mercoledì 9 settembre 2009

Acthung!! Peperoni cerasello: trottoline sataniche!











Peperoni cerasello. Acthung!! trottoline sataniche!

In un giorno di post ferragosto grande attrazione mi esercitano delle simpaticissime trottoline chiamate peperoni cerasello, già li conoscevo e li avevo di molto apprezzati riconoscendo anche il loro valore di non deperibilità, conservandosi in frigo per tempi lunghi senza deterioramento alcuno. Hanno falda carnosa e succosa, ricchissimi di semi, un po’ piccanti ma in una norma accettabilissima. Mi fanno simpatia perché sono delle trottoline!

Mi viene l’idea di farcirle e m’invento questo ripieno: della macinata di carne sceltissima da rosolare in olio in compagnia d’una bella cipolla di tropea, con rondelle di zucchina romanesca, qualche trancio dello stesso peperone e una nuvoletta di noce moscata.

Libero con un coltellino affilato l’interno delle trottoline e vengono fuori costellazioni di semini intricati come coralli marini, ed ho, successivamente, ben presente la mia azione di ripulire con la mano nuda come fosse una spatola il recipiente dove s’era ben incollata alle pareti la miriade di semi.

Riempio questi miniaturine di otri e via alla cottura.

La preparazione va avanti fino all’esito finale, ma come sono carini! eccoli in tavola i miei peperoni amorevolmente preparati!

Al primo assaggio Reaper non ha cuore di dirmi subito che sono piccanti appestati (ha un’altissima tollerabilità, lui, dopo le frequentazioni abruzzesi e pure dopo una mitica sfida calabrese che superò con altrettanto mitica brillantezza da lasciare esterrefatti quelli che gliele avevano proposta evidentemente per metterlo in difficoltà)

nel frattempo avevo già cominciato ad accusare del bruciore sulle dita, ma che vuoi che sia, è il contatto col peperone, si sa com’è! chi non s’è toccato la bocca o peggio vicino agli occhi al momento d’aver maneggiato un peperoncino piccante?
il bruciore però prosegue aumenta d’intensità e diventa sempre più insostenibile e in men che non si dica sono in stato d’allarme, le mani sono normali, non arrossate, senza segni esteriori d’infiammazione ma per tutto i palmo e le dita scorre fuoco sotto pelle, un fuoco liquido torturante come un’ustione generalizzata estesa, non sull’unico punto dove ti schizza l’olio bollente come capita a volte, bensì per tutta la superficie interna della mani. Ed è una cosa pazzesca! Il pranzo va a ramengo, io che non avevo ancora addentato alcun boccone, sono precipitata nelle peste e nemmeno gli altri commensali intendono mangiare. Subito acqua e ghiaccio! Ah che refrigerio quando le mani sono immerse ma appena sbucano fuori ahi le fiamme dell’inferno! Come prima più di prima! Scatta la ricerca in internet, che ancora una volta si riconferma la saga del tutto e del niente, cavolate sparate a più non posso, i rimedi del web! provo l’aceto, poi il latte provo la polpa di pomodoro, poi mi ricordo della facoltà lenitiva della patata e provo anche quella, nessun rimedio funge, è una faccenda seria, sto all'inferno, e col caldo che fa, la tortura del fuoco sottopelle mi porta quasi allo svenimento, resisto all’idea del pronto soccorso per non precipitare nel fumetto di dover attendere delle ore in sala d’attesa perché il peperoncino non è ritenuto da codice rosso ( e poi m'immagino nel portarmi dietro una bacinella col ghiaccio!) le ore passano e la disperazione è alle stelle, par di impazzire dal bruciore e dalla sensibilizzazione nervosa di sentire brace ardente sotto i pori della pelle, gli oggetti che agguanto o che tengo in mano diventano incandescenti ma è una sensazione solo mia, non ultima un'irritazione rabbiosa per l’accanimento della sorte su di me in un afoso pomeriggio d’umidità tropicale, in un periodo in cui sto ospitando mia madre –che è quasi più affranta e disperata di me!- -e non ce la faccio a consolarla e a preservarla da questo dramma- e poi che diamine dover fronteggiare una manifestazione sì bizzarra: peperoni che avvelenano la pelle a tal punto, un bruciore bollente che dura per diverse ore tanto che mi mancano ormai le forze!

Lo strano è che avevo già in precedenza usato tali peperoni, che in effetti subito mi conquistarono, e che non li avevo mai trovati eccessivamente piccanti né avevano provocato tali oltraggi!. Può darsi che questa volta siano stati di una mandata luciferina?!

La mitologia! Penso alla mitologia! Bacino di sfogo di fantasia e sbizzarimento della fantasia umana. La tunica infuocata di Deianira –con lo zampino del centauro Nesso, oppure il regalo malefico che Medea fa alla rivale Glauce per vendetta verso Giasone inviandole come dono di nozze la tunica infuocata!

E’ qualcosa d’irraccontabile il fuoco sotto pelle!

E nel pensiero non possono non comparire le sante martiri, le torturate, il rogo per accoppare le donne pensanti e parlanti, le vedove indiane spintonate sulle pire dei mariti, e la testarda fierezza di Giovanna D’Arco –che per me ha ormai la faccia di Renèè Falconetti da quando la vidi nel film muto di Theodor Dreyer- e penso alle streghe delle inquisizioni, alle torture medievali dell’olio bollente sui nemici.

Il fuoco è dannazione! A me che sono segno di fuoco, e che tanto ho ciarlato su di esso doveva capitare proprio questo, di doverlo incontrarlo in questa forma estrema!

Infine è stato l’appello alla propria vis automedicatrix –che tanto a cuore stava al saggio Hahnemann, a indurmi a riflettere che ciò che patisco è come una dermatite da contatto ed anche se non ho la manifestazione tipica di un’allergia mi dico che è come se lo fosse così prendo un bentelan per bocca. Ah che gran riconoscenza debbo al santo Bentelan! Ci sono davvero alcune medicine sante! Come il santo Maloox!

Nel tempo di agire, in un’ora circa, le mie mani sono gradualmente sottratte al martirio e posso ritornare in me e l’incubo può essere archiviato in “sensazioni peggiori della mia vita”!

Poi appuro che si tratta di un'azione diretta della capsaicina (un alcaloide responsabile della piccantezza, presente in diverse concentrazioni, in piante del genere Capsicum , ad esempio nel peperoncino piccante, sostanza tra l’altro di virtù medicamentose!) sui recettori neuronali e che si sarebbe potuto bloccare solo con un algesico ad azione centrale tipo oppiaceo. Ma io resto grata al bentelan!

Affinché la mia esperienza, come ha inteso consolarmi una mia amica, sia d’aiuto alle generazioni future, butto lì due tre raccomandazioni:
-il cortisone fa miracoli!
- il ghiaccio non funziona ma prosegue l’azione del bruciare
- ma soprattutto se si vuole proprio giocare col demonio, e intendete sfidare il cerasello, munitevi di un paio di guanti anzi appassionatamente vi consiglio di mettere guanti su guanti che non si abbia a lacerarne uno!

Notarella in fundo: non avrò mai più il coraggio di accostare un cerasello? o sarò ancora satanicamente attratta?! (adesso dico mai e poi mai!)


15 commenti:

Ana Miravalles ha detto...

ahhhhhh!!!! questi qui si chiamano "aji putaparió" appunto per le parolacce che vengono in mente quando accadono cose come queste...
Mi dispiace per le tue mani, ma guarda che sei brava a scrivere che mi è piaciuto leggere questo racconto

a.o. ha detto...

...satanicamente attratta!

a.o. ha detto...

...satanicamente attratta!

Effeti ha detto...

qualcosa di simile è successo anche a me giorno fa...io ho pazientemente sopportato il fuoco che è passato dopo diverse ore...tutto è stato ridotto in una mousse con l'intento di usarla per insaporire...la quantità da poter usare è stata talmente minima che ha fatto prima a finire nella spazzatura...neanche questo fuoco però è riuscito a scuotermi dal letargo imposto per sopravvivere ai ritmi di un'estate che si avvia finalmente a fine...non sempre è facile vivere su uno scoglio!

Marilì di GustoShop ha detto...

Povero papavero, che brutta esperienza ! Ma secondo me ci ricaschi, chè il peperoncino, se lo ami, ti riacchiappa sempre, nonostante le ustioni ! Goodnight

simonapinto ha detto...

al di là delle solite considerazioni sul tempo lenitore di ogni male che ti riporterà ad affrontare l'avventura peperon-trottolesca appena il ricordo sarà sopito, ti voglio segnalare un rimedio efficace che mi propinò anni fa la fantesca cingalese - acqua calda e zucchero - ora non so dire a quanti gradi perchè a me sembrava fuoco ardente, però dopo tre o quattro passaggi (mi bagnava i palmi con un bicchiere) il dolore si attenuò e così pure il gonfiore - come effetto cortisonico ma meno invasivo. Mi capitò con quelli verdi allungati scambiati(ma c'era pure un'etichetta del super) per i gentili e dolcissimi "friggitelli"
scambi d'identità pericolosi...!

papavero di campo ha detto...

ana adotterò l'aji putaparió! che mi sembra pure apotropaico! cerasello tié tié:-))

aiuolina, dominare il maleficio alluzza l'animuccia umana ma per ora nunsepofà!

fulvia mi dai una lezione di vita con "ho pazientemente sopportato il fuoco" :-))
hai adottato lo stile Romeo? hai fatto benissimo!

marilì mi conforta il fatto che non tutti i peperoncini sono passati dalle mani di satana:-))

simona benapprodata! grazie di esser passata, mi hai dato l'occasione di annusare le scie suggestive del tuo blog
a presto!

Artemisia Comina ha detto...

due incontri, uno da bambina, prima tocco il peperoncino e poi l'occhio (oddio), un altro molti anni dopo con quelli della marmellata; ho un po'patito e il guanto poi si impose, ma non soffersi così diabolicamente.
tutto ciò ricorda con forza il grande potere delle piante, che noi maneggiamo come se nulla fosse, sconsideratamente sfidandole.

papavero di campo ha detto...

che beffa! la sofferenza certo dipende dalla concentrazione di capsaicina (oltre alla personale soglia di tolleranza), non m'era mai successo ed il piccante credi mi piace e l'ho frequentato sovente e volentieri,
il duplice potere fitoterapico così come pharmacon del resto c'ha nell'etimo la doppia facoltà di rimedio e di veleno

marina ha detto...

oddio, mentre leggevo mi stava venendo il bruciore pure a me!
Però raccolgo la sfida: doppio guanto e li proverò!
grazie, le tue ricette sono sempre stuzzicanti e presentate sempre con eleganza e fantasia
marina

papavero di campo ha detto...

marina brava! accosteremo il fuoco penseremo a empedocle omaggeremo Zeus ma ci difenderemo!
( degli apprezzamenti grazie)

_oggi_sono_Luca_ ha detto...

pensavo a te l'altro gg. ... guidando. Tornavo dal Cilento... un caldo torrido... e arrivando qui trovo il fresco... i campi arati.. e.. insomma.. per i papavaeri dovrai aspettare mesi. Con qual stato d'animo potrai mai affrontare l'inverno? senza papaveri... boh ...

papavero di campo ha detto...

ehi luca ciao! ai tuoi pensieri malinconici risponderò dicendo-ci che con i papaveri intratteniamo rapporti affettivi per la qual ragione la presenza/assenza deve vedersela con la risorsa d'interiorizzare e di simbolizzare..
l'inverno dovrà attendere il suo turno, prima onoreremo mastro autunno acquarellandoci visioni e landscapes,
ma dimmi di te piuttosto e del cilento

sciopina ha detto...

papaverino..come mi spiace per le tue manine. Immagino il dolore. Mia madre ha preparato le conserve con questi peperoncini qualche giorno fa e si è munita di guanti. Nonostante cio' ha avvertito del bruciore alle dita e agli occhi. Buoni son buonissimi ma giustamente satanici come dici tu!
Un abbraccio consolatore
sciopi

papavero di campo ha detto...

sciopy cara l'abbraccio consolatore è molto gradito!
e spero che tal disavventura sia monito alla cautela per voi tutte che avete solidarizzato (ah ecco un altro bell'esempio dell'abnegazione d'una mamma!)

 
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