martedì 25 novembre 2008

Il castagnaccio rivisitato. Due versioni


I^ versione:
















II^ versione:
















Ricetta relativa alla I^ versione:

350 gr di farina dolce (quella di castagne);
5 cucchiai di zucchero,
4 cucchiai d'olio e.v.o.;
3 uova intere;
1 bicchiere di latte;
2 bicchieri di marsala stravecchio;
1 pera abate a fettine;
3 manciate di uvetta:
3 pugnetti di semi di papavero nell'impasto;
pinoli, nocciole e ancora semi di papavero sulla superficie.



Ricetta relativa alla II^ versione:

600gr di farina dolce,
4 uova intere;
5 cucchiai di zucchero;
5 cucchiai di ananas secco grattugiato;
5 cucchiai di olio di mais biologico;
400 gr di latte di riso;
gli aghi di due rametti di rosmarino, tritati abbastanza fine di cui due terzi nell'impasto e il restante sulla superficie di una torta;
pinoli nell'impasto e sulla superficie (quantità a piacere)
mandorle spellate nocciole per decorare;
due manciate di gocce di cioccolato per la superficie delle due torte.


Note:
esiti molto gradevoli! sono a mio giudizio interessanti ambedue, c'è chi , in casa, storce il naso per le varianti giudicate troppo sfacciate rispetto al canone (la pera nell'impasto), ma trattandosi di visita al presunto originale, mi arrogo l'impunità di apportare tutte le varianti che voglio, del resto chi intruglia e chi decide sono in me riunite! alle critiche, punto scalfita, rispondo con la variante dell'ananas grattugiato e fortuna aiuta l'audacia, ci sta d'un bene, credete e provate!
la II^ versione cmq pur non tradizionale, è piaciuta un sacco!


Un'altra versione ugualmente eretica

4 commenti:

auradanzante07 ha detto...

sei un'artista
:)
aura

papavero di campo ha detto...

aura una fetta è per te! che dico? una? due tre fette quante ne vuoi!

ROMY ha detto...

Secondo me una persona è davvero in gamba in cucina quando reinterpreta, quando "mette la testa" nelle ricette e non le segue sempre e comunque pedissequamente, quando cerca di capire che cos'è che le fa così buone, e cosa potrebbe essere cambiato per renderle, se non migliori, almeno diverse, personalizzate...Quindi, viva la tradizione, ma viva anche chi osa mettere il dettaglio in più, la propria "ciliegina sulla torta"...brava! :-)

papavero di campo ha detto...

romy sono d'accordo con te!
tradizione e innovazione devono dialogare e spesso sono molto più vicine di quanto non si creda!

 
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