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domenica 26 febbraio 2012

aurora rossa





"una bellissima Aurora rossa sopra l'Australia, nei pressi di Flinders.
Il colore rosso è dato dagli atomi di ossigeno in alta atmosfera che "eccitati" da una tempesta solare, ritornano nel loro stato fondamentale emettendo perlopiù luce rossa.
Le aurore verdi sono invece generate, con lo stesso meccanismo, da atomi di ossigeno nei bassi strati.
Nella foto è visibile la Via Lattea a sinistra e le vicine galassie Grande e la Piccola Nube di Magellano sulla destra" -testo e foto tratti da Ecologicalmind-


la visione della foto fa scaturire l'haiku:


aurora rossa
sognando papaveri
nell'universo




haiku spaziale, 26 febbraio 2012



mercoledì 28 dicembre 2011

disegni di ieri musica d'ora











orlo di luna
una virgola illumina
cielo blunotte

haiku crescente, 27 dicembre 2011





Leonard Cohen - Hey, E 'No Way To Say Goodbye




LEONARD COHEN-By the rivers dark




SISTER OF MERCY - Leonard Cohen




If your life is a leaf
That the seasons tear off and condemn
They will bind you with love
That is graceful and green as a stem


Se la tua vita è una foglia
che le stagioni strappano e condannano
ti legheranno con un amore esile e verde
come uno stelo d'erba



Chelsea Hotel No. 2 - Leonard Cohen - Singing



(I need you, I don't need you,
I need you, I don't need you ,
dedicata a Janis Joplin)


lunedì 12 dicembre 2011

Foto memoria: me anni '70





questa, stasera, inaspettato regalo, all'improvviso sbuca da un passato lontano, nemmen io la conoscevo, quindi ne ho avuto trasalimento misto a sottile sommo piacere:-)


bello chiudere con l'amabilità atemporale d'un sorriso giovane e dolce, questa giornata inaugurata, stamane, con l'haiku:


suono di pioggia
rallegra la tristezza
che oggi m'invade


haiku 12.12.11






mercoledì 30 novembre 2011

martedì 6 settembre 2011

sabato 11 giugno 2011

papaveroelisir # danzavertigine





Paolo Conte - Elisir





Il luogo com’è? Una valle di nomadi
Tutto qui.
Ascoltami, tu, uomo di Neanderthal,
Si, o di Tangeri,





C’è qualcuno tra voi che sappia suonare
Una danza vertigine, un ballo frin frun
Che tolga le scarpe e le calze alle femmine?…




mercoledì 8 giugno 2011

L'acqua cammina sull'acqua. Ideogramma dell'acqua. Sui Mizu. Vita fluttuante.









l'acqua cammina sull'acqua


(prove semplici prove)



haiku all'acqua:



come acqua fluisce
libera emanazione
flusso d'anima


sentire l’acqua
scorrere per me come
vortice vivo


acqua libera
impetuoso bisogno
di acquerellare!



(haiku del 7 giugno 2011)


domenica 3 aprile 2011

psicopapaveri canticchiano una vecchia canzone... A Whiter Shade Of Pale -1967-






And although my eyes were open
they might just as well've been closed



A Whiter Shade Of Pale - Procol Harum




dalla notte dei tempi at first just ghostly turned a whiter shade of pale

And so it was
...





venerdì 28 gennaio 2011

Meravigliati I boschi. Gianna Nannini da "Pia come la canto io" dedicato a Pia de Tolomei. "Siena mi fe' disfecemi Maremma"




(Maremma, Giovanni Fattori)


"Tanto dolce sospirare, quel parlare non parlare…
questo gemere del mare che nell’aria sale"


meravigliati i boschi - Gianna Nannini




Danno la via meravigliati i boschi,
non usi a contemplar tanta bellezza,
l'ora natia di quei roveti foschi
di scherzarle fra il crin prende vaghezza:
ma il venticel che vien dal mar de' Toschi
piange mentre passando la carezza.
Quasi fosse il sospir della natura
antiveggente la di lei sciagura.
Tutta questa meraviglia non ci fa non ci si piglia!
Tutta questa meraviglia che nell’aria torna.
Tanto dolce sospirare, quel parlare non parlare…
questo gemere del mare che nell’aria sale
.

(musica Gianna Nannini, testo Pia Pera)



la sindrome di Sant'Agata ha inglobato a pieno titolo questo sottofondo musicale che è la voce di Gianna Nannini, voce e passione di voce e di cuore dedicata a Pia de Tolomei in un'unione d'anima molto particolare totalmente struggente,

il cd trovato qui in casa, è del 2007 e mi era sfuggito-inedito, che gioia incappare in una musica di cui puoi cadere affascinata!

una piccola perla che riluce di splendore triste ma che dico? tristissimo, come quando la vita che ambisce essere onorata viene deturpata depredata schiacciata distrutta,

la versione della nostra grande anima senese è quella della gelosia che acceca e della calunnia turpe, come nell'Otello shakespeariano, quando trionfa il godimento della perversione di pervertire il bene in male,

come avessi quindicianni, sento a spron battuto questi undici brani, uno dopo l'altro e di nuovo in successione, ad libitum,

ci sono pezzi di strepitosa bellezza, "il Dolente Pia", "mura mura" "non c'è più sole" "voce prigioniera" "testamento" "settimanima" e dulcis in fundo ché più dulcis non ce n'è " "Meravigliati i boschi" che metto a sintesi di tutto per condividere tanta meraviglia!


I versi che Pia rivolge a Dante:

Quando tu sarai tornato al mondo
e riposato de la lunga via,
ricorditi di me, che son la Pia;
Siena mi fe' disfecemi Maremma:
salsi colui che 'nnanellata pria
disposando m'avea con la sua gemma


(Paradiso, V)









"Tanto dolce sospirare, quel parlare non parlare…
questo gemere del mare che nell’aria sale"



venerdì 24 settembre 2010

Puglie. Locorotondo. Paese del sud/Notte di mezz'agosto/ Festa di San Rocco. Tripudio di fuochi di Locorotondo!









































la notte, cornice particolare per incontrare un luogo,

la notte, selettiva,

ritaglia nella visione quello che vuole,

racchiude e circoscrive,

la notte adibisce magie,

la notte calda e fresca dell'estate sguazza nella magia,

quando il cuore è più aperto la cedevolezza è norma,

entriamo a Locorotondo a notte inoltrata, i fuochi spareranno dopo la mezzanotte,

i rituali notturni estivi di mezz'agosto sono in corso,

i bar, i gelati, gli assembramenti, le risa,

elettricità dei giochi liberi all'aperto,

le occhiate sono boomerang,

come flipper le luci delle luminarie,

la notte calda dell'estate è una capsula oscura di cedimento al vitale,

cedere a cosa? a quello che ti va! la prima che hai detto!( o che hai pensato)

fiutare la disinvoltura e cedere ad essa,

accodarsi al flash di felicità d'una evocazione e cedere ad essa,

seguire il pifferaio della tua capa e cedere volente,

farti cucinare a fuoco lento in questa pentola di pietra chiara rosa e ambra,

e poi, diretti ai fuochi, alla postazione che è una terrazza naturale, appollaiarsi a terra, cercandosi una pietra, ce ne sono a iosa, per una seduta più asciutta meno sbracata, infilàti dentro il buio, in mezzo a sconosciuti che non vuoi conoscere, tra i cespugli di lentisco che diffondono il profumo,

e giù nel precipizio nella piana sottostante, freme la vocazione artificiera, si tira a tardi per aumentare la suspence,

infine gli scoppi, dapprima isolatamente, l'inizio è sporadico forse da contratto o meglio è la regia! l'attesa sarà la miccia biochimica che ti farà vibrare,

e i fuochi iniziano a fuocheggiare come dio comanda, sempre più scoppiettanti e sono tanti, in successione, tanti e tanti inesorabili per lungo tempo (quest'anno, due le tranches di fuochi, dal momento che una è stata potata per ragioni economiche),

quanto tempo durano? almeno 40 minuti ogni tempo dello spettacolo esplosivo e sono due le agenzie pirotecniche in lizza, perciò in tutto un'ora e venti di casamicciola, non è poco!

siamo tutti avvinti a 'sto capriccio da re e non si vuole che finisca!

ed il ritmo della sparatoria si fa incalzante e ti rimbalza tutto ma non ci siamo ancora, la fibrillazione è controllata, è ancora roba da educande,

ma sempre più forti e più ravvicinati si fanno i fuochi, la miriade di colori sparati al cielo e risputati a pioggia,

e le traiettorie, e le spirali, e gli spermatozoi brillanti, e le girandole, e le raggiere di palme, i cappelli di fogliame acceso, gli spiumotti di piume rosse verdi e blu, e le gocciole d'oro sciolto, e gli ufo a buon mercato, e le insegne alla Hopper di notti americane, e i ghirigori da occhiolino intermittente da Motel dell'infernale Quinlan, e il rigurgito di scintille molecolari,

tutto addosso all'umanità osservante, un becchime colorato scintillante a sommergere i nostri ebeti sguardi ottusi, mentre sono rimpicciolite le nostre dimensioni,

a farci gioire come bimbi senza testa, e colpi strombazzati, colpi di cannone a sconquassarci il petto, e odor di pirite e zolfo, un bombardamento senza effetti indesiderati di paura, ma un'emozione panica, orgastica, un terremoto al cuore quasi sfidato e voluto, sì più forte ancora, ahi esplodo ahi mi squasso ahi mi disintegro ahi è finito!

che fuochi i fuochi di Locorotondo! la Versailles di Puglia, non te la scordi, dritto dritto all'archivio di memoria, ti travolge l'emozione che hai provato, ti ha lasciato scossa e inebetita, arresa, ti sei sentita piccola e felice, mezza bambina e mezza adulta, passivamente attiva, sei andata fuori di te e sei rientrata,

riprendi l'automatismo dei tuoi passi ma i commenti che le tue orecchie ascoltano nella folla che si disperde, ti dicono che gli altri, il mondo sconosciuto che ti attornia, ha provato la stessa cosa, s'è fatto attraversare da un vortice panico e ne ha avuto piacere,

come figli delle stelle, nella notte stellata sopra di noi, un piccolo scherzetto fatto in casa, condito di polvere di stelle, delle stesse sostanze di cui son fatti gli astri e tutti quanti noi, impasti di oligoelementi dello stesso pastone che ci sovrasta!


































ecco agìto il nostro piccolo tassello nel teatrino cosmico dell'inquinamento luminoso, fatto con performances alla nostra portata, un petit bricolage di spille spilloni e cuscinetti portaspilli, di guglie e punte acuminate, di pistilli e petali, di papiri e ventagli, di tagliatelle filanti, di coccarde e corone, di scie e sciami, di frecce e spade, di bottoni iridescenti, di ostensori e calici, di soffioni piumaggi piumini lucciole lanterne e cotillons!


 
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