martedì 2 giugno 2009

Piccoli ikebana itineranti




































un tripudio di fioriture avvolgenti, esplosive emanazioni di fragranze delle erbe mediterranee, lacerando le lucide foglioline, sniffo appagata l'inebriante profumo dei rametti di mirto, che in questi giorni ha delicati virginali aerei fiori bianchi, compongo piccoli mazzolini di fiori, sacrifico alcuni papaveri per l'idea di un ikebana in itinere, grata alla loro bellezza più effimera che mai, colpevole di aver reciso i fragili steli e paradossalmente devota come una vestale nell'attenta cautela del contatto delle mani con la setosa voile dei loro impalpabili petali

10 commenti:

Luca and Sabrina ha detto...

Papaveri rosseggiavano attraverso i finestrini dell'auto veloce, oggi. Ho pensato a te, ho visto te. Mi sorridevano mentre scorrevano via.
E ora queste immagini, papaveri ancora una volta in movimento, a sposarsi con oggetti e creature, con le tue mani, col tuo viso, con la poesia che ti scorre dentro e a fior di pelle.
Ti abbraccio e ti dono un invisibile e fragile papavero
Sabrina

Cuoche dell'altro mondo ha detto...

Bellissimo post. Bellisismi posti. Vorrei essere quel mazzetto di fiori e soffermarmi un po' ad ammirare il mare.
Un abbraccio
Alex

Artemisia Comina ha detto...

quanto mi piace quello sguardo peloso, che guarda, insieme perplesso e devoto, verso questa sacerdotessa invasata e ardente, piombata nelle sue terre a benedirle, come accade - che ne so - una volta ogni due o tre secoli, e al tempo stesso resta raccolto in sè, da cane prudente.

Romy ha detto...

"Un ikebana in itinere"...mi piace! Il bimbino col pelo chi è? :-D

papavero di campo ha detto...

dolce sabry grazie dell'associazione di me ai papaveri, mi onora e mi rallegra! è stranamente bello essere pensata da chi non conosci realmente, anch'io lo faccio, è un regalo che l'avventura del blog ci elargisce! e non è per niente irreale sentire che certi fili di connessione, sull'intimità di certe corde, siano veri quanto il vero se non di più! correspondances che hanno una cifra spirituale (in senso lato)sono vie percorribili e molto soddisfacenti!
quanto al giglio, ci ha dato una caterva di doni, i veri doni sono gratuiti e disinteressati e suscitano per questo un'intensità di gratitudine, doni di rigenerazione e di percezione di sensorialità che sono pietre filosofali!!
anche tu mi omaggi di un'energia sottile e ti ringrazio tanto!

papavero di campo ha detto...

cara alex, quel mazzetto di fiori è un'analogia, un collegamento anche fra di noi nel momento in cui mi dici questa cosa! ti abbraccio immaginandoci a rifornirci di azzurro mare!

papavero di campo ha detto...

artemisia artemisiuccia!
invasata e ardente mi ci riconosco!
questo mio legame coi papaveri mi sovrasta, mi sorprende, mi agisce, devotamente rispondo e se colgo dei papaveri, pensa l'ardire, sento di poterlo fare, come favorita da un'autorizzazione implicita..perché li amo! uno per uno e li onoro uno per uno e mi commuovono tutti e ognuno! a volte anche l'entourage non mi capisce o si meraviglia o tollera (senza il beneficio di comprendere!) ma io vò per la mia strada!
il cagnetto prudente s'è fatto un attimo allettare per poi snobbarmi di brutto

papavero di campo ha detto...

romy il pelosetto è una materializzazione del momento, siamo all'interno del borgo storico di Giglio Castello, lì vicino c'è un bar all'aperto del genere scacio-alternativo e di botto mi viene incontro biancopelo! io che giro sudatissima col papavero (ci piace fare queste perlustrazioni nelle ore del meriggio più calde!)lo alletto ma non si fa adescare più di tanto, poi mi dà la schiena e non c'è verso di recuperarlo!

*PhAbYA* ha detto...

un post davvero suggestivo, casualmente mentre ti leggo e guardo le tue foto sto ascoltando l'estate di vivaldi... il tutto è alquanto azzaccato!

phabya

papavero di campo ha detto...

ehi phabya che sorpresa!
l'estate di vivaldi ci sta bene di sottofondo ma pensandoci, per certi momenti di aria rarefatta, nelle ore calde immote del meriggio quando non ti farebbe alcuna meraviglia veder sbucare dalla macchia il vecchio Pan ecco anche L'après midi d'un faune, mica male!
grazie di essere passata, a presto!

 
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