nessuna scuola ergo nessun purismo :-) se non quella - se lo è, dell'immediatezza emozionale; uso il termine ikebana quale sinonimo di composizione - e non banalmente accozzaglia di verzure e fiori messi insieme giacché ogni volta è per me collegamento sintonico con il sentimento e lo stato d'animo emozionale intimo del momento; quasi sempre i fiori sono di campo che prediligo a quelli del fiorista già addomesticati all'edulcorazione. Spero che da specialista quale presumo lei sia almeno qualcuno dei miei "ikebana" impropriamente ikebana le abbia parlato della fragilità, della caducità e nel contempo della sfolgorante bellezza che si gioca nel lampo percettivo del collegamento cielo uomo terra. Un gentile saluto, fiorito comunque!
Per favore non diciamo cavolate, non trinceriamoci dietro ad una finta poesia. L'ikebana è un'arte con precise regole che fanno sì che i fiori non sembrino gettati in un vaso. Lei dice: >nessuna scuola ergo nessun >purismo :-) se non quella - se lo >è, dell'immediatezza emozionale;
Non è questione di purismo, ma di gente che studia e fatica su un'arte che, come tutte le sfere artistiche, non si improvvisa! ha ben precise regole ed anni di studio.
>uso il termine ikebana quale >sinonimo di composizione - e non >banalmente accozzaglia di verzure >e fiori messi insieme giacché >ogni volta è per me collegamento >sintonico con il sentimento e lo >stato d'animo emozionale intimo >del momento;
Ecco le dico con sincerità, per quanto i fiori la ispirino fa invece delle composizioni. Qualunque sia la scuola ci son regole base come l'asimmetria, il pieno e il vuoto, il movimento che qui non si vede.
>quasi sempre i fiori sono di >campo che prediligo a quelli del >fiorista già addomesticati >all'edulcorazione.
Edulcorati???? non è che se coglie i fiori invece di comperarli faccia un ikebana...
>Spero che da specialista quale >presumo lei sia almeno qualcuno >dei miei "ikebana" impropriamente >ikebana le abbia parlato della >fragilità, della caducità e nel >contempo della sfolgorante >bellezza che si gioca nel lampo >percettivo del collegamento cielo >uomo terra.
Sinceramente no. E non tutti gli ikebana esprimono caducità, anzi spesso mettono in risalto la bellezza del momento e della stagione. Qui vedo solo dei fiori messi in un vaso. Ikebana non è mettere due cose in un vaso o usare rametti stortignaccoli, ma studio, disciplina e serietà.
Io parlo da semplice studentessa di ikebana al secondo anno e quindi il mio è un parere tutt'altro che esperto. Le posso solo dire che quando ho cominciato il mio percorso prima ho letto e mi sono documentata per capire quale delle tanti scuole di ikebana io sentissi più vicina a me. È vero che ikebana è arte, ma arte è studio, impegno. La bellezza dell'ikebana sta anche nella frustrazione di non avere subito il risultato sperato, di provare, riprovare, ascoltare le spiegazioni e le correzioni dei tuoi mastri e farle tue. Non giudico il sentimento ma chiamare l'accostamento di piante ed arbusti a proprio gusto non si può chiamare ikebana. Prima di potersi esprimere liberamente occorre conoscere e seguire regole precise, farle proprie..tutto questo è impensabile senza lo studio e la guida di un maestro. L'ikebana è un percorso e a me finora ha portato conoscenza, amicizia e bellezza. Questa è la magia dell'ikebana!
a Luca Ramacciotti: studiare e applicarsi all'ikebana non l'ha aiutata a diventare una bella persona e a relazionarsi con gli altri con l'arte dell'empatia e della disposizione all'accoglienza. La scolastica come scudo e peggio come aggressione non la porterà ad alcunché di evolutivo sul piano personale. E se le scoccia che io usi il termine ikebana in uno spazio del tutto personale che è il mio blog e si scomoda per venirmelo a spiegare in malo modo qualche problemino ce l'ha, innanzitutto è un maleducato nutrito di boria e supponenza e devo dirle, che vedendo la sua pagina facebook, lei indossa discutibili cravatte che non denotano buon gusto e che dai suoi canonici ikebana piegati ad una sua visione pedissequa non sprizza alcunché di vitale vulnerabilmente parlando, sono tristi composizioni che alludono di più al mortifero. E con questo si astenga ulteriormente da commenti qui sgraditi per la saccenteria che spiritualmente è sempre ineducata.
alla studentessa che commenta da sconosciuta: oltre ad averlo detto io stessa, mi pare fin troppo manifesto ed evidente che l'uso del termine ikebana qui è un improprio riferimento, del resto io non sto a pontificare o mai ho concepito di alludere a una poetica con gli annessi bagagli scolastici, non sono una vostra concorrente e mi meraviglia non poco tutto questo risentirvi dell'uso di un termine che qui è più un divertissement d'hommage al vero ikebana, ma lo faccio in uno spazio privato che è il mio blog, al limite uno guarda e commenta negativamente o ironicamente ma venire a dirmelo proprio qua mi sembra che sia, transferalmente, allusivo di altro, che so? rimanda magari a piccole concezioni di appartenza purista ad una consorteria, ad un club, ad una scuola che rassicuri e si teme, in fantasia paranoide, persino di essere minacciati da qualcuno che ha l'ardire di usare impropriamente un termine. Comunque a lei, che si è espressa con educazione, auguro un buono studio, sempre però rinfrancato dalla visione più insatura riguardo alle manifestazioni, libere ed articolate della vita corrente. A mio avviso il tempo dei Soloni, il tempo degli ideologi puristi, dei giudicanti a sproposito dell'operato altrui, ha fatto il suo tempo. Io rivendico maggior rispetto umanamente e civilmente parlando.
Prima di tutto a me hanno insegnato che chi risponde offendendo non è MAI dalla parte del giusto, ma lascio una nota
>studiare e applicarsi all'ikebana >non l'ha aiutata a diventare una >bella persona e a relazionarsi >con gli altri con l'arte >dell'empatia e della disposizione >all'accoglienza.
Può essere,ma non amo gli improvvisati in nessun campo. Lei facendo così deride chi studia seriamente un'arte. Non è che poichè amo gli animali mi improvviso veterinario.
>La scolastica come scudo e peggio >come aggressione non la porterà >ad alcunché di evolutivo sul >piano personale.
Può essere, non mi evolverò, ma almeno ci provo e lo faccio cercando di migliorarmi no di credermi poeticamente bravo senza una base. Le torri se han basi di argilla crollano.
>E se le scoccia che io usi il >termine ikebana in uno spazio del >tutto personale che è il mio blog >e si scomoda per venirmelo a >spiegare in malo modo qualche >problemino ce l'ha, innanzitutto
Forse le sfugge che internet non è uno spazio privato, ma pubblico, se vuole evitare commenti non ne dia la possibilità.
>>è un maleducato nutrito di boria >e supponenza e devo dirle, che >vedendo la sua pagina facebook, >lei indossa discutibili cravatte >che non denotano buon gusto
Ehhh che ci vuol fare sono le cravatte di Etro non tutti hanno la possibilità di capirne l'estrosità. E comunque io non giudico la sua foto e il suo vestire perchè seppur tristanzuoli sono ot rispetto all'argomento ikebana.
>e che dai suoi canonici ikebana >iegati ad una sua visione >pedissequa non sprizza alcunché >di vitale vulnerabilmente >parlando, sono tristi >composizioni che alludono di più >al mortifero.
Vede l'ignoranza pura che cosa triste. E per ignoranza intendo il termine letterario la non conoscenza. I miei di ikebana di canonico non han nulla spesso dato la scuola che rappresento. Saranno poco vitali, tristi quel che vuole, ma sono ikebana corretti, i suoi sono ammassi di fiori inerti, confusi e piuttost volgari.
> E con questo si >astenga >ulteriormente da commenti >qui >sgraditi per la saccenteria >che >spiritualmente è sempre >ineducata.
Veramente è lei che offende e non me, ma un'arte. La gente che si improvisa è sempre da condananre. Picasso non è nato cubista, prima ha studiato la pittura canonica. Vada a scuola. Prima di bon ton poi di ikebana.
non avrei la libertà di usare qui il termine ikebana perché un soloncino si offende e si inalbera e dice addirittura che offendo l'arte dell'ikebana, la paranoia esiste e si acquatta ma si svela prima o poi, perché l'inconscio vince, non c'è disciplina che tenga! Lei chi è? cosa vuole qua in casa mia? Venirmi a dire che è seccato che io osi parlare di ikebana, ma mi faccia il piacere! vale più una battuta di Totò che tutta la sua disputella raffazzonata. ps: non le risponderò ulteriormente
Non è purismo, è rispetto. Non è cieca osservanza, è voglia di osservare. Ognuno sui propri spazi può scrivere ciò che vuole ma col dovuto rispetto che è d'obbligo avere verso un'arte che vanta più di mille anni di storia, scusi se è poco. Il rischio è che chi capita sul suo blog, come è successo a me, possa limitarsi a leggere la didascalia alle sue foto e pensare che quello sia ikebana. Il che non è il suo caso. In ultimo, ritengo che sia di un cattivo gusto estremo risentirsi con un maestro che ha giustamente difeso l'ikebana. Prima di scrivere un tema impariamo l'alfabeto. Presumo che tutti, dai grandi scrittori a quelli che lo fanno per hobby, siano andati a scuola. Non facciamo passare il messaggio che tutto si può fare anche senza studiare, è il motivo per cui questo Paese va a rotoli.
mi tocca rispondere ma non vorrei diventasse la storia infinita.. lei è fuori tema, tutta la sua incauta invasività lo è, nella misura in cui deforma le cose pecca anche di un deficit di comprendonio, ricapitoliamo: ho usato impropriamente il termine ikebana, l'ho detto e ripetuto, ma non ho l'arroganza di farmi paladina di una tecnica di ikebana in tal caso tutta la sua polemica avrebbe un senso di esistere, mi fa il pilottto come si dice a roma perché usando impropriamente il termine metto fuori strada chi fosse interessato alla vera conoscenza dell'ikebana , che puta caso approdasse a questo blog. Insomma si mette a fare un processo alle intenzioni, una fantasia segaiola, una tiritera che non finisce più con illazioni di conseguenza persino sulle aberrazioni in cui incorre questo paese, ma io le dico semplicemente: lei cerca rogna? traduco: stava cercando qualcuno con cui poter esternare? e imbattutosi nel mio blog coglie la palla al volo per un inutile impiego di tempo in un gioco scemo di rimbrotto indignato e consequenziale appello alla santa causa? come vede il mio "ikebana" virgolettato (improprio! meglio specificarlo) è una tra le tante tag , ultimamente lo spazio qui è per altre cose, ergo di che stiamo a parlà? Ho trovato di dubbio gusto la sua esternazione fiutandola molto più affine al livore, nel mio primo commento ho subito chiarito che usavo il temine quale sinonimo di composizione e questo tagliava la testa al toro. Ma non le è stato sufficiente, ha "dovuto" concedersi il piacere egoico di indignarsi e di manifestarlo e nel contempo di predicare. Insiste e persiste. Ma di fondo e spero di chiudere, il suo modo di argomentare, autoincensante comunque, è incompatibile con la curiosità che mi desta l'incontro virtuale con una persona sconosciuta. Lei è noioso, pedante, arroccato sulle sue certezze che non sono che pseudo infine al punto che si sente minacciato da chi mette dei fiori un un vaso e lo fa per un'intima disposizione di anelito ad una proposta di bellezza circostante. Fuor della scolastica che tanto appaga il suo bisogno probabilmente ossessivo.
Non mi sento mai minacciato da chi per giusticarsi offende come fa lei cara la mia signora. Il problema è che lei ha fatto più post a tema ikebana senza mai specificare che in realtà non sono ikebana quindi fa falsa informazione. E qui chiudo. Può rispondere, può contnuare ad insultare dimostrando la persona che è. Non ha dato spiegazioni subito si è inalberata, nascondendosi dietro a paroloni a dire che lei lo fa di cuore... che usa cose naturali... si e poi accanto ci mette quella specie di canarino di due tonnellate. Non mi sento affatto minacciato dagli improvvisati, mi dispiace che la gente usi parole a sproposito e non a casa sua, ma pubblicamente e che invece di scusarsi si comporti con arroganza. Vede il commento della mia cravatta mi ha solo fatto ridere. Lì ha dimostrato che personcina ina ina sia. Qui chiudo. Risponda pure, continui a dire cafonate e continui pure a fare quel che le pare. Siamo un paese libero e se lei vuole usare impropriamente un termine perché fa figo bè...
il tenore del suo linguaggio quindi del suo pensiero non lascia adito a incertezze, ma basti evidenziare il punto esatto che riassume tutto: ad uno sconosciuto che si è materializzato( i buddisti direbbero che ha interferito) con interrogativi di retorica polemica, ignorando chi lui sia, mando un gentile saluto fiorito ( non senza aver spiegato l'essenziale circa il mio uso improprio del termine ikebana) e la persona in questione che si professa maestro dell'arte dei fiori risponde piccato che io dico cavolate e che faccio finta poesia. l'inizio è fondamentale, non c'è bisogno di aggiungere altro
17 commenti:
Buongiorno. A quale scuola di ikebana appartieni?
Buongiorno, mi può indicare quali sono nella sua composizione Shin, Soe e Hikae?
Buongiorno, mi può indicare quali sono nella sua composizione Shin, Soe e Hikae?
nessuna scuola ergo nessun purismo :-) se non quella - se lo è, dell'immediatezza emozionale;
uso il termine ikebana quale sinonimo di composizione - e non banalmente accozzaglia di verzure e fiori messi insieme giacché ogni volta è per me collegamento sintonico con il sentimento e lo stato d'animo emozionale intimo del momento;
quasi sempre i fiori sono di campo che prediligo a quelli del fiorista già addomesticati all'edulcorazione. Spero che da specialista quale presumo lei sia almeno qualcuno dei miei "ikebana" impropriamente ikebana le abbia parlato della fragilità, della caducità e nel contempo della sfolgorante bellezza che si gioca nel lampo percettivo del collegamento cielo uomo terra.
Un gentile saluto, fiorito comunque!
Per favore non diciamo cavolate, non trinceriamoci dietro ad una finta poesia. L'ikebana è un'arte con precise regole che fanno sì che i fiori non sembrino gettati in un vaso.
Lei dice:
>nessuna scuola ergo nessun >purismo :-) se non quella - se lo >è, dell'immediatezza emozionale;
Non è questione di purismo, ma di gente che studia e fatica su un'arte che, come tutte le sfere artistiche, non si improvvisa! ha ben precise regole ed anni di studio.
>uso il termine ikebana quale >sinonimo di composizione - e non >banalmente accozzaglia di verzure >e fiori messi insieme giacché >ogni volta è per me collegamento >sintonico con il sentimento e lo >stato d'animo emozionale intimo >del momento;
Ecco le dico con sincerità, per quanto i fiori la ispirino fa invece delle composizioni. Qualunque sia la scuola ci son regole base come l'asimmetria, il pieno e il vuoto, il movimento che qui non si vede.
>quasi sempre i fiori sono di >campo che prediligo a quelli del >fiorista già addomesticati >all'edulcorazione.
Edulcorati???? non è che se coglie i fiori invece di comperarli faccia un ikebana...
>Spero che da specialista quale >presumo lei sia almeno qualcuno >dei miei "ikebana" impropriamente >ikebana le abbia parlato della >fragilità, della caducità e nel >contempo della sfolgorante >bellezza che si gioca nel lampo >percettivo del collegamento cielo >uomo terra.
Sinceramente no. E non tutti gli ikebana esprimono caducità, anzi spesso mettono in risalto la bellezza del momento e della stagione. Qui vedo solo dei fiori messi in un vaso. Ikebana non è mettere due cose in un vaso o usare rametti stortignaccoli, ma studio, disciplina e serietà.
Io parlo da semplice studentessa di ikebana al secondo anno e quindi il mio è un parere tutt'altro che esperto. Le posso solo dire che quando ho cominciato il mio percorso prima ho letto e mi sono documentata per capire quale delle tanti scuole di ikebana io sentissi più vicina a me. È vero che ikebana è arte, ma arte è studio, impegno. La bellezza dell'ikebana sta anche nella frustrazione di non avere subito il risultato sperato, di provare, riprovare, ascoltare le spiegazioni e le correzioni dei tuoi mastri e farle tue. Non giudico il sentimento ma chiamare l'accostamento di piante ed arbusti a proprio gusto non si può chiamare ikebana. Prima di potersi esprimere liberamente occorre conoscere e seguire regole precise, farle proprie..tutto questo è impensabile senza lo studio e la guida di un maestro. L'ikebana è un percorso e a me finora ha portato conoscenza, amicizia e bellezza. Questa è la magia dell'ikebana!
a Luca Ramacciotti:
studiare e applicarsi all'ikebana non l'ha aiutata a diventare una bella persona e a relazionarsi con gli altri con l'arte dell'empatia e della disposizione all'accoglienza. La scolastica come scudo e peggio come aggressione non la porterà ad alcunché di evolutivo sul piano personale. E se le scoccia che io usi il termine ikebana in uno spazio del tutto personale che è il mio blog e si scomoda per venirmelo a spiegare in malo modo qualche problemino ce l'ha, innanzitutto è un maleducato nutrito di boria e supponenza e devo dirle, che vedendo la sua pagina facebook, lei indossa discutibili cravatte che non denotano buon gusto e che dai suoi canonici ikebana piegati ad una sua visione pedissequa non sprizza alcunché di vitale vulnerabilmente parlando, sono tristi composizioni che alludono di più al mortifero. E con questo si astenga ulteriormente da commenti qui sgraditi per la saccenteria che spiritualmente è sempre ineducata.
alla studentessa che commenta da sconosciuta:
oltre ad averlo detto io stessa, mi pare fin troppo manifesto ed evidente che l'uso del termine ikebana qui è un improprio riferimento, del resto io non sto a pontificare o mai ho concepito di alludere a una poetica con gli annessi bagagli scolastici, non sono una vostra concorrente e mi meraviglia non poco tutto questo risentirvi dell'uso di un termine che qui è più un divertissement d'hommage al vero ikebana, ma lo faccio in uno spazio privato che è il mio blog, al limite uno guarda e commenta negativamente o ironicamente ma venire a dirmelo proprio qua mi sembra che sia, transferalmente, allusivo di altro, che so? rimanda magari a piccole concezioni di appartenza purista ad una consorteria, ad un club, ad una scuola che rassicuri e si teme, in fantasia paranoide, persino di essere minacciati da qualcuno che ha l'ardire di usare impropriamente un termine.
Comunque a lei, che si è espressa con educazione, auguro un buono studio, sempre però rinfrancato dalla visione più insatura riguardo alle manifestazioni, libere ed articolate della vita corrente. A mio avviso il tempo dei Soloni, il tempo degli ideologi puristi, dei giudicanti a sproposito dell'operato altrui, ha fatto il suo tempo. Io rivendico maggior rispetto umanamente e civilmente parlando.
Prima di tutto a me hanno insegnato che chi risponde offendendo non è MAI dalla parte del giusto, ma lascio una nota
>studiare e applicarsi all'ikebana >non l'ha aiutata a diventare una >bella persona e a relazionarsi >con gli altri con l'arte >dell'empatia e della disposizione >all'accoglienza.
Può essere,ma non amo gli improvvisati in nessun campo. Lei facendo così deride chi studia seriamente un'arte. Non è che poichè amo gli animali mi improvviso veterinario.
>La scolastica come scudo e peggio >come aggressione non la porterà >ad alcunché di evolutivo sul >piano personale.
Può essere, non mi evolverò, ma almeno ci provo e lo faccio cercando di migliorarmi no di credermi poeticamente bravo senza una base. Le torri se han basi di argilla crollano.
>E se le scoccia che io usi il >termine ikebana in uno spazio del >tutto personale che è il mio blog >e si scomoda per venirmelo a >spiegare in malo modo qualche >problemino ce l'ha, innanzitutto
Forse le sfugge che internet non è uno spazio privato, ma pubblico, se vuole evitare commenti non ne dia la possibilità.
>>è un maleducato nutrito di boria >e supponenza e devo dirle, che >vedendo la sua pagina facebook, >lei indossa discutibili cravatte >che non denotano buon gusto
Ehhh che ci vuol fare sono le cravatte di Etro non tutti hanno la possibilità di capirne l'estrosità. E comunque io non giudico la sua foto e il suo vestire perchè seppur tristanzuoli sono ot rispetto all'argomento ikebana.
>e che dai suoi canonici ikebana >iegati ad una sua visione >pedissequa non sprizza alcunché >di vitale vulnerabilmente >parlando, sono tristi >composizioni che alludono di più >al mortifero.
Vede l'ignoranza pura che cosa triste. E per ignoranza intendo il termine letterario la non conoscenza. I miei di ikebana di canonico non han nulla spesso dato la scuola che rappresento. Saranno poco vitali, tristi quel che vuole, ma sono ikebana corretti, i suoi sono ammassi di fiori inerti, confusi e piuttost volgari.
> E con questo si >astenga >ulteriormente da commenti >qui >sgraditi per la saccenteria >che >spiritualmente è sempre >ineducata.
Veramente è lei che offende e non me, ma un'arte. La gente che si improvisa è sempre da condananre. Picasso non è nato cubista, prima ha studiato la pittura canonica. Vada a scuola. Prima di bon ton poi di ikebana.
non avrei la libertà di usare qui il termine ikebana perché un soloncino si offende e si inalbera e dice addirittura che offendo l'arte dell'ikebana, la paranoia esiste e si acquatta ma si svela prima o poi, perché l'inconscio vince, non c'è disciplina che tenga!
Lei chi è? cosa vuole qua in casa mia?
Venirmi a dire che è seccato che io osi parlare di ikebana, ma mi faccia il piacere! vale più una battuta di Totò che tutta la sua disputella raffazzonata.
ps: non le risponderò ulteriormente
Non è purismo, è rispetto. Non è cieca osservanza, è voglia di osservare. Ognuno sui propri spazi può scrivere ciò che vuole ma col dovuto rispetto che è d'obbligo avere verso un'arte che vanta più di mille anni di storia, scusi se è poco. Il rischio è che chi capita sul suo blog, come è successo a me, possa limitarsi a leggere la didascalia alle sue foto e pensare che quello sia ikebana. Il che non è il suo caso. In ultimo, ritengo che sia di un cattivo gusto estremo risentirsi con un maestro che ha giustamente difeso l'ikebana. Prima di scrivere un tema impariamo l'alfabeto. Presumo che tutti, dai grandi scrittori a quelli che lo fanno per hobby, siano andati a scuola. Non facciamo passare il messaggio che tutto si può fare anche senza studiare, è il motivo per cui questo Paese va a rotoli.
mi tocca rispondere ma non vorrei diventasse la storia infinita..
lei è fuori tema, tutta la sua incauta invasività lo è, nella misura in cui deforma le cose pecca anche di un deficit di comprendonio, ricapitoliamo: ho usato impropriamente il termine ikebana, l'ho detto e ripetuto, ma non ho l'arroganza di farmi paladina di una tecnica di ikebana in tal caso tutta la sua polemica avrebbe un senso di esistere, mi fa il pilottto come si dice a roma perché usando impropriamente il termine metto fuori strada chi fosse interessato alla vera conoscenza dell'ikebana , che puta caso approdasse a questo blog. Insomma si mette a fare un processo alle intenzioni, una fantasia segaiola, una tiritera che non finisce più con illazioni di conseguenza persino sulle aberrazioni in cui incorre questo paese, ma io le dico semplicemente: lei cerca rogna? traduco: stava cercando qualcuno con cui poter esternare? e imbattutosi nel mio blog coglie la palla al volo per un inutile impiego di tempo in un gioco scemo di rimbrotto indignato e consequenziale appello alla santa causa? come vede il mio "ikebana" virgolettato (improprio! meglio specificarlo) è una tra le tante tag , ultimamente lo spazio qui è per altre cose, ergo di che stiamo a parlà?
Ho trovato di dubbio gusto la sua esternazione fiutandola molto più affine al livore, nel mio primo commento ho subito chiarito che usavo il temine quale sinonimo di composizione e questo tagliava la testa al toro. Ma non le è stato sufficiente, ha "dovuto" concedersi il piacere egoico di indignarsi e di manifestarlo e nel contempo di predicare. Insiste e persiste. Ma di fondo e spero di chiudere, il suo modo di argomentare, autoincensante comunque, è incompatibile con la curiosità che mi desta l'incontro virtuale con una persona sconosciuta. Lei è noioso, pedante, arroccato sulle sue certezze che non sono che pseudo infine al punto che si sente minacciato da chi mette dei fiori un un vaso e lo fa per un'intima disposizione di anelito ad una proposta di bellezza circostante. Fuor della scolastica che tanto appaga il suo bisogno probabilmente ossessivo.
Non mi sento mai minacciato da chi per giusticarsi offende come fa lei cara la mia signora. Il problema è che lei ha fatto più post a tema ikebana senza mai specificare che in realtà non sono ikebana quindi fa falsa informazione. E qui chiudo. Può rispondere, può contnuare ad insultare dimostrando la persona che è. Non ha dato spiegazioni subito si è inalberata, nascondendosi dietro a paroloni a dire che lei lo fa di cuore... che usa cose naturali... si e poi accanto ci mette quella specie di canarino di due tonnellate. Non mi sento affatto minacciato dagli improvvisati, mi dispiace che la gente usi parole a sproposito e non a casa sua, ma pubblicamente e che invece di scusarsi si comporti con arroganza. Vede il commento della mia cravatta mi ha solo fatto ridere. Lì ha dimostrato che personcina ina ina sia. Qui chiudo. Risponda pure, continui a dire cafonate e continui pure a fare quel che le pare. Siamo un paese libero e se lei vuole usare impropriamente un termine perché fa figo bè...
PS
E comunque io almeno non uso pseudonimi, la mia faccia ce la metto...
il tenore del suo linguaggio quindi del suo pensiero non lascia adito a incertezze, ma basti evidenziare il punto esatto che riassume tutto:
ad uno sconosciuto che si è materializzato( i buddisti direbbero che ha interferito) con interrogativi di retorica polemica, ignorando chi lui sia, mando un gentile saluto fiorito ( non senza aver spiegato l'essenziale circa il mio uso improprio del termine ikebana) e la persona in questione che si professa maestro dell'arte dei fiori risponde piccato che io dico cavolate e che faccio finta poesia.
l'inizio è fondamentale, non c'è bisogno di aggiungere altro
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