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giovedì 8 marzo 2012

papaveri all'Otto Marzo





Leonard Cohen-There For You




m'illumino di donna
immensamente a Te
e te è maschio è donna è vita,
esistenza che tutto comprende..
solo così posso festeggiare,
oggi come in ogni altro giorno
fuor di recinti e di tassonomie


Mia Martini - Donna




una splendida Mia Martini canta Donna,

che gran peccato averla persa così presto Mia Martini che nella sua propria pelle ha incarnato dolore e contraddizione e palpito d'amore e mille grumi di autenticità e di ferita profonda, ininterrotto appannaggio del femminile e lei -che dolore- si è fatta fuori da sé, per lei la deprivazione d'amore era insostenibile.. mi è cara mia martini come tutte le donne assoggettate al cappio inesorabile della melanconia..e ci sono quelle che non ce la fanno




lunedì 27 febbraio 2012

un papavero a Nina Simone





cara Nina Simone ti voglio bene
Nina tu sempre attraversata da un fascio di emozioni
Nina tu vulnerabile e vera
Nina tu possente e fragile
Nina Nera tu Papavero Rosso
selvaggio e delicato
Nina tu Voce e Canto e Pianto e Gioia
Nina tu Libertà e Catena
Nina tu donna del Tempo e dello Spazio
sempre



l'amore prende
tutto quanto incatena
affonda e salva


(haiku del 19 novembre 2008)



Nina Simone - Seems I'm Tired of Lovin' You




oggi ascoltandola mi veniva una catena di pensieri di questo tenore..l'emozione ragionata di ascoltare Nina Simone, ecco per me lei è stata un'illuminazione, da tutti si distanzia per un'implicita innata versatilissima capacità di modulazione dell'interpretazione e poi come in tutte le artiste che pagano con la loro stessa vita, c'è stato in lei un turbinio devastante di dolori e disagi che sono stati però anche la matrice di una carica emotiva smisurata e bellissima e incommensurabile, perché tra tutte, è l'emozione dolorosa il saperla provare e il fardello del viverla è la linfa più versatile per la decifrazione delle cose e dei sentimenti e Nina Simone, basta solo ascoltarla, ti attraversa da parte a parte come un uragano di percezioni di sensazioni di sfide in tutti gli ambiti del sentire, è grande perché è profonda e nella sua voce prestata al canto senti i brividi della vita. Mi appassiona la melanconia del femminile -che c'è anche nel maschile oltre alla loro propria- e la ritrovo in mille rivoli dappertutto e con intensità straordinaria in chi attraverso l'arte ha cercato di curarsi, sublimando magari ma anche permettendosi lo sfogo e la risorsa dell'espressività. La nostra Nina è altamente melanconica ma è anche generosa donativa e oblativa con noi nutrendoci come fa ancora e sempre senza bisogno di una presenza fisica, ma in virtù angelica, si connette a noi, al cuore aperto di chi voglia entrare nella spiritualità e nell'emotività vocale e nell'espressività del canto che sono una preziosa campionatura umana percettiva e sentimentale densamente e dettagliatamente esplorata


Nina Simone - You'll Never Walk Alone




Nina Simone - Suzanne (Rome 1969)




Nina Simone - Spring is here




Nina Simone - Where Can I Go Without You








lunedì 12 dicembre 2011

Foto memoria: me anni '70





questa, stasera, inaspettato regalo, all'improvviso sbuca da un passato lontano, nemmen io la conoscevo, quindi ne ho avuto trasalimento misto a sottile sommo piacere:-)


bello chiudere con l'amabilità atemporale d'un sorriso giovane e dolce, questa giornata inaugurata, stamane, con l'haiku:


suono di pioggia
rallegra la tristezza
che oggi m'invade


haiku 12.12.11






domenica 27 marzo 2011

Papaver d'oggi in attesa d'una musica di sottofondo






papaver d'oggi
attende una musica
di sottofondo


haiku d'oggi



LEONARD COHEN - Suzanne (Live 1988)





Suzanne takes you down to her place near the river
You can hear the boats go by
You can spend the night beside her
And you know that she’s half crazy
But that’s why you want to be there
And she feeds you tea and oranges
That come all the way from China
And just when you mean to tell her
That you have no love to give her
Then she gets you on her wavelength
And she lets the river answer
That you’ve always been her lover

And you want to travel with her
And you want to travel blind
And you know that she will trust you
For you’ve touched her perfect body with your mind.
And Jesus was a sailor
When he walked upon the water
And he spent a long time watching
From his lonely wooden tower
And when he knew for certain
Only drowning men could see him
He said “All men will be sailors then
Until the sea shall free them”
But he himself was broken
Long before the sky would open
Forsaken, almost human
He sank beneath your wisdom like a stone
And you want to travel with him
And you want to travel blind
And you think maybe you’ll trust him
For he’s touched your perfect body with his mind.
Now Suzanne takes your hand
And she leads you to the river
She is wearing rags and feathers
From Salvation Army counters
And the sun pours down like honey
On our lady of the harbour
And she shows you where to look
Among the garbage and the flowers
There are heroes in the seaweed
There are children in the morning
They are leaning out for love
And they will lean that way forever
While Suzanne holds the mirror

And you want to travel with her
And you want to travel blind
And you know that you can trust her
For she’s touched your perfect body with her mind.


sabato 26 marzo 2011

Papaverolonely. E stella cadente in vox






Seen a shooting star tonight
And I thought of me.

Ho visto una stella cadente stanotte
e ho pensato a me.



La veravocestellacadente di bob qui:

http://www.tudou.com/programs/view/-Vzilox519Y/





Bob Dylan - Shooting Star (Jason Bennett performs)





Noticina:
Nel video scorrono immagini di Bob e c’è anche quella notissima di Bob e Suzanne Rotolo. Suzanne era la ragazza che compare su quell'icona che è la copertina di Freewhelin'. Sottobraccio al suo Bob nel cuore del Village: l'immagine di un tempo felice fatto di musica e amore. E lotta.

Suzanne era tre anni più giovane di Robert Zimmerman quando - appena diciassettene - incontrò quel giovane chitarrista folk che sventolava il repertorio di Woody Guthrie in un bar italiano tra Mercer e West Fourth Streets.

L'incontro che cambiò la storia della musica giovane e ribelle. Fu quella ragazzina a introdurre Bob da poco arrivato a New York negli ambienti più radicali e politicizzati della metropoli.

Lei, la piccola attivista "italiana", la figlia di due immigrati di seconda generazione già integrati nella controcultura newyorchese: il padre illustratore, la madre giornalista dell'Unità, la versione americana del quotidiano comunista. Lei, la giovanissima intellettuale che svezzò il provinciale venuto da Duluth, Minnessota, parlandogli di Picasso e Cezanne.

"Era la cosa più erotica che avessi mai visto. Incontrarla fu come saltare nei racconti delle Mille e una notte. Cominciammo a parlare e la mia testa cominciò a girare".(Bob Dylan)
(fonte cui ho attinto è il Corriere o Repubblica, non ricordo con precisione)



Seen a shooting star tonight
Slip away.

Ho visto una stella cadente stanotte
scivolare via



haiku di giornata:


un papavero
solitario si fa ebbro
colorebbrezza!



giovedì 24 marzo 2011

Papavering action. Red and black or a fusion!

Ry Cooder At the Dark End of the Street 1977 Live


(Ry Cooder At the Dark End of the Street 1977 Live (with Flaco Jimenez)

this!!!


and this:


James Carr - At the dark end of the street




integrazione: cenni di rosso sul nero! lo sapeva bene Stendhal!




non sono cavoli a merenda sono papaveri in terra d'Abruzzo,

il dipinto è la pastorella di Francesco Paolo Michetti, la campagna dominante il mare è quella di Francavilla a Mare, luogo del cuore papaverino di bambina papaverina



mercoledì 23 marzo 2011

Umor nero. Dark was the night di Blind Willie Johnson





tutto ha due facce
umor nero il bianco c'ha
basta saperlo


(haiku d'oggi)



Blind Willie Johnson - Dark was the night




Blind Willie Johnson", bluesman Texano virtuoso del "bottleneck" o chitarra slide, leggenda del blues e del gospel blues capace com’era di eseguire canzoni religiose come se fossero blues e di dotare le sue canzoni profane di sentimento religioso.
Celebre negli anni della grande depressione, la voce unica di Johnson e le sue composizioni originali influenzarono i musicisti di tutto il Sud, specialmente i bluesmen Texani. Egli cantava con voce rauca, e suonava la chitarra con la tecnica del "bottleneck" con forza da mancino, accuratezza e agilità.


Paris, Texas - Wim Wenders - 1984




Ry Cooder autore della colonna sonora di Paris Texas di Wenders ha basato l'accattivante title track sul pezzo Dark Was the Night (Cold Was the Ground) di Blind Willie Johnson, pezzo che egli descrive come il più pieno d'anima, il più trascendente della musica americana.




(papavering action sullo splendido acquerello di Jimi Trotter)




A Blind Willie Johnson actor playing Dark was the night, cold was the ground on Wim Wenders contribution to Martin Scorsese's "The Blues" Journey in 1920s movie style.


commozione ed emozione sono tutt’uno, da groppo alla gola

assieme ad un ironico inevitabile sorriso che mi scappa a pensare ad un afroamericano cieco per giunta che nella grande depressione canta che la notte è stata scura... io gli credo



domenica 6 marzo 2011

Pioppo & Papavero. Performance di poetica papaverina all'impronta!














































la poetica papaverante s'inventa percorso e traccia,

il pioppo è un amico, dispensatore della gratuità del dono e m'impegna per ciò stesso ad un rapporto senziente di sentimento, a trame d'incontro, di pensiero, di tempo enjoy,

e c'è il papaverone simbolico che talvolta m'accompagna in itinere,

stavolta l'ho portato apposta da sua Maestà Ruga perché performance eventuale ci fosse,

tutto all'impronta! come a scuola quand'era il momento delle traduzioni!

qui niente da tradurre, ma un racconto si snoda,

il foglio bianco e i pennarelli, il papavero che fa la sua apparizione in prima ed unica battuta! così per me ha senso nella sua logica di spontaneità,

è l'immediatezza dal sapore energetico,

leggevo poc'anzi nell'evocativo linguaggio dell'illuminismo, una cronaca veneziana di Gasparo Gozzi (l'Osservatore veneto, 1761, di Bur l'amena la piccola bibliotea universale rizzoli, i fantastici libelli ecru a due euro e cinquanta, fondi di magazzino ma che fondi!) e m'imbatto in una squisita locuzione di quelle che testa e cuore poi pensano all'unisono a scovare un posticino per un archivio memorabile,
"in allegrezza e sapore" che perfetto modo di dire! lo vorrò usare per raccontare di me e del pioppo,

in allegrezza e sapore tutto s'è svolto tra me e lui,

il papavero in progress d'insicuro delirio autoscattante e il Possente Sicuro che non conta strafare quanto l'esserci!

andando in campagna, lungostrada con il cd in macchina cui impongo di officiare la musica del momento -ah senz'ombra di dubbio it's a beutiful day, i pensieri si vanno ad organizzare in haiku, e impilo una collanina di sette terne,

non fate conto, ve ne prego, degli accenti manieristi che vengono fuori ma che non ho intenzione di potare per il piacere di dare anche loro la ragione d'una espressività visibile,

eccoli, ma di tutti appena un paio mi paiono più degni di nota, e preferendoli li metto in corsivo rosseggiante:

un papavero
fuor d'angoscia panica
vibra felice

un papavero
ha un segreto selvaggio
da custodire

un papavero
inspiegabile modo
d'essere un fiore

un papavero
semplice esistere
di rossa virtù

un papavero
ai piedi della terra
compie il suo viaggio

un papavero
gioisce d'aria e vento
danzando solo

un papavero
piccola felicità
silente coglie

(haiku tutti del cinque di marzo)

e così il foglio del naifpapavero e il foglietto strappato dal quaderno per l'omaggio in parole ai miei amati -una molletta per attaccarli all'esile filo di ramoscello pensile, hanno svolazzato nell'aere pomeridiano denso di grigia aria e repentine folatine di vento quasi freddo,

poi, in successione, al pioppo ieri ci sono state visite -che di solito siamo solo io e lui tanto da ricavarne un senso di esclusiva,

i legittimi proprietari si sono a appropinquati e la mia amica Mi col suo amato cane Linus totalmente a lei appiccicato, ha subìto una session fotografica al papavero cui non ha tentato di sottrarsi e la qual cosa al più presto renderò cronaca evidente!

il grande pioppo prestante o rassegnato si offre scenario alle velleità di papavero,

ma il papavero schizzato e serio avverte gratitudine e con nonchalance recuperando le carabattole si allontana, in cuor suo sapendo che un'altra pagina è scorsa nell'inedito racconto di due specie viventi avvinte in un gioco di collusione e profusione.



 
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