Visualizzazione post con etichetta Roma. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Roma. Mostra tutti i post

mercoledì 21 ottobre 2009

Roma. Gatti di Roma. Eleganza e mistero di Marlene. Haiku "unghia di gatto". Poesia "La Micizia" di Roberto Gagliardi
















naturaliter elegante e misteriosa, spesso assorta in una privacy inviolabile, talvolta curiosona con arrendevolezze fino allo struscio, ma se osi troppo, come a violare un'immaginaria linea del suo spazio regale con perfezione zen in un amen lei fa Zorro!




unghia di gatto
repentino veloce
puro graffio zen




(haiku del 18 maggio 2000)


dedicato Ai Gatti ma pensando a Marlene!


di ROBERTO GAGLIARDI

dal pometto "LA MICIZIA "

(Seconda edizione in proprio
Siena 1993)



LA MICIZIA

C'è stato un tempo
quando fusa e vibrisse eran parole
conosciute soltanto in teoria.
Credevo anch'io
alla sapienza sciocca e confusa
("s'affeziona il gatto alla casa,
non al padrone"). E per le strade allora
non produceva alcuna vibrazione
la sagoma di un gatto flessuosa.

Son ricordi di un tempo senza storia.

Ora che ho avuto l'Illuminazione
so, per esempio, che il proverbio
è bensì vero, in parte: nessun gatto.
ama padroni, lui non ha padroni.
Ma, per amarti, ama. A profusione.
Se l'ami. Sono i mici, essenzialmente
amici.



martedì 20 ottobre 2009

Roma. Gatti di Roma. Ode al nerone Nerino attraverso l'ode al gatto di Pablo Neruda



















Ode al Gatto

Gli animali furono imperfetti
lunghi di coda
plumbei di testa.
Piano piano si misero in ordine,
divennero paesaggio,
acquistarono nei, grazia, volo.

Il gatto, soltanto il gatto
apparve completo
e orgoglioso:
nacque completamente rifinito,
cammina solo e sa quello che vuole.

L'uomo vuol essere pesce e uccello,
il serpente vorrebbe avere le ali,
il cane è un leone spaesato,
l'ingegnere vuol essere poeta,
la mosca studia per rondine,
il poeta cerca di imitare la mosca
ma il gatto
vuol essere soltanto gatto
e ogni gatto è gatto
dai baffi alla coda
dal fiuto al topo vivo,
dalla notte fino ai suoi occhi d'oro.

Non c'è unità come la sua
non hanno la luna e il fiore
la sua coesione:
è una sola cosa
come il sole o il topazio,
e l'elastica linea del suo corpo,
salda e sottile,
è come la linea della prua di una nave.
I suoi occhi gialli
hanno lasciato una sola fessura
per gettarvi le monete della notte.

Oh, piccolo imperatore senz'orbe
conquistatore senza patria,
minima tigre da salotto
nuziale sultano del cielo
delle tegole erotiche,
il vento dell'amore
all'aria aperta
reclami
quando passi
e posi
quattro piccoli piedi delicati
sul suolo
fiutando,
diffidano
di ogni cosa terrestre,
perchè tutto è immondo
per l'immacolato piede del gatto.

Oh, fiera indipendente delle case
arrogante vestigia della notte
neghittoso, ginnastico
ed estraneo,
profondissimo gatto,
poliziotto segreto
delle stanze,
insegna
di un irreperibile velluto,
probabilmente non c'è enigma
nel tuo contegno,
forse sei mistero.

Tutti sanno di te e appartieni
all'abitante meno misterioso,
forse tutti si credono padroni,
proprietari, parenti
di gatti, compagni, colleghi,
discepoli o amici del proprio gatto.

Io no
io non sono d'accordo
io non conosco il gatto.

So tutto, la vita e il suo arcipelago
il mare e la città incalcolabile
la botanica
il gineceo coi suoi peccati
il per e il meno della matematica,
gli imbuti vulcanici del mondo
il guscio irreale del coccodrillo,
la bontà ignorata del pompiere,
l'atavismo azzurro del sacerdote,
ma non riesco a decifrare il gatto.

Sul suo distacco la ragione slitta,
numeri d'oro stanno nei suoi occhi.

Pablo Neruda


Ode al gatto. Nerino è un gatto. Ode a Nerino!

Nerino viene da una storia dickensiana, non ha conosciuto la mamma, ha miagolato i suoi primi urli dentro un cassonetto in un torrido giorno di agosto, il caso volle che la sua futura mamma fosse lì nei paraggi con le orecchie in funzione, lei non ce la fa a prelevarlo e chiama i suoi genitori che accorrono a darle mano, la micetta sorellina di nerino non ce la fa ma il pumettino nero scivola nella sua propria vita, che gli importa se i suoi giorni non sanno di profumi di muschio e voli di libellule, per lui è casa, intanto c'ha lo status di gatto de Roma e la soluzione d'esser protetti, imboccati, coccolati, di più! viziati per lui è una normalità gradita. Nerino è venuto su gatto pacciocco, bonaccione, senza grilli per la testa,del resto mai ha incontrato Lacan! Lui ha la gialla fessura degli occhi per buttarvi le monete della notte, i numeri d'oro stanno nei suoi occhi, fasciato d'irreperibile velluto s'aggira da tigrotto da salotto a poliziotto segreto delle stanze, ma fondamentalmente Nerino è sultano di se stesso. Ergo nessuna mancanza esiste, ma una presenza c'è: la sua!

lunedì 19 ottobre 2009

Roma. Pomeridiano a casa di Bargeld tra tisane, un gatto paciocco una gatta charmante e una macchina da cucire.


























Pomeridiano in un interno quando il tempo vola tra tisane prove d’abito clic e clac fotografici alla gatta fotogenica e al nero vitello bietolone il cui massimo d’aggressività è una zampotta agitata dinanzi all’obiettivo come a dire nun ce provà

 
Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.