martedì 15 gennaio 2008

Ossibuchi in stufatura



Ossibuchi di vitellone, infarinati e messi a rosolare con un trito fine di ortaggi classici del battuto, ma senza sedano, inoltre scorza di limone e foglie di menta. Prima a fiamma vivace poi a cottura lenta per 1h e più, mettendo un foglio d'alluminio sotto il coperchio, e tirando a cottura con del brodo di carne. Ho accompaganto con patate fritte, tagliate oblunghe, che in precedenza sono state sbollentate in acqua bollente salata per qualche minuto, in tal modo cuociono bene e sembrano patate arrosto, vengono croccanti e non c'è necessità di usare olio "profondo".
Salsa di accompagnamento: uno yoghurt greco frullato assieme a circa 50 grammi di patè di fegato in gelatina al porto e a svariate foglioline di timo fresco.

2 commenti:

Stefano ha detto...

"Sbianchire" le patate anche prima di passarle al forno (tu le hai rosolate) è sempre un'ottima soluzione. La prevalenza delle carote tende ad addolcire. Un unico appunto, se posso, è la mancanza della salsa di cottura legata alla fine, allungata con un po' di vino che potrebbe nappare la carne. In fase di cottura avrei visto bene della noce moscata ( forse l'hai fatto) ma è sempre una personale considerazione..

papavero di campo ha detto...

il dolce della carota che nella brasature e negli umidi si lega all'intingolo (olio, umori della carne) a me piace molto e pure perché diventa un contorno intriso di sapore.

sì legare la salsa di cottura alla fine è buona norma ma a volte non mi viene di farlo e mi piace quella macerazione delle verdurine soprattutto se strafatte e un po' attaccaticce che a vederle le diresti bruciacchiate ma che il mio palato apprezza!

la noce moscata mi piace e parecchio, assieme al fior di finocchio e all'alloro sono cardini, le mie personali droghe di uso e di abuso!!

grazie Stefano del tuo commento!

 
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