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sabato 6 settembre 2014

haiku e disegno d'oggi




un papavero
se bramoso di vento
si mette a sognare

6 settembre 2014


* la data del disegno ha un giorno in più, lascio così, non correggo :-)

lunedì 6 febbraio 2012

papaveri che sognano







Neil Young - Powderfinger





un papavero cerca





un papavero
cerca temperatura
dolce ottimale


haiku sognante, 6 febbraio 2012

sognante come un blues


Etta James--A Change Is Gonna Do Me Good




Etta James - I Been Lovin 'You Too Long




Etta James - Hoochie Coochie Gal - Blues




Etta James -- "I Sing The Blues" -- Down and Dirty Blues





domenica 5 febbraio 2012

Georges Méliès , Voyage à travers l'impossible. Gli albori del cinema, anno 1902

GEORGES MELIES,VOYAGE A TRAVERS L'IMPOSSIBLE



dal prezioso amatissimo Fuori orario di Enrico Ghezzi

e la musica, Gymnopédie di Erik Satie è da sempre una delle mie amate predilette


Le voyage dans la lune (version restaurée) - Georges Méliès : extrait n°2





venerdì 3 febbraio 2012

Hugo Cabret di Martin Scorsese, film stupendo





Ho visto con somma emozione Hugo Cabret, in prima uscita italiana proprio oggi, di Martin Scorsese. Un film stupendo, grandiosamente spettacolare e tenero..vi pare poco? Impagabile l’emozione di precipitare in una emotiva commovente storia d’immaginazione –il film è in 3D con quegli effetti un po’ strappabudella di stare infilati dentro la scena, cacciati e spintonati a strettissimo contatto delle cose e con la neve che ti viene in faccia e i pesci dell’acquario che stanno navigando nell’aria.

La trama, altamente avvincente, un intreccio tra fiaba d’impianto dickensiano, immaginazione al potere, celebrazione del sogno attraverso l’invenzione del cinema, fascinazione degli inizi della magia cinematografica, devozionale testimonianza del tributo d’amore alla bellezza dell’arte cinematografica e infine e non da poco, l’elogio in ricerca di significazione della ratio contenuta nella metafora dell’ingranaggio perché “ognuno, come in un ingranaggio, deve fare la sua parte”.

Sì proprio l’ingranaggio meccanico concreto e tipicizzato degli orologi e degli automi di animazione –con scene strepitose da emozione pura, che richiamano tutta la suggestione che imperversa sovrana nella fumettistica e nella letteratura di fantascienza ( penso all’indimenticabile Blade Runner, anche al bellissimo Intelligenza artificiale di Spielberg).

Mi si affollano in testa una serie di rimandi, alla questione dell’anima indagata perlustrata e incessantemente ricercata e alla complessa questione, affrontata in psicoanalisi, della desertificazione interiore di contro all’epifania della vividezza dell’anima in tutte le sue manifestazioni di anelito vitale.

Oltre a tutte le necessarie e fondanti intenzionalità dello sforzo, d’una qualità potente e inarrestabile, cosciente e inconscio, all’individuazione tenace che muove il bambino protagonista, viso-occhi-corpicino, con un coraggio e una determinazione da gigante dentro la fragilità minuta, una meravigliosa icona fiabesca che ce lo rendono caro e amabile, nell’immediata immedesimazione, l’orfano in solitudine e deprivazione che però è riscaldato e rafforzato dalla buona interiorizzazione della figura paterna. E confortato e spronato dall’amicizia affettiva con la radiosa ragazzina appassionata di libri, delicata e forte nel consenso all’avventura, nell'attaccamento, nei legami d’affetto.

E con tutte le altrettanto fondanti pulsioni conoscitive –quelle che foggiano carattere e personalità e destino, in quanto esplorazione avventurosa e sfida e gioco vero di voler sapere e scoprire e capire.

Non manca –che in ogni fiaba s’impone, l’incontro inevitabile, nella durezza delle prove della vita, con il Superio sadico crudele e persecutorio, rappresentato dalla stereotipale figura dell’ispettore di polizia, eccessivo ma anche buffo e intenerito assetato com'è di romanticheria –a sua volta orfano deprivato e disumanizzato perciò vittima in identificazione con l’aggressore, che pare un redivivo Javert dei Miserabili di Hughiana memoria, il solito secondino condannato al ruolo di persecutore, come il Giuda, a tradire, nella storia del Cristo.

E il cane Maximilian, strepitosa icona di doberman, devoto operatore della Legge, spietato e inesorabile ma per imprinting, in funzione di ausilio e protesi lui stesso e vittima coinvolta nella mutilazione di guerra in cui è incappato l'Ispettore.

E comunque come in ogni fiaba vera che si rispetti, c’è alla fine l’aspetto salvifico, della redenzione, che altro non è che riparare, l’atto di riparazione che cicatrizza le ferire e che nell’atto di salvare l’altro, protegge finalmente chi lo compie.

Un film pieno zeppo di tuffi nell’emozione e di spunti alla pensabilità e di bellezza pura mozzafiato nella rassegna scenografica per non parlare dell’omaggio palpitante del cuore cinefilo ai pionieri del cinema, ai fratelli Lumière, a Buster Keaton, a Charlot e a tutti quanti gli artefici in smisurata serie di maghi fautori e attori della magia cinema.

Toccante e appassionato il tributo allo scrittore visionario per eccellenza, a Giulio Verne. Il suo viaggio sulla luna nel film è la citazione che ingaggia le immagini più incantevoli. Il sogno può farsi sfrenato, appagare ogni richiesta dell'immaginazione, compensare tutte le paralisi quotidiane, sfoderare ogni prodezza e svettare altissimo fino a intrufolarsi nella luna.

Un grandissimo geniale Scorsese, charmant lui stesso nell’apparizione della sua scena cammeo.

Film da visione ricca articolata che espande temi a vista d'occhio -sic!- e a vista "visionaria" immaginativa e concentrica e dilatata, gioco onirico all'infinito, esaltazione del sognare in tutti i modi possibili immaginabili e vero tripudio al bisogno del sogno.

Da vedere assolutamente e che dopo desideri rivedere. In sala, di pomeriggio alle 18, eravamo solo in dieci –ah la meraviglia d’una proiezione privata, finisce il film e sono così toccata dalla sua magnificenza, che batto le mani, sì da sola – Reaper, in questi casi s’imbarazza, dopo tanti anni ancora non si capacita di certa mia intemperanza e ridendo, tenerissimo però, mi fa segni di non insistere.
E’ che a un film così è d’obbligo fare applausi, meritatissimi!






Hugo Cabret 3D (Martin Scorsese) - Trailer ufficiale italiano




domenica 8 gennaio 2012

danger bird e canguri e papaveri e scarponi anche una bicicletta rossa un fiume che era d'argento e su tutto una palla gialla detta full moon














colonna sonora della giornata da brividi!

il brano due dall'album Zuma di Neil Young -1975- è libidine pura, estasi sublime da morirci sopra, ah caro neil, grata a te


danger bird DANGER BIRD That's the moment Now

The jailbird takes the raps

Danger bird, he flies alone
And he rides the wind back to his home
Although his wings have turned to stone


And though these wings have turned to stone
I can fly fly fly away
Watch me fly above the city
Like a shadow on the sky
Fly, fly, fly


And like those memories
the rain keeps pounding
down, down, down


Like a shadow on the sky
Fly, fly, fly



E VOLA VOLA VOLA vola lu pavone vola lu cardille

fly fly fly away


il sublime brano:


Neil Young - Danger Bird




Danger bird (video d'omaggio di tanti birds a danger bird di neil young)




Antony and the johnsons - I'm a bird girl




I'm A Bird Now / Antony & Jhonsons




a fine giornata, coronamento e omaggio, il mio disegno a danger bird assieme a luna piena e piume e cielo e danza rossa di petali di papaveri quando ogni cosa è trasposta in beneficio di sensazione fisica





A luna piena
anch'io incontenibile
straripo eccedo


haiku full moon, otto di gennaio 2012


la palla gialla
se ne sta ora sui tetti
illudendoci


haiku full moon afternoon, 8 gennaio 2012


testo e traduzione di Danger Bird / L'uccello del pericolo


Danger bird, he flies alone
And he rides the wind back to his home
Although his wings have turned to stone

And we used to be so calm
Now I think about you all day long
(That's the moment that he cracked)
'Cause you've been with another man
(Long ago in the museum with his friends)
There you are and here I am

The jailbird takes the raps
And he finds himself spread-eagled on the tracks
But the training that he learned
Will get him nowhere fast

And I know we should be free
But freedom's just a prison to me
(With the rain pounding on his back
He recalls the moment that he cracked)
'Cause I lied to keep it kind
(Long ago in the museum with his friends)
When I left you far behind
(And like those memories the rain keeps pounding
Down, down, down)

And though these wings have turned to stone
I can fly, fly, fly away
Watch me fly above the city
Like a shadow on the sky
Fly, fly, fly


* * * *

L'uccello del pericolo, lui vola da solo
E cavalca il vento tornando verso casa
Nonostante le sue ali siano diventate pietra

E noi eravamo così calmi
Ora penso a te per tutto il giorno
(Quello è l’attimo in cui ha ceduto)
Perché sei stata con un altro uomo
(Tempo fa nel museo con i suoi amici)
Lì stai tu e qui sto io

Il detenuto[1] sconta la colpa
E si ritrova disteso sui binari
Ma l’addestramento che ha fatto
Non gli servirà a niente ora

E io so che dovremmo essere liberi
Ma la libertà è solo una prigione per me
(Con la pioggia che martella sulla sua schiena
Lui ricorda l’istante in cui ha ceduto)
Perché ho mentito per non essere cattivo
(Tempo fa nel museo con i suoi amici)
Quando ti ho lasciata indietro
(E come quei ricordi la pioggia continua a martellare
Giù, giù, giù)

E sebbene queste ali siano diventate pietra
Posso volare, volare, volare via
Guardami volare sopra la città
Come un’ombra sul cielo
Volare, volare, volare


[1] “Jailbird” significa “galeotto”, “detenuto” (letteralmente “uccello di prigione”).



martedì 22 novembre 2011

papavero / sogno / luna - Un silenzio da cercare - mi chiamo papavero, mi chiamo sogno, mi chiamo luna





associo questo papavero al sogno e sogno e papavero alla luna,

lunare poesia di Leo Ferré, performed by Têtes de Bois, gruppo italiano che nel 2002 si dedica a "Ferré. L'amore e la rivolta" avvincente album vissuto col cuore


Têtes de Bois - la luna - voce di Nada e di Andrea Satta




Sono la luna
e ogni mese io mi specchio
bella al chiaro della terra
sono la luna
e la tristezza dei Pierrots
sono la luna
corre via sulla mia lama
sono la luna
la mia luce una speranza
il mio riflesso un'assonanza
bambino che dormi già
sei tutta la mia fortuna
sono la luna

Mi chiamo luna
e di faccia o di profilo
in ogni agenda c'è il mio viso
mi chiamo luna
un mare in piena so svuotare
ogni piacere ho già deriso
mi chiamo luna
per l'amarezza dei poeti
ho le chiavi della fuga
e ci sarà chi scambierà
amore con fortuna
mi chiamo luna

Dimmi luna
sei in un angolo di cielo
un silenzio da cercare
dimmi luna
sei brillante imbarazzante
una curva da leccare
dimmi luna
il mostro che ti porti addosso
è la nostra storia più crudele
e ci sarà chi scriverà alla luna
ad un'altra luna

testo e musica di Leo Ferré


un altro papavero tenace al sogno




giovedì 17 novembre 2011

senti papavero, dormi! dormi! bello splendore





dormi! dormi! bello splendore,
sognando le notturne gioie;
dormi! dormi! e nel tuo sonno
adagio le penucce tue si sciolgano

fantolo dolce, nel tuo riso
posso seguire tenui desideri,
segrete gioie e segreti sorrisi,
graziose piccole infantili astuzie

...

"Ninna nanna" William Blake, Visioni, Oscar Classici Mondadori, traduzione di Giuseppe Ungaretti


Neil Young - Mellow My Mind




giovedì 15 settembre 2011

martedì 13 settembre 2011

il papavero suggerisce






come l'oracolo elude, il papavero suggerisce,

desideri che si destano nel sonno, il papavero li accoglie sui suoi petali


lunedì 12 settembre 2011

giovedì 1 settembre 2011

i papaveri edenici





i papaveri
diventano edenici
quando sognano



haiku serale del 1 settembre 2011


Claudio Monteverdi - (Madrigali sui testi del Tasso) Donna, nel mio ritorno




"donna, nel mio ritorno il mio pensiero, a cui nulla pon freno, precorre dov'il ciel è più sereno "


(pensare sognare cantare)



sabato 30 luglio 2011

varcando una porta color del mare




























non è la bottega d'un rigattiere, non è un deposito di cianfrusaglie,

è un androne d'un palazzo antico in una strada di Vasto vicino alla chiesa del Carmine,

un vintage di mobilia anni '50 e di oggettistica molto kitch, piazzati a bella posta nell'androne delle scale,

ma che teatralità!

il segno del tempo che è scorso senza avere pietà delle cose,

e sono cose bruttarelle eppure in una libera accozzaglia che bello scenario crea!

location alla Wim Wenders senza bisogno del Portogallo ma con la stessa manciata di poesia disseminata qua e là, sparsa a caso dal caso, a raccontare di umani attratti dall'estetica, dai suoi segni e dai suoi sogni a volte a buon mercato,

il senso dell'ispirazione si sente nella traccia del vecchio, nella cieca casualità, nella memoria delle cose,

una scenografia imprevedibile e suggestiva che non ho resistito alla sequenza di autoscatti,

sento passi per le scale, si materializza un uomo, chiedo scusa d'aver varcato la porta aperta, lui non si scompone e chiarisce, è mia moglie qua che se ne occupa, lascia apposta la porta aperta, nessun problema,

il piccolo teatrino condivisibile dunque è condiviso,

la porta aperta è un invito ad entrare, che io immaginifica, non ho avuto dubbi a cogliere al balzo,

invero con questa porta ho una vecchia liason, sempre mi ha affascinato e ripetutatamente in più anni l'ho fotografata eleggendola a sfondo marino in ricorrenti autoscatti vastesi

e ne ho tante di foto del mio faccione su quelle macchie d'ineffabile scrostata vernice turchese,

punto di colore inestimabile nell'armonia della mia tavolozza


Antony and the Johnsons - Blue Angel




 
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