


undici undici undici, concerto al Mandela Forum a Firenze di Mark Knopfler e Bob Dylan




sul palco Mark Knopfler, con una splendida band di sette musicisti (anche la fisarmonica!)

Mark è uno che ti spezza il cuore, lo sapevo, e sapendolo è così bello ritrovarmi a viverlo sul serio, e dopo, avendolo vissuto, tenermi in serbo la preziosa sensazione





UNDICI UNDICI UNDICI Bob Dylan a Firenze

per la prima volta ho visto Bob Dylan, il vecchio Bob canta e suona, tastiere e chitarra, si diverte, potrebbe essere che si diverta anche se divertirsi è un dire eccessivo riferito a lui, fa quel che vuole, fa il suo spettacolo soprattutto sotto il segno del rock and roll, non se la mena ma nemmeno è lì per sedurre alcuno, non è il tipo che dà confidenza;

la voce sua è bella, familiarità di timbro e colore, come un dardo taglia la memoria affettiva ed è memoria d'affetto essa stessa, supersonicamente mi riconnetto a tutte le ore di ascolto e alle emozioni che da esse zampillavano ed è subito una marea emotiva nell'attimo reale dell'ascolto live,

voce roca, graffiata, reiterata, voce d'essenza dilaniana dilaniata, voce unica, insostituibile, voce sacra, voce sfruttata ma non troppo rantolante come immaginavo;

ed io sono così emozionata di esserci, fissa col binocolo dalla tribuna sud, non riconosco nessuna delle canzoni che fa, quasi nessuna! che sempre sono stravolte -ma così fan tutti- mi godo lui, il suo esserci, figure and voice e show;

il mito è là, lo vedo, si muove, si dà in pasto, si contorce, si piega nella sua tipica postura china a gambe divaricate, passeggia, non ride mai, non flirta, non ammicca, non si concede, il mio bob -mio del mio immaginario, canta e suona, ha un look mezzo da rabbino, beh con quel cappello in capo e i basettoni e l'inconfondibile marchio somatico levitico di lineamenti, ora più tirati -che da sempre tanta fascinazione ed attrazione ha su di me esercitato, buffamente s'è vestito da picador o caballero di Toledo, giacca gallonata coi bottoni d'oro, camicia verde smeraldo coi luccichini e scarpe lucide bianche e nere da gangster anni '30.. ma bob è bob può attraversare stili e look, può fare quel che vuole, essere quel che è, icona condannata icona forse persino con se stesso.

Il pubblico fiorentino non è troppo acclamante, forse non è alla sua altezza o forse non vuol sentirsi così snobbato e cosa inaudita, non c'è il bis, lui non lo dà perché il bis non viene richiesto, cosa che mi pare piuttosto rara e parecchio strano

ma sono stata là, con amici cari e altrettanto preziosi

e sono stata molto felice, delle buone vibrazioni, delle emozioni, degli eventi, degl'incontri

e, grata, mi riconcilio con il duemilaundici





 
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