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martedì 9 marzo 2010

Andare in campagna. Casa di campagna. Finestra con vista

























L’occhio fuor di finestra crea visioni di alberi

colori a pastello

le tinte sono della tavolozza dell'autunno-inverno

ma sono comparse le picchiettature dei fiori rosa fiori di pesco


"Fiori rosa fiori di pesco
c'eri tu
fiori nuovi stasera esco
ho un anno di piu'
stessa strada, stessa porta.
solo
credevo di volare e non volo"



giovedì 3 settembre 2009

Finestra di chiesa sconsacrata e parole di Antonia Pozzi









Antonia Pozzi

In riva alla vita

Ritorno per la strada consueta,
alla solita ora,
sotto un cielo invernale senza rondini,
un cielo d'oro ancora senza stelle.
Grava sopra le palpebre l'ombra
come una lunga mano velata
e i passi in lento abbandono s'attardano,
tanto nota è la via
e deserta
e silente.
Scattano due bambini
da un buio andito
agitando le braccia:l'ombra sobbalza
striata da un tremulo volo
di chiare stelle filanti.
Gridano le campane,
gridano tutte
per improvviso risveglio,
gridano per arcana meraviglia,
come a un annuncio divino:
l'anima si spalanca
con le pupillein un balzo di vita.
Sostano i bimbi
con le mani unite
ed io sosto
per non calpestare
le pallide stelle filanti
abbandonate un mezzo alla via.
Sostano i bimbi cantando
con la gracile voce
il canto alto delle campane:
ed io sosto
pensandomi ferma stasera
in riva alla vita
come un cespo di giunchi
che tremi
presso un'acqua in cammino


Milano, 12 febbraio 1931

La giovane poetessa mi è tornata in mente evocata proprio ieri da Cobrizoperla.

C'è un bel sito a lei dedicato in cui la si può incontrare, nelle poesie, nelle note biografiche struggenti, nelle immagini, nei suoi sorrisi spalancati e negli sguardi tristi dell'apprensione dolorosa, nelle sue gambe nude sulle rocce.

Oggi ad accompagnare le immagini vibranti d'una finestra più sacra che mai in un temenos sconsacrato scelgo le sue parole che più appropriate non ne ho:

"...
l'ombra sobbalza
striata da un tremulo volo
..."


"...
ed io sosto
pensandomi ferma stasera
in riva alla vita
come un cespo di giunchi
che tremi
presso un'acqua in cammino."




mercoledì 2 settembre 2009

Toscana. Toiano. Finestre


















che meraviglia!
finestre esautorate
memoria
sembianza
ipotesi
un'idea!




Toscana. Toiano paesino in abbandono abbandonato






















Toiano un paesino in abbandono abbandonato

Arroccato, isolato, con una scomoda stretta stradina per arrivarci,
diroccato, disabitato, abbandonato, è l’ombra di se stesso.. ma in rassegna scorrono ombre colorate..

uno scenario scenografico di struggente bellezza affascinata, un' ineccepibile meraviglia di location si direbbe, eh già! certo per un occhio fotografico, per un occhio da architetto-rigattiere, per un occhio non commercial-redditizio, per un occhio melanconico che a colazione mangia pane e caducità..

ma sì per un occhio poetico: qui si voleva andare a parare.

Tracce disseminate del lavorio del tempo, muri sbrecciati, muri superstiti, mattoni erosi,
finestre che ridono ma senza le minacce di cinematografiche paure incombenti da film giallo, porte vetuste, rinsecchite dall’arido, tenaci ancora luminose di luce verniciata o strepitosamente mirabilmente ad hoc sverniciate,

qui lo shabby è di casa, il trascurato il rovinato è implicito è spontaneo è il segno. Tempus l’art director.

Papaverini e papavereschi clic su clic.
Le porte irresistibili.
Le finestre coreografiche e sognanti.
I muri, inestimabili sfondi.
Un cimitero monumentale piccolo come un francobollo, tangibile oasi di meditata pace terrena.
La chiesetta sconsacrata bella-bellissima con le tinte poetiche d'impronta artistica: penso e ripenso a Sonia Delaunay, a Mark Rothko, ai colori da tappezzeria stile impero o stile country, ai pastelli colorati da scuola elementare.
Una finestra dentro la chiesa, nel locale che forse era sagrestia, che è pura poesia fatta immagine che persino la lumix s’adegua limitandosi ad una sfocatura istintuale per onorare l’incerto.

Imput papaverini-papavereschi a bizzeffe: resto ammaliata, rapita, devono chiamarmi e devono aspettarmi e a lungo permango perturbata.



 
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