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sabato 15 maggio 2010

Papaveri e una giarra nuova












giarra (qui la sua etimologia)

nasce lattiera ma dal primo istante so che le varierò destinazione d'uso, del resto la lattiera chi la usa mai? se metto il latte al tè caso mai uso una lattierina d'acciaio dell'Alessi piccina picciò ma bastevole,

invece di caraffe e boccali ne fò un gran uso,

ma questa new entry la chiamerò giarra, sarà la scena agreste e la sua natura di "ferme" quei buoi quel grano quella falce mietitrice,

in Abruzzo dove sono nata si dice giarra che viene dall'arabo, le coste adriatiche sono state battute da genti d'ogni dove e le scorrerie saracene sono nella storia locale, rapivano fanciulle e sbarcavano vocaboli!


sabato 4 aprile 2009

La mia calla ha scolpito due calle, miracolosamente programmate alla fioritura












due giorni dopo baciate dal sole mattutino












la calla ovvero l'estetica,

ovvero il sublime,

ovvero il virginale,

ovvero il sontuoso,

ovvero l'ambivalenza

ovvero la declinazione

spontanea poliedrica architettura vegetale

la calla drappeggio

la calla ballerina

la calla truciolo avvitato

la calla flute

la calla chiocciola

la calla voragine

la calla scivolo

la calla scultura

la calla seta

la calla voile

la calla cornucopia

la calla tromba

la calla grotta

la calla davanzale

la calla ricciolo

la calla manicotto

la calla scialle

la calla vaso

la calla vessillo

la calla imbuto

la calla a suo agio tra le mani della santa o della femme fatale,

alla calla, Santa Maria Goretti o Tamara De Lempicka danno identica vibrazione,

perchè la calla è una configurazione estetica sotto spoglie di fiore


giovedì 26 marzo 2009

Terrine rectangulaire, Staub, made in France. Stéphane Reynaud, "Terrine" per Guido Tommasi Editore






































un anno fa è entrato in casa il libro delle terrine, ieri la concreta possibilità della performance: la terrina in ghisa della Staub,

fino all'ultimo indecisa se gloriarmi di questa o di quella de Le Creuset superaffascinante nel suo smalto arancio, poi mi ha connvinto alla ghisa il fatto che quella si può scrostare e non scoccerebbe tanto per l'esterno, che è pure bello l'aspetto vissuto, quanto per la parte interna, alla ghisa invece no, niente di tutto ciò potrà accadere!

Belle comunque ambedue ma sono contenta della scelta!

Adesso tocca all'estro, ritagliare tempo e spazio, per accingersi all'opra!

Beh i miei tempi sono imprevedibili, e soprattutto il bello è che faccio come mi va e se mi va!

Metti pure che il territorio "terrina" è land inesplorata for me è tutto da vedere quel che accadrà!

La mia goduria per il momento è appuntata sulla bella forma nera..non so voi, io mi beo delle cose della loro estetica e del possesso sì del concreto averle lì per me, pronte all'uso, nell'eventualità che...



"Terrine"

Autore: Stéphane Reynaud
Fotografo: Charlotte Lascève
Collana: Illustrati
Formato: 17,5 x 28,5 cm
Pagine: 160
Prezzo: 24 €
Editore: Guido Tommasi

 
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