












































Sei Shōnagon grande dama di corte, coetanea e nemica e forse in segreto un po' tacita amica di Murasaki Shikibu, -siamo nell'anno 1000, periodo Heian antico Giappone, è stata genialmente l'ideatrice di una splendida pratica personale, la conta e quindi l'elenco delle cose piacevoli, quelle che danno piacere e ricami di piacevolezze e di contro quelle sgradevoli e sgradite da mettere al bando,
Cose piacevoli:
una cena in compagnia di persone con cui stai bene con le quali è naturale il feeling nella corrente divertita dello scambievole,
metti che ricevi dei regali, ah com'è adorabile inserire tra le cose piacevoli il ricevere regali!
metti che ti va di mettere i Notturni di Nina Simone ( e tutte le volte ringrazio in cuor mio Paolo Ferrario mio iniziatore a tale delizia) e a seguire un'altra Nina -è stata la serata delle Nine! una giovane Nina che tra l'altro proprio in onore di LEI di Nina Simone, si è chiamata Nina, Nina Zilli sì, splendida giovane donna dispensatrice di fashion di ironia di citazione di generi musicali (soul, ska, reggae ecc) autrice lei stessa delle sue musiche e parole, confezionatrice di canzoni che sono divertissements in accezione d'ironia allegre epifanie estive solari da sud del mondo e da donna libera che può ridere di sè mentre canta in piena grazia con naturalezza e dinvoltura, quando il cantare è come respirare,
e metti che ricevi fiori in regalo, le amate fresie in compagnia di ranuncoli violafiorentini,
e ti scatta il ghiribizzo d'impilare in bella mostra l'una sull'altra tutte le stoffe acquistate recentissime (nel primo pomeriggio!)
il divertimento è assicurato, prolungato, snocciolato, centellinato..la sera è lunga e sciogliere i nodi com'è facile in siffatte condizioni!
i cibi sono stati:
un risotto integrale al porro e al radicchio trevigiano con tocco finale di Bagoss (l'ultime tracce!)
un fritto di filetti di un signor baccalà impanati in pastella di grano duro e farina di farro ben aromatizzata con polvere di zenzero,
un fritto di carciofi, le tonde mamme romanesche, anch'essi impastellati,
patate di Cetica, a buccia rossa e grana gialla e sapor di sogno, lessate semplicemente e irrorate d'olio biologico e in cruditè di prezzemolino,
erbette (mazzetti di bietoline) in vinagrette cioè olio e limone,
dolci carnevaleschi:
le chiacchiere o cenci o frappe che dir si voglia nella versione non fritta ma di cottura in forno, delicata e croccante,
frittelline di riso, di due provenienze, l'una di Robiglio di Firenze, l'altra Maioli di Bagno a Ripoli, nell'ultime più presente la bagna di rhum, a me molto gradita,
paste di Robiglio, budini di riso, sfoglie con frutti di bosco, cheese-cake e frolle di mais con marmellata,
ad bibendum:
il Secreto di Viu Manent, di uve Viogner, un bianco cileno a mio giudizio ogni volta una grazia di dio (minerale vulcanico profumatissimo),
un Franciacorta Barone Pizzini Biologico