martedì 17 marzo 2009

Fiaba del Reno di Clemens Brentano. Donzelli editore - Haiku "gregge celeste"




















Il Reno, il lungo fiume del nord, è il vero protagonista di queste splendide fiabe raccolte da Donzelli in un elegante volume, impreziosito da riproduzioni di quadri, illustrazioni di nereidi e ninfe, vedute del corso d’acqua e dei suoi dintorni, tutte ad opera di artisti dell’Ottocento.

È proprio il grande fiume tranquillo ed impetuoso, il leitmotiv della raccolta che tiene unite fiabe capaci di spalancare le porte di un mondo romantico, fantastico e meraviglioso, dominato dalla magia e da animali mitologici dei fiumi come ondine, tritoni, ma anche magiche creature parlanti, cavalieri coraggiosi, matrigne cattive e sorellastre terribili.

Clemens Brentano, esponente del romanticismo tedeso, arriva all’essenza delle tradizioni, delle mitologie che accompagnano lo scorrere del fiume, pescando a piene mani dalle tradizioni popolari.

Lo fa con un stile poetico ed intenso, inserendo anche canti e versi nella narrazione, aggiungendo qua e là qualche tocco di humour nero. Pare di cogliere nelle sue pagine lo spirito dell’epoca, e del popolo tedesco. Vi potrete trovare anche una incredibile creatura fatata, Radice Verbale. Che testualmente confessa ad un “umano”: “io sono la fata del suolo tedesco, e mi chiamo Radice Verbale. Ti ho sempre amato per il Tedesco bello, puro e corretto che parli, e per questo ti ho ricoperto di benedizioni”.



Clemens Brentano appartiene ad una romantica famiglia europea: fratello della scrittrice Bettina, cognato e amico fraterno dello scrittore Achim von Arnim, figlio di una delle amiche più intime di Goethe.

Talento geniale, erotico e mistico, chitarrista vagabondo, enfant terrible dei salotti romantici, demoniaco ma capace di votarsi al capezzale di una monaca stigmatizzata, è stato anche un grandissimo conoscitore e reinventore del patrimonio di canti e fiabe della cultura europea.

La “Fiaba del Reno” incarna uno dei suoi momenti più alti, di immediato godimento per i più giovani, compresi i bambini, e di deliziosa lettura per gli adulti. In queste storie affascinanti, che rileggono in chiave colta le molteplici radici folkloriche della fiaba europea, il mondo del Reno, insieme reale e fantastico come ogni sogno sa essere, si popola di animali parlanti, di ondine e di sirene.

Troneggia al suo centro la bella Loreley, l’eroina acquatica più famosa e fatale; ma vi compare anche il Vecchio Padre Reno in persona, che favorisce amori e amicizie, ma che sa punire con severità gli empi; e poi, principesse, fanciulle infelici, matrigne e sorellastre, mercanti e imbroglioni, girovaghi e artigiani.

In questa cornice si muove il protagonista: un mugnaio dal cuore aperto, che sa lasciarsi sorprendere e che è sempre pronto a recuperare una dimensione di armonia tra la natura terrestre, aerea e subacquea: un uomo semplice che insegna a lasciarsi catturare dalla fantasia.



(le precedenti note ricavate da http:/buoneletture.wordpress.com)





quest'ultima immagine -Loreley- viene, credetemi, dal Renoweb!



( gioie e fiabe! l'allestimento m'è venuto spontaneo)



Il primo capitolo: “Come il Mugnaio Macinino cantò al Reno un canto e fece un sogno”

L’incipit:

Nella regione del Rheingau in tempi lontanissimi esisteva presso la riva del Reno un mulino solitario, circondato da un prato verde e pieno di fiori.

In questo Mulino abitava Macinino, un giovane e pio mugnaio. Egli viveva in pace col mondo intero, di buon grado regalava ai poveri un misurino di farina e distribuiva le briciole ai pesci e agli uccelli.

Tutte le sere si sedeva di fuori, sull’argine del mulino, e da lì si godeva la vista delle belle onde verdi del fiume, delle rive che vi si rispecchiavano e dei pesci, che si divertivano a saltar fuori dei flutti.

Poi prima di andare a dormire, in segno del suo profondo rispetto, intrecciava sempre una bella ghirlanda di fiori e cantava al vecchio Reno un canto.

Alla fine gettava la ghirlanda alle onde, che, liete la trascinavano verso il fondo; e quando Macinino non vedeva più la ghirlanda, allora rientrava tranquillamente nel mulino e se ne andava a dormire.

E il canto che era solito cantare faceva così:


Buona notte, vita mia!
Vecchio Reno fedele-
Chiara è l’onda tua
Sospesa a lume di stella;
Il mondo intorno dorme,
E canta e canta la luna
Al gregge delle nubi

Dorme il marinaio
E sogna e sogna il mare;
ma tu devi vegliare
Conduci tu la barca;
La vita conduci libera,
Danzando tra le viti
Nella notte più severa.

Chi ti ha visto impara a ridere;
Sei pieno di ogni gioia,
Ai deboli fai lieve il cuore
E i poveri fai ricchi;
Rispecchi alti castelli
Riempi tini grandi
Col più nobile dei vini.

A me però insegni il canto,
Quando l’occhio mio ti scorge,
Pieno di gioia un suono
Mi attraversa tutto il petto,
Pietoso spingi il mio mulino;
ti saluto nella frescura
E m’abbandono al sonno.

Voi stelle vaghe, vegliate
Su questo padre mio.
Finché non mi svegli il sole;
macina e macina tu;
se tutto va bene ti lodo,
mettendo le ali al canto,
Un canto tutto per te,.

Adesso lancio per gioco
Una ghirlanda nei flutti tuoi;
Portala alla tua meta
Dove il mio giorno si posa;
E ora devo andare,
Ti benedice e si compie
Il canto mio nella sera.





mi piace immaginare che il giovane e pio mugnaio Macinino sull'argine del fiume rimiri un tal paesaggio.. (foto scattata a Chaffhausen in Svizzera nel 1984).


questa lunga Fiaba del Reno, molto immaginifica, è da leggere proprio come bambini, con uno stupore semplice senza ragionamento..

il gregge di nubi del canto di Macinino si è subito appaiato ad un mio haiku di tanti anni, uno di quelli cui sono particolarmente affezionata, di quelli scaturiti lietamente spontanei come acqua di fonte!


Gregge celeste
incustodito vaga
fuori del tempo.


(haiku del 20 giugno 2000 )


11 commenti:

Caty ha detto...

questo haiku fà pensare ed è bello le favole stare ad ascoltare , hanno il potere davvero di portarti in un altro tempo e di stupirti con cose vere e semplici che sempre ci scordiamo , come ascoltare la natura e i suoi ritmi. un saluto

Luca and Sabrina ha detto...

Sono rimasta folgorata dalle immagini di questo volume, dalle tue parole, dal tuo haiku, sono rimasta a lungo qui ed ora voglio solo ringraziarti per le emozioni che sai regalarmi. E' prezioso quello che hai dentro, sei preziosa tu, piccolo diamante che brilli dentro il mio monitor.
A proposito di Lorelei mi hai fatto venire in mente un brano dei Pogues che si intitola Lorelei appunto ed ogni volta che la sento mi fa tremare!
Un abbraccio da Sabrina
C'è un premio che ti abbiamo riservato!

Cuoche dell'altro mondo ha detto...

Dalla finestra della mia cucina lo vedo quasi il Reno. Mi piace sedermi in riva al fiume ed osservare semplicemente l'acqua che scorre lenta.
Vorrei fare un giro in barca fino alla Loreley. Chissà, un giorno.
Un bacio
Alex

Francesca ha detto...

Dorme il marinaio
E sogna e sogna il mare;
ma tu devi vegliare
Conduci tu la barca;
La vita conduci libera,
Danzando tra le viti
Nella notte più severa.



lo canterei anche io , ad ogni notte che arriva.

un abbraccio,
f

papavero di campo ha detto...

caty,
la natura ispiratrice di tutto!
di poesia fiabe musica pittura..


sabrina,
vibrante di emozioni! grazie del tuo essere partecipe nella tua maniera sensoriale!
sono andata a sentirmi lorelei dei pogues, grazie!
e quanto all'ennesimo premio che mi destini grazie ancora!


alex,
sei l'unica che puoi parlarci di persona col grande padre fiume, giacché ci sei trasmettigli i miei omaggi! per parte mia dirò qualcosa all'arno!

francesca,
il marinaio il mare la barca la danza la vita! quanto è racchiuso in una sola strofa!
l'essere in sintonia!

Artemisia Comina ha detto...

conosco più ninfe di sassi che di fiumi, e per ciò sempre molto le vagheggiai.

i monili sono adattissimi, ammirevole che tutti vennero fuori non dai tuoi cofanetti, ma dalle tue madie.

papavero di campo ha detto...

ninfe di boschi, di montagne, di fiumi di mari, dai nomi poetici fantasiosi e unici!

madie! tu dici madie ed io penso alla gioia massima custodita: la farina!! sai com'è! che in linea maternale ho antenati mugnai, che mestiere bellissimo nobile e sacro!l'alchimia del pane della pasta dei dolci! benefattori dell'umanità!!

anche bisnonno e nonno regalavano ai poveri come il mugnaio macinino della fiaba, anche loro erano molto benvoluti! i racconti di famiglia! buoni anch'essi come il pane!

Paolo Ferrario ha detto...

la mia edizione della fiaba del reno è uno di quei librettini bianchi della bur (costavano, negli anni 60 un multiplo di 70 lire)
quanto è più adatta la tua edizione con quelle immagini che trasudano spirito romantico!

papavero di campo ha detto...

paolo che bello che la conosci!
i libri bianchi della bur sono un mio personale cult! hanno il buono addosso! versatili maneggevoli raffinati nel color seppia della carta, perfetti alla patina del tempo! quelli che ho li considero una reliquia!

Paolo Ferrario ha detto...

pare che anche le traduzioni dei bianchi BUR fossero ottime. dico "pare" perchè con le lingue non ho avuto grandi occasioni di apprendimento
so solo l'italiano
ciao
buoni giorni

Valentina ha detto...

sto facendo una tesina sulla traduzione di questo libro, confrontando la versione del 62 e questa...traduzioni completamente diverse!!! sicuramente questa, che è la più recente, è quella che più rispetta il testo originale di brentano

 
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