sabato 12 marzo 2011

Autoscatto è... Aspettando papaveri veri, haiku d'evocazione























una poetica very papaverina!

mania perseguita

delirio soggettivo

con la sua ragione narcisistica, una e più d'una, la pratica d'autoscatto è atto identitario ramificato in tracce identitarie innumeri in ordine sparso,

autoscatto è

vitale

gioioso

assertivo

impulsivo

controllato

sano e/o insano

conscio e/o inconscio

intenso

oscillante

variabile

(non è ragionieristico non è contabile)

la pratica d'autoscatto desidera esplorare una raggiera di sfumature di significato

include pratica di svelamento

manovra rivelativa, documentativa, ostentativa, esibitoria, sperimentativa

libido che ricade su di sé produce effetti che vanno fuori di sé,

cedere alla pulsione di autoritrarmi ha indotto effetti liberatori e disinibenti, affrancando dalla dipendenza alla velleità altrui, giocare la propria faccia allo sguardo altrui o prestarla al proprio è antipodicamente differente! la vasta smisurata differenza che scorre tra due sguardi,

penso a che visioni diverse tra me e Reaper, ne posso ridere ma anche incacchiarmi, lui è di quelli alla cerca dell'inquadratura giusta che sfiori il perfetto altrimenti non se ne fa di niente pur se sei in Patagonia, e voleva la luce e l'esposimetro (beh si parla prima dell'era digitale) e il grandangolo e lo zoom (e fare lo sherpa di pesi opprimenti) infine per fare una due tre foto, ma io che me ne faccio di una o due foto? e soprattutto come si coglie l'attimo in tutto questo ragionamento applicato alla realtà fuggevole? per questo grappolo di condizionamenti so con raccapriccio e affilata nostalgia che mi sono sfuggiti tutti i miei momenti belli di tutti i viaggi belli, è evaporata nel nulla persa tutta la memoria della golden age,

l'autoscatto d'ora, se vuol essere riparativo e compensativo che lo sia, ben si presta calzante alla poetica papaverina esternante emozione e pensiero,

l'autoscatto, saperlo recidivo infestante costante coattivo ripetuto praticamente inesauribile vasto flessibile duttile come è la stessa vita del papavero quanto mi alletta, come mi fa bene!

e non tacerò, ci mancherebbe, la creatività di pieno sapore ludico che mettere la faccia in gioco produce, in conseguenze ed effetti in rimandi e allusioni perché è semplice no? ci metti la faccia e giochi altro!

a suggello della pariteticità che voglio legare a papavero e autoscatto metto l'ultima piccola sfilza di haiku al papavero, contando i giorni in cui magnificenza rossa esploderà!


raggio di sole
storia d'attaccamento
d'un papavero



piccole dosi
ragioni della gioia
i papaveri



rosso esistere
alla realtà va incontro
nel mondo reale



racchiude il rosso
l'intimo suo segreto
ragione di sé


(haiku del 6 marzo 2011)


2 commenti:

Fabipasticcio ha detto...

L'autoscatto è una misura dell'ironia, nel senso di simulazione di una leggerezza che invece è profondità d'animo, di sguardi sul mondo. Il tuo giocare con te stessa mi stupisce e mi ricorda quanta strada ho davanti a me...
Grazie

papavero di campo ha detto...

fabiana mi collego al tuo dire e vi trovo intuizione piacevolezza e riflessione, ognuno in un'eventuale autoscattarsi giocherebbe cose proprie eppure c'è qualcosa che rimanda ad una trama comune del femminile, penso a quanto ci vuole e c'è voluto per sentirsi più sicure per quella benedetta autostima di sé a cui non siamo state abituate nè addestrate per default e sempre e comunque ci giochiamo, ad ogni età, i fili dell'impotenza districandoli da quelli dell'onnipotenza che a a braccetto eternamente se ne vanno,oppure metti l'annoso aggirare gli scogli dell'idealizzazione che al suo opposto sempre va a parare alla svalutazione e in questo modularci trovare, riuscire a farlo, gli spazi del gioco dell'ironia come cogli tu e di un esperire, se succede, più profondo,
mi piace, lo sai -e lo sapete, buttarla sullo psicoanalitico andante e se possibile con brio! perché questo mio grande approdo ha segnato in qualche modo inarrestabilmente il livello della mia consapevolezza assieme ad altro è chiaro( in senso lato, studi e poesia e letteratura e musica e arte e relazione umana ed esperienza sul campo)e non ti tacerò cara fabiana, che l'aspetto maniacale della mia reiterazione all'autoscatto è davvero molto legato ai sentimenti di caducità che incombono sulla mezzetà di me donna senza figli e con rimuginazioni potenti in corso e certo non visono estranee velleità esorcizzanti ed antidepressive, buttandola sul gioco perché conviene! e come si dice qui a Firenze, un detto memorabile, Arlecchino si confessò burlando!
(ti auguro una buona giornata e con quel meraviglioso piccolo eroe al tuo fianco non ti sarà difficile) (qui pioggia e mi pare dappertutto ma è benefica al mio cuore questa acquerugiola del cielo)

 
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