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mercoledì 31 ottobre 2012

dedicato a due amici, a Fabipasticcio, a Tra cenere e terra



un papavero
si fa incontenibile
vertiginoso

haiku dell'ultimo di ottobre duemiladodici


con affetto a Voi due amici  cari di papavero di campo 


domenica 2 settembre 2012

sabato 1 settembre 2012

agosto è andato...papaveri d'agosto restano










caro blogghettino mio tu languivi ed io distratta ti trascuravo
l'estate avanzava col suo carico di doni e detriti..alcuni doni sono stati sontuosamente elargiti come un'indimenticabile vacanza in Trentino in compagnia di amici del cuore in luoghi d'incanto: che potente rigenerazione che aria limpida che montagne rocciose che sentieri boschivi che scarpinate contente che incontri affettuosi che momenti conviviali che risate che vino che sguardi felici che tuffi gioiosi!

Agosto è andato, restano alcuni papaverelli miei, sigillo del mio agosto e alcuni haiku certo, che sto radunando!

intanto la bellezza ineffabile di queste parole che dedico ai miei amici del Trentino:


Salire

Saliremo sugli altipiani, 
dove vola la rondine dell'alba 
che bagna nelle fonti 
le ali d'oro 
ed intesse il nido 
sulle case immense 
dei monti. 
Saliremo sugli altipiani 
dove passan le nubi ad una ad una 
lente a fior della neve 
come velieri 
su di un lago pallido. 
Saliremo oltre i cembri, oltre i pini, 
dove si è soli sotto il cielo nudo, 
soli – se grida nel silenzio il vento 
il nostro nome 

19 dicembre 1933

Antonia Pozzi


....
Io ero un immenso
cielo d'estate
all'alba
su sconfinate
distese di grano.
Ed il mio cuore
una trillante allodola
che misurava
la serenità.

25 agosto 1933

Antonia Pozzi, L'allodola


mercoledì 2 maggio 2012

Grazie Simonetta!

un papavero per te!














Grazie Simonetta da Carpi sei un'amica cara e gentile!

mi hai omaggiato di un inaspettato e splendido dono che in sé racchiude molte attenzioni: il pensiero per me, il fascino del disegno di questi bei papaveroni importanti, la ricchezza della seta, la tua pregiata manualità, la bellezza offerta, il tutto riunito nel valore aggiunto dell'energia che affronta i chilometri della distanza sotto la spinta dell'affetto,

ed io raggiunta da tutto ciò, sto commossa e grata, vanitosa mi avvolgo dei foulards e faccio gli autoscatti
e coi papaveri dell'ikebana e quelli in seta disseminati per casa mi scappa un haiku riassuntivo dell'emozione odierna:

rosse nuvole
aleggiano qui.. gli occhi
grati ammiccano

e un altro ancora, adesso:

rosso di campo
s'espande l'emozione
rosso contagio!


haiku d'oggi, 2 di maggio 2012


giovedì 22 marzo 2012

dedicato a Francesca F. amica dei papaveri





dedicato a un'amica silente, oggi a me rivelatasi nella tenerezza di una lettera in cui mi rende idealmente destinataria di una dedica papaverina evocativa alla vista dei primi timidi papaveri,

grazie Francesca del tuo animo gentile!

grata delle belle parole spese per me anzi commossa di suscitare cenni e accenni di emotività sintonica,

un altro regalo che ricevo! vengo ripagata alla grande del tempo devozionale che nel mio blog riverso


Germoglia il sogno
i messaggi in bottiglia
eco taciuta


è un mio haiku del 22 nov 2000,

a prova di come l'inconscio si muova coi tempi suoi, tempi lunghi anche di invocazione preconscia che vanno a dare frutto, in momenti a venire ma che potenzialmente c'erano da prima,

i messaggi in bottiglia erano un'immagine preconscia appunto, di quelle che ti attraversano e non sai come e perché, di quelle che fiuti nell'aria e che tenti di acchiappare e che a volte si fanno prendere,

grata, per questo, alla tessitura di fili di emozione che il blog consente

e l'istinto è stato, l'immediatezza di dedicarti un disegno,

è per te Francesca

sono papaveri virtuali ma è come se fossero veri e se, capitassi ancora, dalla parti di quel muretto, in via di Boldrone, ti esorto a sorridere in direzione della rossa magia e con te immagina che ci sia anch'io, ideale e reale, a compiacermi di stupore e gioia alla vista d'una bellezza sì potente e gratuita e coinvolgente!


lunedì 27 febbraio 2012

un papavero a Nina Simone





cara Nina Simone ti voglio bene
Nina tu sempre attraversata da un fascio di emozioni
Nina tu vulnerabile e vera
Nina tu possente e fragile
Nina Nera tu Papavero Rosso
selvaggio e delicato
Nina tu Voce e Canto e Pianto e Gioia
Nina tu Libertà e Catena
Nina tu donna del Tempo e dello Spazio
sempre



l'amore prende
tutto quanto incatena
affonda e salva


(haiku del 19 novembre 2008)



Nina Simone - Seems I'm Tired of Lovin' You




oggi ascoltandola mi veniva una catena di pensieri di questo tenore..l'emozione ragionata di ascoltare Nina Simone, ecco per me lei è stata un'illuminazione, da tutti si distanzia per un'implicita innata versatilissima capacità di modulazione dell'interpretazione e poi come in tutte le artiste che pagano con la loro stessa vita, c'è stato in lei un turbinio devastante di dolori e disagi che sono stati però anche la matrice di una carica emotiva smisurata e bellissima e incommensurabile, perché tra tutte, è l'emozione dolorosa il saperla provare e il fardello del viverla è la linfa più versatile per la decifrazione delle cose e dei sentimenti e Nina Simone, basta solo ascoltarla, ti attraversa da parte a parte come un uragano di percezioni di sensazioni di sfide in tutti gli ambiti del sentire, è grande perché è profonda e nella sua voce prestata al canto senti i brividi della vita. Mi appassiona la melanconia del femminile -che c'è anche nel maschile oltre alla loro propria- e la ritrovo in mille rivoli dappertutto e con intensità straordinaria in chi attraverso l'arte ha cercato di curarsi, sublimando magari ma anche permettendosi lo sfogo e la risorsa dell'espressività. La nostra Nina è altamente melanconica ma è anche generosa donativa e oblativa con noi nutrendoci come fa ancora e sempre senza bisogno di una presenza fisica, ma in virtù angelica, si connette a noi, al cuore aperto di chi voglia entrare nella spiritualità e nell'emotività vocale e nell'espressività del canto che sono una preziosa campionatura umana percettiva e sentimentale densamente e dettagliatamente esplorata


Nina Simone - You'll Never Walk Alone




Nina Simone - Suzanne (Rome 1969)




Nina Simone - Spring is here




Nina Simone - Where Can I Go Without You








Multicolore. La meraviglia esiste






Nina Simone - Just Say I Love Him




la meraviglia esiste perché c'è stata lei e ha cantato così


come
un vero appassionato sa, sapendo custodire

anche un piccolo tributo papaverino con un guizzo di felicità grata nel far parte de Il regno segreto di Nina Simone

e sentiamola qui -Angel of the morning-


venerdì 10 febbraio 2012

Leonard Cohen benedetto tu sia dove sei. La tua voce d'amore ci riscatta tutti

Faith Leonard Cohen





è uscito da poco l'ultimo cd Old ideas dopo otto anni da "Dear Heather" del 2004,

la tracklist:

Going Home
Amen
Show Me The Place
The Darkness
Anyhow
Crazy To Love You
Come Healing
Banjo
Lullaby
Different Sides


ci sono tutti in youtube


Leonard Cohen - Going Home (Old Ideas 2012)




Amo parlare con Leonard
E' uno sportivo ed un pastore
E' un indolente bastardo
Che vive in un abito


Dira' queste perle di saggezza
Come un saggio, un uomo lungimirante
Sebbene sappia che non e' nient'altro
Che una laconica elaborazione televisiva



Leonard Cohen - The Darkness (Old Ideas 2012)



(Darkness era già stata presentata durante l'ultimo tour)


Leonard Cohen - Show Me The Place [2012]




Leonard Cohen - Amen (+Lyrics)




Dimmi ancora, dimmi e ridimmi
Dimmi che mi amerai e poi
Amen, amen, amen, amen.



Leonard Cohen Crazy To Love You




Leonard Cohen - Different Sides




Leonard Cohen - Come Healing




Leonard Cohen - Banjo




Leonard Cohen Anyhow




Leonard Cohen Lullaby




quanto ho racimolato in rete,

una recensione firmata Slang:

"Non ho futuro, so che i miei giorni sono pochi, il presente non è poi così piacevole, solo un mucchio di cose da fare". Lo citeranno in molti, questo verso tratto da «The Darkness», parlando del nuovo album di Leonard Cohen: perché è lì che in poche, fulminanti parole, sembra condensarsi il senso di questo dodicesimo capitolo in studio della sua discografia. Un disco che, ascoltato alla luce dei 77 anni compiuti lo scorso settembre dall'artista canadese, finisce inevitabilmente per assumere la fisionomia di un bilancio struggente ed amaro, di quelli che prima o poi toccano a tutti. Cohen non era del resto certamente il tipo da sottrarsi alla resa dei conti: ed infatti eccolo qui, reduce dal periodo forse più commercialmente positivo della sua carriera, a definirsi poco più di un «pigro bastardo» («Going home»), a confessare di aver amato «come uno schiavo» («Show me the place»), ad annunciare di aver ormai contratto la malattia dell'«oscurità». E' vero, è in fondo il solito Leonard: quella voce unica, quel sound senza pari, quella saggezza…


“Maturando”, ha detto Cohen al ritiro del Premio Principe de Asturias per la letteratura, “ho capito le istruzioni per l’uso che accompagnavano la mia voce. E queste istruzioni prevedono di non lamentarsi mai in modo casuale. Se proprio bisogna esprimere la grande, inevitabile sconfitta che attende ognuno di noi, bisogna almeno farlo rimanendo entro gli stretti confini della dignità e della bellezza”.


"Io non scrivo canzoni, solo poesie che corteggiano la musica. Ma ho sempre l'impressione di raschiare il fondo del barile, di essere, per dirla con Yeats, lo straccivendolo del cuore"


da un'intervista a Repubblica:(21 genn 2012)

I suoi concerti hanno richiamato un pubblico degno di un idolo pop. Merito della musica o della poesia?

"La poesia viene prima di tutto. Solo raramente i versi diventano canzoni. Per buona volontà di amici o della mia compagna Anjani (Thomas)".

Era un passo quasi obbligato, la sua manager le aveva rubato cinque milioni di dollari lasciando il suo conto a secco mentre lei era nel monastero di Mt. Baldy.

"Non sempre scrivere è un lusso, qualche volta è una necessità. E le assicuro che il poeta non vive in una comfort zone in quest'epoca in cui si parla per slogan. Sono rimasto il Leonard che ero. Non hanno sempre detto che le mie canzoni sono autoindulgenti e mosse da un istinto suicida? Me l'ha ripetuto anche Patrick Leonard quando ha letto il testo di Going home. Come dargli torto? E' un soliloquio".

Otto anni per dieci nuove canzoni sono tanti.

"Non ci sarebbero state neanche queste se la recente tournée non avesse rimesso in moto le energie. L'entusiasmo del pubblico mi ha illuminato. E ringiovanito. Non capisco perché ho aspettato 15 anni. Ero diventato come Ronald Reagan negli anni del declino. Ricordava di aver avuto una buona parte, quella di presidente in un film; io ricordavo a malapena di essere stato un cantante. Quanto alle composizioni... vorrei poterle dire che la mia casa trabocca di manoscritti, che ho così tante idee da avere ogni volta l'imbarazzo della scelta. Non è così. Sono un poeta scoraggiato, ho sempre l'impressione di raschiare il fondo del barile, di essere, per dirla con Yeats, lo straccivendolo del cuore. La poesia è un processo misterioso, inspiegabile, incontrollabile, pericoloso anche; dipende da una certa grazia, dall'illuminazione del momento. E se indugi troppo, rischi la paralisi. Ho un'idea alla volta. E su quella posso lavorare un'eternità".

Ad esempio?

"Hallelujah, una bella canzone che hanno cantato in troppi. E' stata sulla scrivania per quattro anni. Alla fine aveva ottanta strofe".

Ora che ha riscoperto la vita on the road ci sarà un nuovo tour?

"Vede, per conservare questa voce devo fumare moltissimo. Cosa che ho fatto ininterrottamente da quando ho lasciato il mio rifugio zen (nel 1999). Ho quasi 78 anni, potrebbe essere pericoloso. Però se smetto rischio di diventare un soprano".

Ha una compagna di 25 anni più giovane, ma la sua reputazione di tombeur de femmes resta proverbiale. Ci sono ancora ventenni che l'aspettano dopo i concerti.

"Alla mia età è un sollievo avere una certa reputazione con le donne, così non devi perdere tempo in interminabili preliminari".

Com'è finita con Federico Garcia dopo quel primo "incontro" a Montreal?

"Ho mantenuto con lui una relazione intima - mia figlia si chiama Lorca (a febbraio è diventato nonno, Lorca Cohen, 36 anni, ha avuto una bimba, Viva Katherine, da Rufus Wainwright, ndr). Le cose che scopri da adolescente ti restano attaccate addosso. Yeats e Lorca erano poeti che capivo al volo - ci ho messo anni per penetrare i sonetti di Shakespeare".

Fu qui a Londra che prese forma il suo primo romanzo.

"Sì, nel quartiere di Hampstead, era il 1959. L'affittacamere, una signora burbera, mi chiese: che lavoro fa? Lo scrittore. Quante pagine al giorno scrive? Tre. Ok, la controllerò ogni giorno, se non saranno tre finirà in strada. Così nacque Il gioco preferito (1963)".

Che ha in mente per il futuro?

"Le rispondo con i versi di Darkness: 'Non ho futuro / So che ho i giorni contati / Il presente non è così piacevole / Solo tante cose da fare / Pensavo che il passato mi sarebbe bastato / Ma l'oscurità ha inghiottito anche quello'".

E' tempo di riconoscimenti: il New Yorker ha messo in streaming Going home; la Random House lo ha inserito nella collana Everyman, in buona compagnia con Byron e Keats; la Spagna le ha conferito il Principe de Asturias, il più alto riconoscimento letterario; una giuria formata tra gli altri da Bono, Salman Rushdie e Paul Simon le ha assegnato a nome del Pen New England il "Song lyrics of literary excellence"...

"... insieme a Chuck Berry. Che soddisfazione! Vorrei aver scritto io il verso "Roll over Beethoven and tell Tchaikovsky the news"".



domenica 5 febbraio 2012

" ascolta come mi batte forte il tuo cuore" Versi di Wislawa Szymborska





splendido Roberto Saviano stasera da Fazio a Che tempo che fa.


Che Tempo Che Fa - Saviano ( Presentazione Libro ) - 05 02 2012




Lui ragazzo di passione di cuore di intelligenza emotiva parla di poesia con una autorevolezza che i critici veri non potranno mai acquisire in nessuna università del mondo,

parla della Wislawa Szymborska e come ne parla! un fascio di emozioni in fieri, nella parola vitale, nel corpo vivo vibrante della parola, nella vulnerabilità dell'atto del trasmettere. Commovente. Puro palpito.

Lui Roberto Saviano è un bene dell'Italia e lo sento come erede di Pasolini.

Lui in tutto quello che fa ci mette la vita la sua vita palpitante e vera


"non c'è fine al mio stupore, al mio tacerlo
ascolta come mi batte forte il tuo cuore"


dalla poesia Ogni caso, di Wislawa Szymborska


il disegno di papaveri in aspirazione di primavera è dedicato a Roberto Saviano appassionato di poesia

e gli dedico il magnifico brano Hurricane di Bob Dylan (un live del '75, un giovane bellissimo Bob)


Bob Dylan - Hurricane - 1975 Live




e il trascinante Neil


Neil Young - Like A Hurricane





domenica 25 dicembre 2011

NATALE ADESSO!! Bob Dylan sings for us




*DEDICATO A TUTTI I MIEI AMICI DI BLOG!
da papavero di campo

BOB DYLAN SINGS FOR US!*

Bob Dylan Christmas in the heart



Hark the herald angels sing bob dylan



Adeste Fideles

Quel giorno bob doveva essere fuori di melone




martedì 20 dicembre 2011

domenica 27 novembre 2011

Luminosa giornata nella dolce Sant'Agata. Si festeggia un compleanno! Auguri al festeggiato!

























AUGURI al festeggiato Auguri caro Matteo! abbiamo anticipato di un giorno in questo modo gli auguri saranno doppi!







io e Balù: gatta inafferrabile, chiacchierina quando lei vuole, gatta indipendentissima, non sopporta le mani sulla figura, vera tipina caratteriale, ma se vuole concedere vicinanza allora si struscia, miagolochiacchiera, fa torero con la testa e ti illude che sia interessata proprio a te, alle tue coccole, peccato che il tutto duri uno spazio di tempo molto piccolo!










prima di andar via, un'immancabile occhiata alla pieve di sant'Agata, un'occhiata alla valle avvolta nel buio, un filo di luna crescente illumina gli argentei ulivi, l'aria fresca della notte limpida, rigenerante respiro






filo di luna
sugli ulivi toscani
limpida notte


haiku, 27 nov '11




 
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