in onore di Leonard Cohen prendo e metto un cappello affascinante, sì la tesa dovrebbe esser più corta e magari tutto nero, ma che feeling m'ha preso per questo con una banda a righe trasversali, in una bancarella sotto i portici di P.zza della Repubblica, a 15 euro, è mio e subito cala sulla capa papaverina, è persin largo ma unico esemplare, lo voglio e non esito un secondo,
ed eccomi caro Leonard, acconciata degna di sentire con più sentita nonchalance la tua pura magia che ha nome:
live in Belfast, I tried to leave you, Leonard Cohen
Leonard Cohen - Live In London - I Tried to Leave You
siate affamati siate folli, caro Steve Jobs ti ho dedicato un papavero la cui essenza è sempre d'essere vitale e selvaggio,
le parole che hai pronunciato in questo toccante video sono traccia e spia della pensabilità che è quella che alla mia età mi interessa più di tutto,
sono rimasta colpita al solito dalla sintesi del pensiero americano, sintesi alla quale va aggiunto il valore della propria creatività di persona differente da tutti gli altri e tu ne sei stato fulgido esempio,
certo la sorte ti ha regalato una splendida intelligenza ma la capacità ostinata di volgerla a tuo favore è tutta tua,
il talento non è solo avere talento ma la forza di sfruttarlo in due parole la fiducia in sé e l'audacia,
siate affamati siate folli non è Osho che parla ma una mente logica e matematica,
la tua bellezza è stata di non potare la parte tua creativa artistica più tipica della scienza umana dalla tua elaborazione logico matematica
e l'integrazione è un'altra delle cose a cui più tengo, a cui ho capito di voler tenere,
qui in casa da undici anni che abbiamo il mitico Cubo il Power Mac Cube di bellezza stratosferica quello dall'accensione a sfioramento e il portatile iBook che nel suo look ha un evidente omaggio al femminile, alla conchiglia o al vezzo di un portacipria,
eppure nelle schermaglie tipicamente coniugali, la parte dell'affascinato cronico Mac svolta da reaper ed io a dire che windows è più pratico ed ancor'oggi sono ad esso affezionata,
però è tutto il giorno eh già proprio oggi che sto covando il desiderio di rinnovarmi con un Mac Book pro o un air (all'iPad ho esitato non avendo un iPhone ma scartandolo volutamente -come a voler rifiutare l'appartenenza a un clan, a favore del samsung galaxyS che de visu mi era maggiormente piaciuto)
eccoci d'un lampo precipitati nella piena segamentale Mac, del resto la genialità di Steve Jobs oggi mi sento di celebrarla con la voglia di clan macintosh!
all'omaggio papaverino aggiungo infatti il senso di riconoscenza a Steve Jobs per la qualità creativa del suo pensiero, per la sua visione del mondo che includeva la fiducia nel potenziale umano dell'essere umano, per la splendida prova empirica ed elaborativa di eccellente realizzazione in questa avventura umana di un grande talento giocato per l'evoluzione e la crescita di tutti
in mattinata incontro per caso -sotto i piedi- una mattonella che merita il mio scatto, poi un papavero vuole papaverizzarsi e tutto si fa degno dei Giardini di Eros. Sogno espande. Naturaliter il virtuale insidia il reale. Sta accadendo il rimando ad una delle sue canzoni più alte. Già - perchè vacillare? e non sfiorare il sublime oggi proprio adesso nonostante tutto?
è nataAlice Ginevra. Spendente nuova creatura, di mirabili fattezze, figlia di due speciali persone, che sono anche due bloggers cari di qualità papaverina, Sabrina e Luca di Sapori divini,
un piccolo omaggio da fata madrina papaverina per la meraviglia d'una nuova creatura, cullata da un'ipnotica dolcissima omonima melodia, che sgorga dalla voce extraterrestre di Elisabeth Fraser dei Cocteau Twins,
note d'una incantevole musica intima, di cui la piccina, presumo, debba senz'altro essersi nutrita fin nella sua preesistenza amniotica,
Sabrina ama l'atmosfera magica immaginifica dei Cocteau allora il mio papavero s'è naturalmente accompagnato a quella,
benvenuta su questo nostro Pianeta Terra, bellissima Alice Ginevra, che sei la gioia di mamma e papà, ti auguro alla mia maniera papaverina, di diventare, essendolo, col loro fondante aiuto, la gioia tua, di te stessa, cioè che risplenda la tua essenza!