Visualizzazione post con etichetta Prassi e discorso in cucina: la Zucca. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Prassi e discorso in cucina: la Zucca. Mostra tutti i post

lunedì 17 gennaio 2011

La Signora Zucca Mantovana dal sapore unico inimitabile. Dura pastosa densa dolciastra va a finire in un passato e in un risotto





zucca a due piani, acquistata proprio a Mantua i primi di ottobre, mi ha tenuto compagnia assieme ad un'altra che però se n'è voluta uscir di scena prima di Natale,





la zucca fungo invece s'è prestata tutto il tempo a far coreografia, infiocchettata con un lungo nastrone d'oro, ha fiabeggiato sul tavolo fino all'anno nuovo, fino ai primi segni di cedimento,





tagliarla è stata un'impresa, dura assaettata ha fatto resistenza persino alla mannaietta, quindi a piccoli tocchi è stata privata della sua scorza di pietra,






assaggiarla è stata una goduria,

ce n'è per un passato, pastoso denso libidinoso






e per uno sballo abbaglio di risotto giallo,










il sapore come descriverlo? sa di castagna dolcissima, di zuccata eh già, è l'essenza condensata della zucca mantovana!


Mantua me genuit
bitorzoluta strana
ho l'acme dolce




zucca arancione
in abito sannyasin
magica India qui!




giovedì 30 dicembre 2010

Pizza di zucca con nidiata di Babbi Natale





















ho una zucca gialla di media grossezza dalla scorza durissima e dalla polpa d'un arancione carico, che butta fuori un succo che pare zafferano sciolto,

zucca invero punto acquosa anzi d'una consistenza tosta, perfetta per i passati essendo, una volta ridotta a purea, talmente vellutata di suo e molto dolce al gusto,

allora ne prendo una buona quantità, ma qui le dosi sono a occhio, anche un paio di belle patate di Colfiorito, e dò inizio alla tenzone:

grattugiare zucca e patate con la grattugia a fori grossi,

impastare con uova, aggiungere olive nere denocciolate tagliate a rondelle e pistacchi di bronte spezzettati e filetti di pomodori secchi,

rassodare addizionando farina di farro assieme a pangrattato,

aromatizzare con polvere di zenzero,

illuminare con un lungo filo d'olio,

quindi imburrare e infarinare con pangrattato una teglia rettangolare a rivestitura di ceramica (portentosa invenzione) e con le mani pareggiare il composto molle,

sulla superficie, distribuire qua e là alcuni fiocchetti di burro e in abundantia, semi di zucca biologici, per un insostituibile tocco identitario e un gustoso addendo manducatorio,

aggiungo anche alcune fettine di aglio tagliato sottilissimo che da abbrustolito regala un che appetitoso di rusticità saporita!

in forno già caldo, a 200° per una buona mezz'ora, comunque controllare se abbassare la temperatura e proseguire la cottura, deve risultare, mi pare ovvio dirlo, croccante colorita!

voilà la mia pizza di zucca!

ha destato l'interesse del gruppo dei babbi natale che mollata la consorteria si son sparpagliati per casa sniffando un irresistibile odorino provenire dal forno... ehsìì !!


giovedì 7 ottobre 2010

Due zucche da Mantova e Nelly dalla Puglia















incontri italici! Lombardia e Puglia si fanno l'occhiolino,

è andata così:

a Mantua, en passant, Matteo cerca una pasticceria che gli è sparita sotto il naso, c'era e la ricorda bene! facevano una torta alle rose la meglio della città, al suo posto ora c'è un forno, che sforna comunque una buona sbrisolona, ma che tristezza quando spariscono i posti della memoria familiare,

a fianco c'è un ortofrutta con una miriade di zucche mantovane, ammonticchiate in due cumuli di forme coreografiche verde chiaro con sfumature e bitorzoli e strisce, da look tellurico!

ne prendo due, una a due piani, un fungozucca! e l'altra bassa oleografica da fiaba campagnola ormai traslata modaiola country-grunge-chic,

che bello averle in casa, me le guardo, le fotografo, Nelly (*) che vien dalle Puglie, vuole scalarle e le vuole per sfondo, tutti con la stessa mania in questa casa,

le guardo e le riguardo, ahi una, la bassa, sta facendo la muffetta sotto e stamattina la ripulisco e la metto al sole ad asciugarsi,

zucche belle zucche vi voglio ancora alla mia vista, corifee d'autunno e contastorie di quelle dolci paroline c'era una volta,

c'è tempo c'è tutto il tempo per farle a fette dentro una pentola, ché mi dispiace sempre quando sono così belle e caso mai mi procuro delle altre meno fascinose per certe idee zuccose che mi frullano in zucca!

(*)da una piccola fornitissima miniera-negozio in quel di Cisternino, da Figulì-


sabato 20 marzo 2010

Invito a cena in campagna toscana tra zucca mantovana, capra bionda dell'Adamello, e tre gatti - tre di cinque : Guido, Olivia e Giacomo



















































parliamo subito di loro, dei signori mici, eccoli i magnifici tre su cinque, -gli altri due hanno pensato bene di squagliarsela sdegnati di troppi intrusi fra le zampe e per giunta sul loro territorio!























un pomeriggio a far visita a due amici in una bella casa nella campagna di Reggello,

il caffè con dei biscotti sopraffini farciti con preziose marmellate casalinghe,

la camminata fuori all'aria fresca della primavera mentre permangono zolle di neve di fianco nei sentieri dei campi,

l'invito si protrae per la cena, che buona idea!

la cena si rivelerà eccellente, con prodotti speciali, scelti e selezionati, del resto P. è stato importatore di vini ed ha avuto pure un ristorante, raccontando quei tempi infatti viene a galla qual'è stato il suo stile, quello della ricerca e della scelta di alimenti di prima e fine qualità,

avremo così da deliziarci con crostini alla toscana, la cui base viene allestita dalle casalinghe mani di una signora in loco che prepara il tipico intingolo secondo la tradizione d'una volta, con la milza assieme ai fegatini, ed è buonissima e delicata,

è la volta dei tortelli di zucca mantovana, con la vera zucca di Mantova e la mostrarda dolce mantovana anch'essa (e giammai quella piccante cremonese! a menzionarla faccio arricciare di disappunto il naso di M. mantovano appunto!),

pasta fatta in casa tirata con la macchinetta, nel mentre che le chiacchiere procedono, a formare gli astucci per contenere un noccioletto di quel profumato ripieno fatto di zucca con gli amaretti, la moscarda, il senso di limone e via dicendo,

poi una focaccia strepitosa che mi ha visto fare goloso bis, per via che ci ritrovo quell'identico sapore, unico e familiare della pizza della mia terra d'origine, questa P. l'ha fatta all'uso pugliese della zona di Bari ma quanto a gusti autoctoni siamo pressappoco uguali, la distanza geografica che c'è dalle zone dell'Abruzzo costiero è di tre-quattrocento km. che non son pochi eppure per cultura gastronomica e per maniacale perseguimento di mise in scene di rassegna tipicizzata di sapori, assai ci assomigliamo!,

c'è un formaggio d'eccezione! provienente dal bresciano e in giornata trasportato e destinato ad hoc per questa cena!

a parte i formaggi toscani, i pecorini di fossa ed altri che mi sono permessa di snobbare essendomi già noti, la mia attenzione è stata in via totalitaria catturata da una novità assoluta per l'esperienza del mio palato: un formidabile anzi di più un grandioso formaggio di capra (principalmente capra anche se misto a qualcos'altro, che non ricordo se essere mucca o pecora) il formaggio di capra bionda dell'Adamello!

il formaggio più buono che abbia mai assaggiato! una crema pannosa estasiante! un esploit di sapore racchiuso e reso nella delicatezza che mi ha lasciato tramortita!

è subito cotta! nel venire a scoprire una nuova tipologia di sapore che immediato mi si configura alimento di gran pregio, qullo che ti fa scomodare il termine di prelibatezza!

tali formaggi sono avvolti, uno nelle foglie di porro e l'altro in quelle di radicchio, dalla confezionatura avverti subito che è in ballo qualcosa di particolare, ci ricavi la cura, la continuità della tradizione: è un formaggio di malga d'altitudine, la fisima della proposta fatta di fedeltà a uno stile antico nella possibilità reale e ricercata d'una proposta moderna,

e menzione speciale debbo fare alle mostarde d'accompagnamento, splendide! ciascuna di fattura casalinga, mele e kiwi, cipolle rosse, fichi e poi c'era stato anche il preliminare assaggio di marmellata di rosa canina, prezioso contenuto dei saccottini dolci anch'essi usciti dall'abile fattura delle mani di P. assieme ad una cotognata strepitosa,

il dessert a base di ricotta aromatizzata a zenzero e zafferano fa da cuscinetto ai frutti di bosco e con l'aggiunta di amarene fatte in casa dalla mamma di P., infine pure una contaminazione al mosto cotto doc pugliese! cos'altro aggiungere?
ah sì! restano i dolci di mandorla fatti in casa, utilizzando un apposito attrezzo, una sorta di beccuccio di sac à poche dove va convogliata l'appiciccosa pasta di mandorle,

insomma tanto per rendere l'idea: qui ogni cosa è allestita con attenzione, frutto d'una preparazione curata e genuina, perseguita con la personale manualità ma su tutto quel che mi balza agli occhi è la modalità affettiva, quel raro ma non introvabile ingrediente del plus valore sopraffino, inteso come voglia di fare e di fare bene e di più! di farlo con amore!

i vini ovvio all'altezza! il padron di casa in questo campo se n'intende!

una di quelle serate che si ricordano quando accade il bel connubio della convivialità unita all'esperienza della degustazione di livello.


 
Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.