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domenica 7 novembre 2010

Biscotti di castagne e miele






in sequenza:











mi sono ispirata a dei biscotti da sballo acquistati in Valcamonica,

sono i mielotti, delizie di castagne al miele, prodotti dal Consorzio della castagna di Valcamonica,

sulla scatola c'è l'indicazione degli ingredienti: farina di castagne al 39%, zucchero a velo, burro, albume d'uovo e miele all'1%,

le dosi le ho ricostruite a mio criterio,

intanto procedo ad una prova imitativa:

150 di farina di castagne, fresca fresca d'acquisto a Castagneto Carducci;

un uovo, battendo il bianco a parte,

70 gr di miele di castagno di provenienza da Cortona -Ar-;

50 gr di burro Beppino Occelli, fuso a bagnomaria

le mie varianti sono state:

- mettere non un miele qualsiasi ma quello identitario di castagno,
- mettere anche il rosso d'uovo (ne ho avuto necessità nell'impastare);
- omesso lo zucchero velo (c'è già il miele);
- la forma non a lingua di gatto ma tipo frollino utilizzando le formine con l'accortezza carina di incidere la superficie con righe e punzonature,
- metto solo la farina di castagne (quel 39% indicato sulla scatola sta a significare che la restante magari è di farina di frumento? questa però non viene indicata, boh?)

l'esito:

deliziosi, molto simili agli originali;

soddisfatta e con l'idea di altre varianti


venerdì 22 ottobre 2010

Racconto fotografico passo passo di un Migliaccio di Toscana in ricca veste d'autunno

acclarato che delle vantate origini due soli gli elementi storici: la farina di castagne e un po' d'acqua fresca, tutto il resto è la mia personale versione ricca autunnale del migliaccio di Toscana:

prima:



dopo:



300 gr di farina di castagne, questa è dall'olimpo delle farine di castagne di toscana, dalla Val d'Orsigna, nel pistoiese, (il tibet di Terzani) prodotta e preparata ancor'oggi come dio comandava, con le antiche procedure della valle e lunga essiccazione;

4 cucchiai da tavola stracolmi di miele di acacia (viene da arnie in quel di Pienza);

4 cucchiai di olio evo (da Castagneto Carducci)

100 gr di vino bianco (toscano di Montespertoli)

100 gr di acqua del rubinetto;

un bicchierino di passito di Pantelleria, Pellegrino (ahi qualcosa di non toscano, potevo pensarci prima e mettere il vinsanto dei nostri amici And & Mir? ma forse non si spreca per un dolce il prezioso contenuto del caratello!);

3 uova intere;

una pera rossa williams;

un grappolone di uva fragola;

un masala di spezie: cannella, macis, cumino, zenzero, pepe bianco nero e verde;

semi di zucca (biologici);

semi di papavero;

una manciata di mirtilli neri essiccati;

foglioline ine ine di timo fresco;

un po' di pistacchi di Bronte ridotti in polvere unitamente a zucchero a velo-


mettete assieme sto' pandemonio come meglio vi pare, prima questo dopo quello, fate vobis!

decorare con semi di zucca e di papavero e foglioline di timo fresco e polvere di pistacchio,

in forno già caldo, per 35' a 180°



il racconto fotografico passo passo:
























mi piace! è piaciuto! ma i puristi mi sparano addosso!


giovedì 5 novembre 2009

Pizza di zucca cioè tortino con zucca, farine, uova, spezie et coetera. Due versioni




Il fatto della pizza di zucca mi sovviene da un ricordo d’una ricetta spifferatami en passant da una cassiera, gentile, di un supermercato a Roma, che mentre scorre il codice a barre della zucca, sua sponte mi racconta di come sua nonna cucina la zucca, il mio interesse è subito destato e prendo nota mentalmente e successivamente la rifaccio pure la ricetta di questa nonna marchigiana, ma a distanza di tempo ora non ne ricordo più il dettaglio espositivo, ecco proprio non me ne ricordo! che diamine con tutto il mio segnare ed archiviare c’è qualcosa che non resta!

Il bello è che questo ricordo l’ha risvegliato un post di Carla di Letto e mangiato, che si cimenta con la zucca facendo la ricetta di una cuoca chef e che rimanda anche ad un post di memoria di Alex di Cuoche dell’altro mondo: piccolo esempio della logica intersoggettiva blogger!
Quello che io dico il bello della cordata!

Prima versione:

450 gr di zucca – a pasta soda- grattugiata a crudo e di poi strizzata bene con le mani (ché di aspettare che sgoccioli mi pare un di più inutile),

4 cucchiai di farina dolce alias farina di castagne ( è troppa, va ridotta per ridurre appunto l’eccessiva connotazione di migliaccio),

1 cucchiaio di farina di farro,

2 cucchiai di pangrattato,

2 uova,

e nella quantità che si desidera:

pistacchi,

noci,

mirtilli disseccati,

1 cucchiaino di zenzero in polvere,

una noce di burro e pangrattato per preparare la teglia di cottura ,

un filo d’olio,

infine alcune noci e una bella manciata di semi di zucca per decorare la superficie del tortino.


in tortiera di rame giustamente imburrata e di pangrattato infarinata, cottura in forno a 180° per mezz’ora e più (lo giudica l’occhio e lo decide lo stecchino che deve uscire asciutto e non impiastricciato umidiccio) con la cura di coprire, a metà tempo di cottura, con un foglio d’alluminio.

Esito: molto soddisfacente! lo zenzero s'avverte piacevolmente e la frutta secca insaporisce e stimola il palato, la texture appena asciutta fibrosa ma non secca, del resto la zucca c'è e si fa sentire, la farina di castagne forse è in eccessiva quantità connotando troppo nel ricordo del migliaccio mentre i mirtilli danno il plus valore dell'accento dolce-acidulo, complessivamente un ensemble vellutato.
















Considerato che la zucca grattugiata a crudo va a diventare una base-piattaforma su cui sbizzarrirsi come si vuole, ho proceduto alla

Seconda versione:

430 di zucca a polpa soda grattugiata a crudo (una fase di molto scocciante) e strizzata bene (il succo che resta non buttiamolo via, mi sono ispirata ad un uso dolciario che vi dirò),

200 gr di patata a pasta gialla grattugiata a crudo e poi strizzata a mano (anche qui il succo l’ho utilizzato in altra destinazione) (aver a che fare con un succo strizzato non ti fa venir voglia di sbarazzartene ma ti crea la coscienza che l’essenza conta!),

3 cucchiai di maizena (amido di mais),

2 uova,

100 gr di parmigiano grattugiato al momento,

40 gr di pomodori secchi tagliati a striscette ( ebbene sì, l’ideuzza che fa la differenza!),

2 cucchiaini di zenzero in polvere (troppo! Al mio solito con le spezie non mi doso mai in deficit),

semi di papavero e semi di zucca per decorare in superficie il tortino,

in tortiera di rame giustamente imburrata e di pangrattato infarinata, cottura al forno a 180° per 35’ minuti (coprire la superficie con un foglio d’alluminio affinché non colori troppo).

Esito: molto soddisfacente! sentirà però troppo lo zenzero chi apprezza il coté delicato (moi no!), è molto più umida rispetto all'altra versione, s'avverte il gusto buono del formaggio, è morbido, dolciastro (c'è pure la patata) e quando sotto il dente arriva il frammento di pomodoro secco ah è un acme di appetitosità!







ricapitolando:












Domanda: quale delle tue versioni ti piace di più?

Risposta: tutt’e due allo stesso modo! diverse e ugualmente gustose, perché ad una conclusione intendo arrivare: con la zucca così fatta come caschi caschi bene!

Parola papaverina!!

 
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