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domenica 19 febbraio 2012

mercoledì 8 giugno 2011

L'acqua cammina sull'acqua. Ideogramma dell'acqua. Sui Mizu. Vita fluttuante.









l'acqua cammina sull'acqua


(prove semplici prove)



haiku all'acqua:



come acqua fluisce
libera emanazione
flusso d'anima


sentire l’acqua
scorrere per me come
vortice vivo


acqua libera
impetuoso bisogno
di acquerellare!



(haiku del 7 giugno 2011)


martedì 15 marzo 2011

lunedì 14 marzo 2011

Caro Giappone ho grande amore per te




(l'immagine prelevata da google immagini, Octavio Paz, 2010, japanese art)




DEAR OLD NEW JAPAN
dignità e senso -traccia
DI VITA ANCORA



(haiku del 14 marzo 2011)



e Kitaro cui uguale bene voglio, non può mancare adesso qui



Kitaro, Heaven and Earth





Kitaro - The Silk Road





mercoledì 19 maggio 2010

Sushi a pranzo. Aji Tei a Firenze
























Aji Tei
Cucina giapponese
Viale S. Lavagnini, 38 A
50129 Firenze


Tutte le volte che decido di pranzare a sushi -e me lo faccio succedere spesso e volentieri, la meta sicura è Aji Tei,

hanno adottato una formula accattivante e di grande meritato successo: un buffet solo a pranzo nei giorni di lavoro a prezzo politico, invero molto contenuto,

cuochi giapponesi, il cibo è buono-molto buono, anche se la proprietà del locale è cinese, ma a quanto pare c'è stata una diffusa conversione e convenienza a questa mescola,

sempre affollato, conviene andarci subito all'orario di apertura,

ci sono alcuni ibridi che tutto sommato non sono affatto scandalosi,

c'è sempre una ricca insalatona mista,

una macedonia di frutta fresca, encomiabile,

qualche giorno, a seconda dell'estro dei cuochi, un dessert squisito, tiramisù al tè verde o alla castagna, entrambi delicati e slurposissimi,

la tovaglietta con didascalia di buon appetito,

e un'immancabile caffè italiano servito in tazze d'una certa bellezza, ergonomiche di Villeroy & Boch,

insomma una sosta piacevolissima, dove stuzzichi gradevolmente l'appetito, il portafogli non ne patisce e dove lo spettacolo replica man bassa di sushi nei piatti a più riprese siccome puoi mangiare quel che ti va e qui, dispiace dirlo ma non si può tacerlo, scappano sviste e tic a non finire di quell'ineleganza tutta italiana smodata e atavica dell'abbuffarsi quando c'è il tutto compreso! così sfilano montagne di sushi a ripetizione sugli stessi piatti degli stessi avventori e dal momento che la prevalenza è di giovani si deve convenire che sono tutti di un formidabile appetito e si fa fatica ad associarli a quelle taglie corte infilate nei jeens ,

anch'io debbo ammetterlo ne mangio di sushi che mi piace tanto assai e non sono il tipo che s'atteggia a delinquente delicato però ciò che vedo circa l'avidità altrui mi riconcilia sempre un poco con me stessa!


giovedì 6 maggio 2010

花は桜木人は武士 hana wa sakuragi / hito wa bushi - Il ciliegio giapponese










花は桜木人は武士

"hana wa sakura gi

hito wa bushi"

"tra i fiori il ciliegio, tra gli uomini il guerriero"



rimanda all'essere il ciliegio l'emblema scelto dei samurai d'appartenenza alla propria classe,

il nesso è con la bellezza ed assieme la caducità della vita


martedì 16 febbraio 2010

Venezia. Sabbie e nebbie. Spazio di minimalismo giapponese in Calle dei Nomboli - Sestriere San Polo -











tra S.Tomà e S.Polo, adiacente alla casa di Goldoni, vicino alla chiesa del Frari, al 2768/A di Calle dei Nomboli, sono attratta dalla vetrina animata di oggesttistica giapponese, la cui bellezza sempre si ritaglia un alone di poesia attorno,

leggo da notizie in web che il negozio è di Maria Teresa Laghi che dal 2000 propone una selezione di oggetti di artigianato e design di grande ricercatezza ispirati ad un giapponismo essenziale e minimalista. Ceramiche, porcellane, quaderni, stuoie, teiere giapponesi in ghisa, ciotole,

il mio papavero ha lì sostato un po', riconciliato all'aura tutta particolare della semiologia del giapponismo che in un ossimoro continuo dice assieme della caducità e della ritualità, di ciò che passa e di ciò che resta


domenica 8 novembre 2009

Kukai - Io sono il maestro delle stelle



Tu mi chiedi: "Maestro, perché vai nel profondo freddo di quella montagna,
irta di rocce e spaventosi strapiombi,
dove salire è penoso e discendere è pericoloso?
Su quella montagna dove risiedono le divinità dei torrenti e gli spiriti degli alberi?".

Ma tu non hai visto, oh, non hai visto
i fiori di pesco sbocciare nel giardino imperiale?
Ora saranno in piena fioritura, la loro fragranza nell'aria della sera.
Si apriranno con le piogge di aprile, cadranno con il vento della primavera,
volando qui e là i petali si disperderanno nell'incanto del giardino,
e nessuno sa dove andranno a fermarsi.

Non hai visto, oh, non hai visto
l'acqua che sgorga chiara dalla fonte sacra del giardino imperiale?
Sprizza fresca dalla roccia e subito fluisce via per sempre.
Mille linee di acqua che brillano scorrendo,
e scorrendo si perdono nel buio della terra,
e nessuno sa dove andranno a fermarsi.

Non hai visto, oh, non hai visto
l'infinito numero di uomini che sono vissuti e non volevano morire:
antichi re saggi e tiranni crudeli, uomini buoni e uomini malvagi, tutti sono passati via.
Dame incantevoli che hanno sognato l'eterna giovinezza,
anche loro sono passate,
e le luminose sale delle danze e delle musiche sono silenziosi resti in rovina,
diventati rifugio delle volpi.
Come sogni sono apparsi e poi svaniti
e nessuno sa dove andranno a fermarsi.

Devo andare, devo andare via.
Non cercare di trattenermi.
Fra le montagne sono il maestro del grande vuoto
sono il maestro delle stelle della Via Lattea.
Ascolto la voce del Buddha nel vento fra le rocce e i pini.
Un sorso di acqua fresca di torrente al mattino sostiene la mia vita.
La nebbia della sera nutre il mio cuore.
La luna all'alba spazza via tutte le impurità della mia mente.
E quando, in meditazione, la mia mente si aprirà al mondo luminoso della realtà
non ne sarò fiero, né ingannato.
Via, via, anche da ogni forma della mente, da ogni ultima visione ancora illusoria.
L'illuminazione del vuoto diventerà compagna della mia vita.

Kukai

(immagine e testo presi da

ho sempre modo di riconfermare la mia gratitudine a radiotre, al cui ascolto sono stata iniziata da mio padre fin da piccola, ci sono sempre programmi di grande bellezza e interesse, oggi ad esempio uno splendido palinsesto tutto il giorno! a partire da stamattina l'incontro con lo studioso Massimo Raveri professore di Storia delle Religioni dell'Università Ca' Foscari di Venezia, ospite della bellissima trasmissione Uomini e profeti che introduceva i "Quattro volti del Giappone antico" la cui prima puntata riguardava Kukai una delle figure classiche fondamentali del buddismo esoterico tantrico in Giappone).

M'avvince l'ascolto di questo testo, che come una tesserina di mosaico inaspettata va ad incastrarsi nel suo proprio spazio pronto e predisposto già dal filo dei pensieri che da stamani al risveglio ho avuto sul testo di Sigmund Freud "Caducità" e sull'intento di postarlo.



venerdì 6 novembre 2009

Ikebana con eco vecchio Japan. Tre haiku giapponesi







TAKARAI KIKAKU

Megeitsu ya
tatami no ue ni
matsu no kage

E' l'attesa notte di luna -
ombre di pini
sul pavimento di tatami




MIZUARA SHUOSHI

Yume samete
odoroku yami ya
aki no kure

Mi desta un sogno
e mi sorprende il buio:
- già tardo autunno! -




TAKAHAMA KYOSHI

Kare ichigo
ware ichigo
aki fukame kamo

Lui - una parola,
Io - una parola
e incalza l'autunno -



da Cento Haiku, Guanda, 1987

 
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