come perle disseminate qua e là le pievi di Toscana sono gioielli d'uno scrigno di ricchezze a portata del viandante, quasi sempre aperte, del tutto atte all'accoglienza, quasi sempre deserte, per improvvisi inaspettati miracoli della visione e della meditazione e dell'immersione nel senzatempo perturbante della realizzazione d'arte;
l'arte è con noi, sempre a portata di occhi e di spirito,
chiama solo a che ci si soffermi,
a che per un frammento di tempo si sia disposti ad ascoltarci dentro,
a farci, per un breve tempo collaborativo, canale di passaggio di un certo qualcosa d'attraente e di perturbante,
a fare sosta allora in un fascio di sensazioni davvero inedite, nello scorrere tumultuoso e fesso della giornata in corso, quando è sufficiente entrare in una pieve per guardarsi attorno e ritrovarsi assorbiti dall'ombra dominante e d'istinto fuocheggiare la poca luce lacerante il buio,
a non sorprenderci di sentire sommuovimenti interni e favorirli piuttosto,
con l'abbandono ad un libero spontaneo fluire di pensieri e sentimenti,
l'erudizione può aspettare, la razionalizzazione pure, m’appare più sensato arginare il galoppo delle spinte alla valutazione come se la nostra parola fosse oro colato,
no, in un primo pomeriggio d'una calda giornata ottobrina, mi limito a guardare e sentire solamente! appoggiandomi alla sensorialità ma escludendovi l'analisi
Nel territorio di Reggello in località San Donato A Fronzano si trova la Pieve a Pitiana, dedicata a San Pietro e la cui esistenza è documentata fin dall'anno 1000.
La pieve possiede un bel campanile romanico e un portico aggiunto nel Cinquecento.
L'interno, che conserva una Annunciazione della scuola del Ghirlandaio, fu rimaneggiato nell'800, ma sono ben visibili i resti dell'antica struttura.
Dalla Pieve di Pitiana la vista si può beare d' una spettacolare visione della vallata sottostante.
"La Pieve eretta nel XII secolo ma fortemente rimaneggiata nell'800 con la riduzione ad unica navata, conserva nella muratura i resti dell'impianto a tre navate con pilastri e una bella torre campanaria con monofore e bifore in successione; sobria facciata preceduta da un loggiato del XVI secolo e impreziosita da un rosone centrale e dagli stemmi dei Cavalcanti e dell'Arcispedale di S.Maria Nuova di Firenze, proprietari dell'edificio.
All'interno un'Annunciazione di Francesco Curradi e due tavole della Bottega di Ridolfo Ghirlandaio."