venerdì 12 febbraio 2010

Venezia. Le furlane. Il vezzo d'una calzatura che era plebea. Infine una pelliccia in capo come una zarina


Pied à terre (già Sonnenblume) al 60 del sotoportego di Rialto:



























all'Accademia, in calle nuova sant'Agnese al n° 872 resiste un vecchio negozio di calzature ben fornito di furlane, da cui mi ero sempre rifornita a partire già dal 1980,










in calle Fiubera, vicino ad una delle tre pasticcerie Rosa Salva, da Gianni Dittura:







forte d'una segnalazione artemisiesca mi metto a cercare il magazzino Sonnenblume alle spalle dei banchi al mercato di Rialto ma presto tutto è risolto, il magazzino ha chiuso, il banco che avevano a Rialto non ha riavuto la licenza ed è stato aperto un vero e proprio punto vendita, al sotoportego di Rialto, in un negozio impreziosito d'una vecchia insegna di oreficeria,

è subito feeling con Noele la signora francese addetta alle vendite e con Alessandra la proprietaria, del resto ho subito ceduto al fascino del negozio attratta dalla brillante scelta dei colori e delle proposte e noncurante del fatto che qui le furlane costano di più ( otto euro in più per il modello classico di base rispetto agli altri rivenditori) ma vuoi mettere la ricca tavolozza cromatica e l'agio e la coccola della boutique pantofolaia?

( in strada Nuova ad esempio ad un espositore fuor di negozio avevo sostato a curiosare ma per l'appunto non avevano il color senape di cui sono invaghita),

acquisti e chiacchiere colorite portano infine ad una prova di colbacco che l'abile mamma di Alessandra ha cucito per la figlia,

che bello! mi manca un colbacco, ne avevo anche adocchiati in un solo negozio veneziano con prezzi proibitivi e poi diciamola tutta, a Venezia ha un senso ma via da qui remore e accuse d'infamia ecologica renderebbero la faccenda improponibile!

ma eccole finalmente a casa le pantofoline di casa le vezzose furlanine:






qualche notiziola sulle furlane:

da Venezia. Un souvenir davvero utile e originale: le furlane :

"Se siete già stati a Venezia vi sarà capitato di vedere ai piedi di qualche gondoliere, attaccato alla tradizione, o appese fuori dall’entrata di caratteristici negozietti, delle pantofole/scarpette di velluto. Se non siete mai venuti nella nostra splendida città lagunare potreste comunque averne sentito parlare qualche anno fa, visto che Giorgio Armani le usava molto e le trova molto comode e decisamente trendy. Si tratta delle “friulane” o più dialettalmente “furlane”, calzature di antico disegno orientaleggiante che venivano usate nei tempi antichi in città soprattutto da gondolieri (avevano il pregio di non rovinare la vernice dell’imbarcazione), dai lavoranti nei forni dove si faceva il vetro, dai servi nelle locande e negli alberghi e dagli anziani.Sono fatte a mano, in corda e velluto nero che ora nella versione più moderna hanno la suola ricoperta da un pezzo di coppertone di bicicletta e presentano spesso un vivace velluto multicolor anzichè nero. Una volta erano anche molto scollate e si usava appliccare una fascia elastica per evitare di perderle. Ora sono un interessante oggetto di moda da usare d’inverno come eleganti pantofole in casa o d’estate associate a un abito elegante o un kaftano."


Da http://www.sonnenblume.it/info.htm:


"Nate alla fine della seconda guerra mondiale, queste venivano e vengono fatte nelle campagne della vicina regione Friuli-Venezia Giulia (area del Nord est d'Italia), utilizzando materiali di scarto quali: vecchi pneumatici di bicicletta usati per fare la suola impermeabile; sacchi di juta per imbottitura della suola; stoffe e stracci, provenienti da vecchi vestiti o procurati in modo fortuito, per le tomaie. Nate quindi come scarpe di fortuna, fatte in casa a costo zero, per sostituire le desiderate ma economicamente irraggiungibili scarpe in cuoio, grazie al loro basso costo e all'intuito di alcuni friulani iniziarono a diffondersi a Venezia, dove, tra gli altri, venivano usate dei Gondolieri in quanto la gomma della suola non rovinava la vernice della Gondola.

Venezia veniva quindi visitata da donne friulane che con ceste in vimini a tracolla andavano a vendere le loro pantofole in giro per le "calli" ed i "campi" della città. Uno di questi friulani ebbe in concessione dal Comune di Venezia l'autorizzazione per aprire una bancarella all'aperto sopra il Ponte di Rialto. Qui ancora oggi si possono trovare le vecchie "furlane" fatte con i pneumatici di bicicletta assieme ai nuovi modelli nati dall'estero delle successive generazioni di friulani e veneziani, quali ad esempio le Veneziane e le Sabot (ispirate al '700 Veneziano) fatte con velluto o con variopinte sete orientali, tutte rigorosamente montate con la caratteristica cucitura a mano. Se le volete uniche portateci o spediteci voi un vostro tessuto: ve le faremo."




6 commenti:

Artemisia Comina ha detto...

e brava pap. dovevo fare l'aggiornamento dello scomparso banchetto - inimitabile il magazzino - e hai provveduto tu :)

papavero di campo ha detto...

la segnalazione di sonneblume era tua, io le ho sempre prese all'accademia,
splendide sono quelle di seta -la seta selvaggia shantung- aperte al calcagno per l'estate sontuosa!
mi hanno detto che faranno un sacco di modelli primaverili e estivi..al tuo prossimo atterraggio le troverai in bella mostra:-)

nina ha detto...

ah ah ah ecco le mie due paia di furla-nine! bella sei, idem adoro i colbacchi, eppure i cappelli li porto pochissimo..viva i colori dell'inventario scarpiero-casalingo! un abbraccio papaverocaro
ninè

papavero di campo ha detto...

ninettina da furlanina!
la rima s'impone eh se s'impone!
abbraccio sabatesco delle 12 e 26!!

Artemisia Comina ha detto...

in AAA messo link di aggiornamento :)

Anonimo ha detto...

avrei bisogno di contattare il negozio Pied a terre, ma non trovo il numero di telefono. Potete aiutarmi?

 
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