piccole stramberie nel segno del possibile, piccole sviste di minimo interesse, un nocciolo di albicocca caduto qua piuttosto che là -se ne stava protetto da un foglio di scottex, e sottili incoerenze, -prima pulivo un vetro con tanta veemenza che stavo tutta nel gesto e da nessuna altra parte, e un temporale come un guappo di cartone che promette e non mantiene -ore di casa, preziose -senza tempo, e tuoni truffaldini che nulla sono -simili a un disco rotto di grammofono, boom boom ma senza convinzione e non rinfresca affatto, rigonfia umidità...l'acacia di fronte al vetro di cucina, rigogliosa e forte è un cappello con piumaggio di Marchese di Carabàs, sventola si pavoneggia con movenza secentesca...le veneziane plastica seriale, buttate giù si rintoccano e risuonano, xilofoni alla pioggia, ari-boom boom ma dai puoi fare di meglio! temporaluccio da quartiere metropolitano, addomesticato all'esitazione, a differire...mi alzo per fotografarti acaciona verdona spiumettona
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giovedì 12 giugno 2014
sabato 25 febbraio 2012
papaveri d'oggi e un po' di melting pot






Bach la più grande consolazione. Ascolto le suites inglesi dall'interpretazione di Ramin Bharami -BWV 806-811- disegno un papavero a carboncino e l'armonia è qui di casa.

Bach la più grande promessa mantenuta di armonia. Grazie al cielo Bach ha fatto parte dell'umanità oblativa, che dona per generosità disinteressata. Senza di lui mai avremmo provato tale gioia
Suite Inglesi - Ramin Bahrami
giovedì 23 febbraio 2012
animando
giovedì 16 febbraio 2012
solo musica -le parole sono in aria o nel cuore o nel silenzio o nei pensieri o nei sogni, tacitamente, vorticosamente
domenica 12 febbraio 2012
today lullaby and poppies lullaby style

Leonard Cohen - Lullaby
chi ha caricato il video su youtube ha messo anche queste belle note:
Ritorna in pompa magna il Grande Capo del cantautorato mondiale, l'ex "menestrello dalla voce di rasoio" diventano oramai un crooner in grado di rasentare la perfezione. Leonard Cohen, 77enne dall'aria rilassata e il volto scavato dal tempo, songwriter di natura sopraffina che non ha mai smesso di scrivere canzoni ma soprattutto non ha mai dimenticato come fare breccia nel cuore dell'ascoltatore. Quello di "Old Ideas" è un Cohen più oscuro e introspettivo, che indaga su se stesso come lo farebbe uno scrittore in un reading di poesie, dando il peso giusto alle parole con una umiltà e una saggezza di chi ne ha viste di cotte e di crude in 50 anni di gloriosa carriera.
Ma è soprattutto la musica, stavolta, a fare la differenza. Patrick Leonard, produttore di Madonna ai tempi di "Who's That Girl" e "La Isla Bonita", s'è tenuto a freno, relegando synth e programmatori sullo sfondo in funzione coloristica, e gli altri coproduttori del disco sono stati altrettanto fedeli alla consegna. In "Old Ideas", talvolta, non serve altro che una voce di pece e catrame e una chitarra acustica, come in "Crazy To Love You". E forse non è un caso che il pezzo che "suona" meglio si avvalga della presenza al gran completo dello straordinario gruppo di musicisti che ha accompagnato Cohen in tour in questi ultimi anni, la Unified Heart Touring Band: si intitola "Darkness", già proposta in concerto dal 2007, una ballad travesita da rock blues tenebroso come non se ne sentivano in giro da un ventina d'anni, carezza sopraffina e vertice compositivo di un disco che emerge, ascolto dopo ascolto, come irresistibile bomba sexy. Sono dieci canzoni che inquadrano i passaggi chiave di un'ascesa leggendaria, consacrata, di decennio in decennio, da capolavori capaci di insediarsi ai vertici della musica mondiale. Tutto questo, naturalmente, sullo sfondo fittizio di una sera autunnale con un calice di vino fra le mani e una luna bestiale ad illuminare il mondo intero.
"The Darkness", testamento spirituale, soffice, ovattato, seducente, venato di ironia, ma non per questo meno diretto, con organo e chitarra slide, è perciò la fotografia di un uomo che guarda senza compromessi la vita che gli rimane: e ne sorride, si abbandona al flusso di una creatività ancora vivace, ne assapora la sensualità, illuminato dalla voce sempre più roca e recitante, una lama che penetra nell'anima.
Non ho futuro
So che ho i giorni contati
Il presente non è così piacevole
Solo tante cose da fare
Pensavo che il passato mi sarebbe bastato
Ma l'oscurità ha inghiottito anche quello
Le "Old Ideas" sembrano i valori abbandonati dalla società che corre cieca nella sua crisi, incapace di soddisfazioni che non siano istantanee: certezze etiche, l'amore, la solidarietà umana. Blues lento, una "Lullaby" che evoca un sonno profondo. "Going Home", dove canta di sé in terza persona: "Adoro parlare con Leonard, è uno sportivo e un pastore, è un bastardo pigro...".
Cori rarefatti, musica essenziale e anch'essa venata di ironia.
L'ascolto è un riposo non privo di inquietudine.

Tom Waits - Lullaby

Tom Waits - Midnight Lullaby

lullaby-The Cure
lullaby hippy
an explosion of colours
imaginative

oggi lullaby
cura affettuosa for me
in me da me a me
haiku a me, dodici febbraio duemiladodici
lullaby per mandare retro la malinconia del mio fisico star male quando il mio spirito è infragilito i miei talismani mi soccorrono e sono alleatecure in sembianza di alleatopapavero alleatavoce alleatodisegno alleatoaffetto, mi rinfranco mi risollevo smetto di piangere placo il mio affanno muto il clima della mia mente



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sabato 11 febbraio 2012
gli occhi sul rosso
sabato 10 dicembre 2011
domenica 4 dicembre 2011
Lilli un'angioletta nuova appena atterrata







riascoltata d'improvviso oggi nel mentre, in una corsia dell'esselunga, nel mio aggirarmi stonato avrei inteso dissociarmi dalla procurata indotta follia consumistica natalizia, ah che tuffo che bella 'sta canzone, Dolores 0' Riordan, che voglia di riascoltarti
The Cranberries Animal Instinct
la voce di Dolores mi rimanda ad anni più giovani e più inconsapevolmente felici - com'è crudele il tempo con noi umani, che sadismo ci usa
The Cranberries - Dreams
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venerdì 7 ottobre 2011
papaveri di giornata (dalle 8 alle 13)





toccare il grigio
tocco rosso imprimere
imput di gioia
haiku di stamane

la tanto sospirata pioggia, un'acquetta appena,
il grigio così così, poco gioco di gradazione su tinta,
il vento ah almeno un po' di vento c'è,
di quello affine al marzolino, che fa capere i cappelli, che fa dispettucci improvvisi che fa suonare le serrande
e che in autunno fa volteggiare le foglie in aria,
clima da pioggia, che promette pioggia,
bello, rende bello lo stare in casa travestiti da ape laboriosa,
le verdure nella vaporiera e un baccalà mantecato,
molti papaverilli hanno chiesto d'esserci,
li ho ascoltati li ho accolti li ho abbracciati
eccoli in bella mostra,
gli amici miei piacenti e cari
Bach - Ich ruf zu Dir, Herr Jesu Christ (BWV 639)
Bach, dono di grandezza sempre, amenità e gradevolezza della vita, questa corale molto amata, è stata scelta da Tarkovskji a tema di Solaris
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