venerdì 28 agosto 2009

Toscana. Castelfalfi borgo fantasma con 18 anime abitanti















































un borgo che è una frazione del comune di Montaione,
c'è un'aria rarefatta, t'investe un che d'inquietante per via del paese che ipotizzi vivo ma che è disabitato, ti ritrovi a spiare frammenti di vita intorno mentre tutto tace e langue, la pietra e il rosso mattone t'avviluppano portandoti altrove, una magia d'autrefois ripetibile e consumabile adesso, vedo le targhe tedesche di due macchine tedesche e una voce finalmente arieggiare da una finestra in alto, voce straniera ma voce umana!

la storia dice che:

Castelfalfi, il cui nome deriva da Castrum Faolfi, e il suo castello risalgono probabilmente all'anno 754 ed avrebbero un'origine longobarda, ma su resti di insediamenti etruschi,
Benigni lo ha scelto per girare alcune scene del suo Pinocchio,
Parte dell'antico castello passò nel 1139 al vescovo di Volterra e nel 1230 si sottomise a San Miniato e poi a Firenze. Risale invece al 1511 la chiesa romanica di San Floriano, saccheggiata nel 1554 dalle milizie di Piero Strozzi al tempo della guerra tra Siena e Firenze, e il cui tetto è crollato lo scorso inverno.

Prima di scoprire in tempi moderni la vocazione turistica il borgo di Castelfalfi fu sorretto da una economia agricola, fino all'inizio del '900 quando venne realizzata una costruzione per l'essiccazione e lavorazione del tabacco dove ora c'è l'hotel da 35 stanze.

la cronaca dice che:

Tui, la più grande compagnia di turismo al mondo, hanno comprato la meravigliosa tenuta di Castelfalfi, a due passi da Montaione, oltre 11 chilometri quadrati di olivi, vigne e un campo da golf da 18 buche attorno all'antico borgo, da tempo trasformato in residence. E sono pronti ad investire 250 milioni di euro per rilanciarla.

difatti a Castelfalfi c'è un resort che ha inglobato la tenuta il castello di Castelfalfi per farne un oggetto del desiderio capitalistico secondo il dogma dell'international style, che altro non significa che inglobare e massificare, con la potenza del denaro, pezzi di territorio della nostra terra patria trasformando il luogo in un esperimento abitativo-sporadico, mettendo in atto una serie massiva di inganni rispetto all'originalità e all'autenticità del luogo, che sembrano rispettate quando in realtà sono piegate e stravolte ad un fumetto di lusso che isolando e circoscrivendo rigetta tutti quegli elementi di appartenenza ad una comunità e dissipa la riconoscibilità e l'identità e rende straniero qualcosa che in casa tua era familiare.

ha dato spunto ed accadimento a questa mia catena di pensieri una lettura e relativa messa a fuoco di questi concetti:
" l'international style è una sorta di funzionalismo pseudoegualitario e ubiquitario in cui emergono aspetti megalomanici che non tenendo conto del genius loci sembrano volersi sbarazzare del passato e della memoria in una fantasia di partenogenesi che elimina ogni ascendenza ogni presenza di padri e madri e con loro la necessità depressiva dei tempi e dei ritmi adeguati alla trasmissione generazionale" (Lorena Preta, 2006)

ah certo è un'estrapolazione da un altro contesto di discorso (legame tra psicoanalisi e architettura) ma quanto veridica! -resto sempre stupita delle sincronicità- proprio ora che mi accingo a postare, dopo diverso tempo dal giorno degli scatti fotografici, le immagini di un paese irreale che sta in Toscana ma sembra un'ipotesi virtuale o peggio un'ipotesi conservativa disneyiana di reperti di un'edilizia storica.

(quanto alle notiziole di storia e di cronaca, le ho raccattate in web-archivio)

8 commenti:

Cuoche dell'altro mondo ha detto...

Me pensa, io l'anno scorso feci a lezione proprio alcuni testi su Castelfalfi, questo borgo acquistato completamente dal gruppo tedesco TUI. Che bello vederne ora le tue foto. Mi piacerebbe visitare questo paese che tu definisci irreale e vedere che effetto fa su di me.

Un abbraccio
Alex

marina ha detto...

è stata una passeggiata piacevolissima in tua compagnia
comprato dai tedeschi? si vede che lo stavamo facendo morire noi italiani!
grazie, marina

Paolo del 1948 ha detto...

mi appare come un luogo dallo psichismo potente.
forse sono proprio i luoghi "piccoli" , per compensazione, a diventere grandi nella mente
a coatesa gli abitanti locali sono 18
bellissima serie fotografica: parlante direi
buoni giorni

papavero di campo ha detto...

alex come m'incuriosisce la tua lezione!
il borgo ti piacerebbe ne sono certa, ha fascino e suggestione che gli elementi "perturbanti" fanno lievitare!
un bacio col buon fine settimana!

marina fossero stati milanesi i compratori avrei argomentato ugualmente contro lo strapotere del denaro che assoggetta e snatura e non si cura dell'essenza di luoghi e anime,
quando passi mi fai piacere lo sai!

paolo la tua ghianda junghiana s'attiva e coglie lo psichismo potente, sì l'esiguo numero di abitanti dà pregnamza ad ogni gesto o voce..una voce che risuona
è un codice di umanità che si fa peculiarità,
un abbraccio di fine agosto a te e a Luciana!

marguerited ha detto...

la meraviglia delle foto pietrose, hai reso lo spirito del luogo.
per il resto condivido ogni parola
buona giornata
marg

papavero di campo ha detto...

se le foto rendono l'idea c'è più gusto per chi le ha scattate e speso tempo per postarle,
la tua considerazione è gradita come la tua visita sempre cara marguerite

Mirtilla ha detto...

quanto mi sono mancate le tue splendide foto!!

papavero di campo ha detto...

mirtilla bentrovata!

 
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