quando una canzone può trapassarti da parte a parte
Neil Young - "Campaigner"
Neil Young - CAMPAIGNER
questi miei papaveri riflettono gli umori, i moti variegati e variabili, le tristezze infinite attanaglianti oppure le altre coloriture sul versante più disteso più rilassato più sereno fino al gioioso, i frutti delle mie giornate, di acerbo e di maturo, di aspro di dolce, di fiducia o di nera disperante caduta, mi metto a disegnare e non so cosa sortirà, procedo come sento come mi viene e alla fine talvolta ci sono i papaveri fuor di testa e li accetto, loro come gli altri e so che mi corrispondono mi rappresentano mi tradiscono, così faccio, altrimenti questi miei papaveri amatissimi papaveri, dell'analogia e della metafora e del divertimento e dell'esplorazione e della risorsa e della resilienza non sarebbero un'autoterapia per me e loro sono i miei alleati, beneficium meum, talismani salvifici, costanza d'oggetto per dirla in una maniera amata,
in questi giorni sto frequentando neil young, ve ne siete accorti?! dai suoi inizi gloriosi che tutto contenevano, la passione primigenia, lo stato nascente, la potenza che anelava all'atto, l'incognita, l'abbandono al flusso della corrente e c'è Diomio, una tale forza, una grandiosa bellezza, un'autocoscienza, un forziere di vitale dotazione, un succo di comprensione allargato sulle cose del mondo, esulando dall'adesione spicciola ad una cronaca di parte e parziale ma puntando -da subito- alla visione che illumina e che salva, grande neil, caro neil, che sai parlarmi a questo modo, tu in un'altra lingua che non conosco, da brava italiana scema che non sa l'inglese, eppure a non capirci un'acca resto concentrata e sintonizzata sull'emozione acustica e cordiale e vengo travolta e mi faccio travolgere da maree di onde sonore e cumuli emotivi di sensazione buona intensa penetrante e sollecita e penso e so quanto non detto sappiamo essere veicolato dal tono, dalla timbrica, dall'esitazione dall'irruenza, la voce basta la voce al campionario d'emozione, catapultati in un altro tipo di ascolto che va a snidare le empatie o le riottosità ed è proprio lì che si parla di noi, lì c'è qualcosa che riguarda veramente noi, con cui forse non vogliamo fare i conti, lì siamo noi con le nostre debolezze, lo sperdimento e pure con l'essenza nostra, proprio quella che ci appartiene e di cui volendocene fare carico scopriremmo essere la nostra autenticità la nostra boa di salvataggio la nostra àncora il nostro marchio quello che diventiamo essendolo,
vi pare un di palo in frasca? ma no! soltanto una briciola di condivisione, se no, davvero chi sarei per voi? se sono per me sono anche per voi, un sentiero buono e praticabile, condivido la mia fragilità che alla gola piglia come un groppo ma è così umana e non me ne vergogno. Grande il motto che ha declamato nihil humani a me alienum puto e dire di sé dello straniante in sé dell'alieno in se medesimi è un'altra buona strada che solo bene apporta,
stasera sono così e posso senza remora raccontarvelo, e mi piace condividere questa grazia di dio di canzone che attraversa l'anima da parte a parte come vento forte che strapazza un papavero o l'accarezza come fine brezza ariosa palpeggiante il rosso voile o come idea di vento come promessa come sogno come attesa come ricordo come anelito come ebbrezza, come istinto di vita, giuro che non so che cosa neil stia dicendo ora in questa canzone che sento in cuffia (sento? vabbè che ri-sento per la millesima volta) ah potrei colmare la lacuna (quasi sempre lo faccio) con google traduttore, a parte che non ho nessuna voglia d'irritarmi con le scempiaggini che propone, potrei cmq approfondire la ricerca col vocabolario, no non voglio fare ciò, voglio solo evocare ascoltare evocare sentire sognare pensare intristire e anche un po' gioire, ridere no, per ora non mi sento.. l'emozione passa trapassa sconquassa, emozionare davvero un bel verbo transitivo
I am a lonely visitor I came to late to cause a stir Though I campaigned all my life towards that goal I hardly slept the night you wept Our secret's safe and still well kept Where even Richard Nixon has got soul Even Richard Nixon has got soul
Traffic cops are all color blind People steal from their own kind Evening comes to early for a stroll Down neon streets the streaker streaks The speaker speaks but the truth still leaks Where even Richard Nixon has got soul Even Richard Nixon has got it, soul
The podium rocks in the crowded waves The speaker talks of the beautiful saves That went down long before he played this role For the hotel queens and the magazines Test tube genes and slot machines Where even Richard Nixon got soul Even Richard Nixon has got it, soul
Hospitals have made him cry But there's always a free way in his eye Though his beach just got too crowded for his stroll Roads stretch out like healthy veins And wild gift horses strain the reins Where even Richard Nixon has got soul Even Richard Nixon has got soul
I am a lonely visitor I came to late to cause a stir Though I campaigned all my life towards that goal
* * * *
Sono un visitatore solitario Sono arrivato tardi per fare trambusto Sebbene abbia fatto campagne tutta la vita a quello scopo Ho dormito male la notte in cui hai pianto Il nostro segreto è al sicuro e ancora ben custodito Se persino Richard Nixon ha un'anima Persino Richard Nixon ha un'anima
I poliziotti della stradale sono tutti daltonici Le persone rubano ai loro simili La sera arriva troppo presto per una passeggiata Per le strade illuminate al neon c'è chi corre nudo[1] L'annunciatore parla ma la verità trapela ancora Se persino Richard Nixon ha un'anima Persino Richard Nixon ce l'ha, un'anima
Il podio oscilla nelle ondate di folla L'annunciatore parla dei bellissimi salvataggi Avvenuti molto prima che lui recitasse questo ruolo Per le regine degli hotel e le riviste Geni in provetta e slot machines Se persino Richard Nixon ha un'anima Persino Richard Nixon ce l'ha, un'anima
Gli ospedali lo hanno fatto piangere Ma c'è sempre una strada libera nei suoi occhi Sebbene la sua spiaggia sia ora troppo affollata per la sua passeggiata Le strade si stendono come vene salubri E selvaggi cavalli donati strappano le redini Se persino Richard Nixon ha un'anima Persino Richard Nixon ha un'anima
Sono un visitatore solitario Sono arrivato tardi per fare trambusto Sebbene abbia fatto campagne tutta la vita a quello scopo
[1] Il termine “streaking” (da cui “streak”, verbo, e “streaker”, nome) è relativo al correre nudi in mezzo alla folla.
bellissimi i versi:
I am a lonely visitor. I came to late to cause a stir, Though I campaigned all my life towards that goal.
I am lonely visitor è una perfetta sintesi della condizione esistenziale di tutti quanti noi,
anche lottare tutta la vita per una meta, avendo la felicità di individuarla giusta-
il brano due dall'album Zuma di Neil Young -1975- è libidine pura, estasi sublime da morirci sopra, ah caro neil, grata a te
danger bird DANGER BIRD That's the moment Now
The jailbird takes the raps
Danger bird, he flies alone And he rides the wind back to his home Although his wings have turned to stone
And though these wings have turned to stone I can fly fly fly away Watch me fly above the city Like a shadow on the sky Fly, fly, fly
And like those memories the rain keeps pounding down, down, down
Like a shadow on the sky Fly, fly, fly
E VOLA VOLA VOLA vola lu pavone vola lu cardille
fly fly fly away
il sublime brano:
Neil Young - Danger Bird
Danger bird (video d'omaggio di tanti birds a danger bird di neil young)
Antony and the johnsons - I'm a bird girl
I'm A Bird Now / Antony & Jhonsons
a fine giornata, coronamento e omaggio, il mio disegno a danger bird assieme a luna piena e piume e cielo e danza rossa di petali di papaveri quando ogni cosa è trasposta in beneficio di sensazione fisica
A luna piena anch'io incontenibile straripo eccedo
haiku full moon, otto di gennaio 2012
la palla gialla se ne sta ora sui tetti illudendoci
haiku full moon afternoon, 8 gennaio 2012
testo e traduzione di Danger Bird / L'uccello del pericolo
Danger bird, he flies alone And he rides the wind back to his home Although his wings have turned to stone
And we used to be so calm Now I think about you all day long (That's the moment that he cracked) 'Cause you've been with another man (Long ago in the museum with his friends) There you are and here I am
The jailbird takes the raps And he finds himself spread-eagled on the tracks But the training that he learned Will get him nowhere fast
And I know we should be free But freedom's just a prison to me (With the rain pounding on his back He recalls the moment that he cracked) 'Cause I lied to keep it kind (Long ago in the museum with his friends) When I left you far behind (And like those memories the rain keeps pounding Down, down, down)
And though these wings have turned to stone I can fly, fly, fly away Watch me fly above the city Like a shadow on the sky Fly, fly, fly
* * * *
L'uccello del pericolo, lui vola da solo E cavalca il vento tornando verso casa Nonostante le sue ali siano diventate pietra
E noi eravamo così calmi Ora penso a te per tutto il giorno (Quello è l’attimo in cui ha ceduto) Perché sei stata con un altro uomo (Tempo fa nel museo con i suoi amici) Lì stai tu e qui sto io
Il detenuto[1] sconta la colpa E si ritrova disteso sui binari Ma l’addestramento che ha fatto Non gli servirà a niente ora
E io so che dovremmo essere liberi Ma la libertà è solo una prigione per me (Con la pioggia che martella sulla sua schiena Lui ricorda l’istante in cui ha ceduto) Perché ho mentito per non essere cattivo (Tempo fa nel museo con i suoi amici) Quando ti ho lasciata indietro (E come quei ricordi la pioggia continua a martellare Giù, giù, giù)
E sebbene queste ali siano diventate pietra Posso volare, volare, volare via Guardami volare sopra la città Come un’ombra sul cielo Volare, volare, volare
[1] “Jailbird” significa “galeotto”, “detenuto” (letteralmente “uccello di prigione”).
perché se mi chiedi a bruciapelo qual'è il mio film preferito, io ti rispondo dead man. Film perfetto ineguagliabile dove rido e mi commuovo negli stessi punti dovessi vederlo cento volte. Un segreto che custodivo in me e che accade adesso di render noto giacché è tanto bello condividere
Dead Man - Neil Young (Organ Solo)
Dead Man - Neil Young (Guitar Solo # 2)
quando squilla il mio telefonino c'è neil young che chiama, traccia sonora che ormai m'appartiene!
Neil Young - Dead Man Theme (long version)
Dead Man - Neil Young (Guitar Solo #1)
inno alla vita e celebrazione della poesia dell'afflato vitale dell'essenza profonda della connessione panica all'esistente,
magistrale lezione di cinema, la magia possibile della rappresentazione e della visionarietà e dell'incanto dell'immaginazione
musica sublime esplorativa dei sentimenti dei grumi di dolore e dei picchi di gioia, della dotazione di tutta la gamma percettiva e cognitiva ed emotiva
pura meraviglia, grande Jim grande neil grande johny, sinergia irraggiungibile
"io urlo la mia gioia e i miei occhi rossi cercano di mirare il tuo viso
Silente come amore disperante, forte come gelosia
It joy'd : scostò le nubi ed ebbe il suo primogenito sorriso
come quando la nuvola nera mostra i suoi lampi all'abisso tacito "
Visto Pina di Wim Wenders, dedicato a Pina Bausch.
Non è una biografia che Pina non la voleva. Ma un documento sulla danza, un testo scritto visivo e un’immagine scritta sceneggiata.
In 3 D –la mia prima volta del tridimensionale, -che meraviglia, mi son dovuta subito ricredere riguardo alla perplessità pregiudiziale- -ancora una volta prima provare poi giudicare-
Grande magia.
Grandi emozioni zampillano dall’interiorità sollecitata.
Emotiva commovente visione di un documento, storico e poetico sulla danza moderna. “danziamo danziamo altrimenti saremo perduti” (Pina Bausch)
Provo sensazioni fisiche. Come se le fibre inerti del corpo dimenticato e negletto e trascurato venissero spiritualmente chiamate a risvegliarsi e ad emozionarsi nella visione e nella percezione di quello che un corpo è, di quel che un corpo sa, di quel che un corpo fa, di quel che un corpo trattiene, di quel che un corpo libera, di quel che un corpo manifesta, di quel che un corpo diviene.
La compagnia di ballo di Pina Bausch è in realtà un gruppo di terapia sulle emozioni del corpo, sulla lettura e decodifica e possibile epifania del linguaggio inscritto nella potenzialità di ciascun corpo.
La trama è l’inconscio che diviene conscio. Lo studio è un training di consapevolezza.
I suoi ballerini sono discepoli e discenti e devoti e figli e amici e adepti e cultori.
La qualità del ricordo parlando e raccontando della loro maestra e guida è quella della devozione della riconoscenza della gratitudine e del dolore dell’orfano e dell’elaborazione del lutto per la perdita d’una figura fondamentale di famiglia.
Pina che danza: ci sono pochi momenti in cui Pina balla.
Inquietante in Cafè Muller: angoscia legata agli archetipi e dolore e tristezza e solitudine e incomunicabilità nel senso vero di non poter nominare le cose, caso mai accennarvi, caso mai scimmiottarle, caso mai venirne attraversati, caso mai esserne posseduti ma non possederle né controllarle –ché è una pia illusione pensare di avere una certezza.
I corpi morti, che cadono in abbandoni di morte sono uno stilema ben riconoscibile nella danza della Bausch, eppure in quell’apparenza della morte quanta vivezza deve giocare il corpo! quanta attenzione e concentrazione e padronanza di ogni millimetro di coscienza fibromialgica. Sarà forse il modo di dire che la vita è impregnata di morte o che per assurdo la morte si nutre della vita o che da vivi sembriamo morti e forse da morti saremo vivi? Si è un assurdo lo so, eppure smuove tanto di quel profondo lo stilema del corpo morto abbandonato
e mi è venuto persin di trasalire nel vedere che c’è un movimento che anch’io ho tentato a volte –ma timidamente o comunque senza arrivare al sodo, che è quello di cadere rigidamente come corpo morto cade, solo che non sono mai stata folle al punto di fracassarmi a quindi nel controllo infine del movimento c’è la resistenza vera al fidarsi all’abbandonarsi.
Anche le ballerine della Baush non arrivano fino a terra ci vanno però molto vicine e c’è un partner che le riacchiappa proprio al limite della caduta.
E quanti giochi tra uomo e donna, quanta patologia viene accennata, quanto sostenersi vicendevole in schiavitù e collusione e quanta mortifera accettazione dei ruoli stabiliti.
La danza di Pina Bausch è un racconto della vita, delle paure, delle prigionie e, se anelito c’è, è solo il corpo a suggerirlo, ad osarlo a patirlo.
(impressioni ora di getto ma mi riservo di aggiungerne altre così come si imporranno alla mia elaborazione ricordevole di un film così emotivo e pregnante)-
Luna de Margarita, canzone bellissima danzata nel film Pina, di Wim Wenders, eccola unitamente alla danza delle emozioni:
Luna de Margarita
Simon Diaz: "Luna de Margarita"
(Simon Diaz è l'autore del brano)
un altro piccolo frammento del film, con sottofondo delizioso, di Caetano Veloso:
Neil Young - I Believe In You - Original (Remastered)
riascoltata un numero di volte che non sto a dire, innumerevole numero
nutrimento più del pane, e qui di pane non se ne trova:-)
Now that you found yourself losing your mind Are you here again? Finding that what you once thought was real Is gone, and changing?
Now that you made yourself love me Do you think I can change it in a day? How can I place you above me? Am I lying to you when I say That I believe in you I believe in you.
Coming to you at night I see my questions I feel my doubts Wishing that maybe in a year or two We could laugh and let it all out
Now that you made yourself love me Do you think I can change it in a day? How can I place you above me? Am I lying to you when I say That I believe in you I believe in you.
(non trovato, ahimè, una traduzione decente, e quella del traduttore automatico, irritante scempiaggine)(né sono in grado di farla io stessa) (ma se qualcuno volesse qui fornirla gli sarei gratissima:-)
un papavero a Mark E a Bob e all'Undici Undici Undici, dies memorabilis
anche una borsa papaverizzata all'uopo
L’UNDICI UNDICI UNDICI
E' STATO UN GIORNO MEMORABILE
undici undici undici, concerto al Mandela Forum a Firenze di Mark Knopfler e Bob Dylan
sul palco Mark Knopfler, con una splendida band di sette musicisti (anche la fisarmonica!)
Mark è uno che ti spezza il cuore, lo sapevo, e sapendolo è così bello ritrovarmi a viverlo sul serio, e dopo, avendolo vissuto, tenermi in serbo la preziosa sensazione
UNDICI UNDICI UNDICI Bob Dylan a Firenze
per la prima volta ho visto Bob Dylan, il vecchio Bob canta e suona, tastiere e chitarra, si diverte, potrebbe essere che si diverta anche se divertirsi è un dire eccessivo riferito a lui, fa quel che vuole, fa il suo spettacolo soprattutto sotto il segno del rock and roll, non se la mena ma nemmeno è lì per sedurre alcuno, non è il tipo che dà confidenza;
la voce sua è bella, familiarità di timbro e colore, come un dardo taglia la memoria affettiva ed è memoria d'affetto essa stessa, supersonicamente mi riconnetto a tutte le ore di ascolto e alle emozioni che da esse zampillavano ed è subito una marea emotiva nell'attimo reale dell'ascolto live,
voce roca, graffiata, reiterata, voce d'essenza dilaniana dilaniata, voce unica, insostituibile, voce sacra, voce sfruttata ma non troppo rantolante come immaginavo;
ed io sono così emozionata di esserci, fissa col binocolo dalla tribuna sud, non riconosco nessuna delle canzoni che fa, quasi nessuna! che sempre sono stravolte -ma così fan tutti- mi godo lui, il suo esserci, figure and voice e show;
il mito è là, lo vedo, si muove, si dà in pasto, si contorce, si piega nella sua tipica postura china a gambe divaricate, passeggia, non ride mai, non flirta, non ammicca, non si concede, il mio bob -mio del mio immaginario, canta e suona, ha un look mezzo da rabbino, beh con quel cappello in capo e i basettoni e l'inconfondibile marchio somatico levitico di lineamenti, ora più tirati -che da sempre tanta fascinazione ed attrazione ha su di me esercitato, buffamente s'è vestito da picador o caballero di Toledo, giacca gallonata coi bottoni d'oro, camicia verde smeraldo coi luccichini e scarpe lucide bianche e nere da gangster anni '30.. ma bob è bob può attraversare stili e look, può fare quel che vuole, essere quel che è, icona condannata icona forse persino con se stesso.
Il pubblico fiorentino non è troppo acclamante, forse non è alla sua altezza o forse non vuol sentirsi così snobbato e cosa inaudita, non c'è il bis, lui non lo dà perché il bis non viene richiesto, cosa che mi pare piuttosto rara e parecchio strano
ma sono stata là, con amici cari e altrettanto preziosi
e sono stata molto felice, delle buone vibrazioni, delle emozioni, degli eventi, degl'incontri