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giovedì 25 agosto 2011

il taralluccio abruzzese costiero







oggi, per acquisire manualità, mi sono cimentata col taralluccio, qui fanno la pasta del guscio molto morbida e si manegga con difficoltà, mia madre invece fa la pasta meno unta e il taralluccio molto grande perché così usava ai suoi tempi, adesso invece è invalsa la moda di farli piccoli da un sol boccone.

L'eccellenza di questo tipico dolce dell'abruzzo costiero è quello di essere squisitamente genuino e di una semplicità difficile. Non c'è zucchero.

Il ripieno è la parte strabiliante: una marmellata d'uva nera, di uva montepulciano, che è solo ed esclusivamente di uva, disidratata giacché per farla ci vuole uno spropositato numero di ore, cioè non meno di 10-12 ore, si comincia a farla asciugare e rimestare e non si sa quando si finisce, dipende, finché evapora tutto l'umido. In dialetto perciò si dice lu strattarello (l'estratto).

Va poi addizionato di cioccolato fondente grattugiato, di mandorle abbrustolite e tritate fini, odor di buccia di limone e se il caso un po' di liquore aromatico, tipo strega o limoncello, ma io oggi non ho voluto mettercelo il liquore e lasciare questa miracolosa mostarda il più possibile naturale.

E' un'esperienza mistica.

La laboriosità e la cura che ci sono a monte ne fanno un cimelio prezioso, un tributo alla cura, all'attenzione, alle fasi di lavorazione recondita.

Nessuna banalità ma la costanza d'una traccia di memoria dolciaria della tradizione contadina abruzzese. Dolce tipico agli sposalizi e a tutti i riti contadini,alle trebbiature, alle vendemmie eppoi esteso alle occasioni festaiole familiari.


lunedì 13 giugno 2011

Cena italiana per festeggiare la vittoria del referendum





un brindisi festoso alla vittoria di oggi, alla speranza di cambiare e di presto recuperare in termini di civiltà,

una cena italiana coi prodotti splendidi della nostra terra, dal nord al sud alle isole,

da terre di Franciacorta, un rosso Contadi Castaldi Curtefranca, 2005-

da terra d'Abruzzo, spaghetti di semola di grano duro del Cav. Giuseppe Cocco di Fara San Martino;

da terra di Sardegna, bottarga di muggine macinata "su tianu sardu" (Cagliari);

dalla Sicilia i pomodori pachino;

da terra di Puglia, mozzarella tradizionale pugliese tipo "nodini" (Turi -Ba-);

da terra campana, ceramiche di Vietri produzione "Solimene";

da terra ferrarese, le ceramiche, "Soli e lune con base" di Riccardo Biavati, da la Bottega delle stelle,






















domenica 5 giugno 2011

Frutta di stagione. Munifico giugno! macedonia di frutta al Voigner di Sicilia










le fantasiche pesche tabacchiera, adorabili le pesche bianche che metto nel best delle mie preferenze e tra le pesche bianche le tabacchiera! di estetica forma di sapore inimitabile di fragranza edenica,

le pesche noci di polpa gialla,

le fragole,

le albicocche,

le ciliegie,

un " magnifico" -così s'appella- Voigner di Sicilia, Terre di Ginestra, Calatrasi
ad aromatizzare la mia frutta june, anche due cucchiai d'uno zucchero di canna davvero notevole, preso alla Coop, che si chiama " grezzo autentico naturale" di provenienza Mauritius, Swaziland, Reunion per Italia Zuccheri-



L'inimitabile bontà del chinotto Lurisia









il chinotto Lurisia il top!

" E’ un presidio Slow Food. Questo antico agrume di origine orientale è coltivato nella riviera ligure di Ponente nel tratto che va da Varazze a Finale dove, fin dal 1500, ha trovato un microclima ideale. Il chinotto di Savona sprigiona profumi intensi e caratteristici e possiede una eccezionale succosità"


e la gazzosa allora? giulebbe sublime! aromatizzata dai limoni sfusati di Amalfi, un vero sballo



Gli asparagi di campo in appetibile frittata al cumino. Con birra Artigianale L'Olmaia














mi hanno regalato degli asparagi di campo, cavolo se fa la differenza,
la morte sua resta sempre l'inondazione di quattro uova sbattute,
piccola innovazione, sufficiente a scardinare il canovaccio, una bella abbondante spolverata di cumino, adorabile spezia,

accompagnata con pomodori canestrati di Maremma,

e un ottimo pane cotto a legna a lievitazione naturale, dal nostro amico panettiere del mercato centrale di San Lorenzo,

e in libidine bevereggia, la birra dell'Olmaia, la ormai mitica birra artigianale della Val d'Orcia, di Montepulciano -Si- questa la n° 5 è al malto d'orzo unita al luppolo, è naturale, senza conservanti, non filtrata, non pastorizzata,

splendida densa pastosa torbida profumatissima aromatica piacevolmente amara con persistente retrogusto amaro, perfetta alla dolcezza gustosa della mia frittata


venerdì 5 novembre 2010

Il melograno. Frutto d'Oriente da Mille chicchi e una notte










Il melograno
scrigno di mille chicchi
come varianti.

(haiku del 28 maggio 2001)


dalla lettura di un gradevolissimo libro "Caffè babilonia" dell'iraniana Marsha Mehran, mi resta l'eco d'una marea di suggestioni sulle ricette riportate ad ogni epigrafe di capitolo, la percezione dell'impronta calda affettiva che ogni memoria di ricetta di famiglia porta impressa indelebile e sacra

e il melograno vi ha un posto speciale, un richiamo poetico,

di melograno di succo e chicchi sono fatte tante ricette, ricette persiane non so se mi spiego! evocatrici di imperi, di imperi dei sensi e di captiva suggestione di ogni nostro ingenuo languido sogno fiabesco d'oriente


martedì 5 ottobre 2010

 
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