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venerdì 15 luglio 2011

"Come son lente l'ore"







(Leonard Cohen)

[Based on a Quebec folk song]

The sea so deep and blind
The sun, the wild regret
The club, the wheel, the mind,
O love, aren't you tired yet?
The club, the wheel, the mind
O love, aren't you tired yet?
The blood, the soil, the faith
These words you can't forget
Your vow, your holy place
O love, aren't you tired yet?
The blood, the soil, the faith
O love, aren't you tired yet?
A cross on every hill
A star, a minaret
So many graves to fill
O love, aren't you tired yet?
So many graves to fill
O love, aren't you tired yet?
The sea so deep and blind
Where still the sun must set
And time itself unwind
O love, aren't you tired yet?
And time itself unwind
O love, aren't you tired yet?







oh come son lente l'ore
oh, sono al desio
oh vivere è amar

(by pescarese tantrico)


mercoledì 16 marzo 2011

Papavero for Nina in ciacole d'amor e canto di nostalgia






per Nina aderisco al suo gioco/Contest,





(solo per Nina! ché la mania dei premi troppo ci vince e me no! non mi avrà!)

ninetta, la mia ninetta può imbastir qualsiasi trama, quello che fa lei ha il passo lieve, decide emanazioni e fa proseliti,

grandi doni lei maneggia, nel tratto amoureux di penna e parola e battito di ciglia, ha i capelli al vento i piedi nella sabbia ah ma non annaspa no! cammina e corre e vola a volte, e lei racconta! Nina sa raccontare


il tempo snoda
i passi dei racconti
lievi impetuosi


by me anche una musica da un film molto amato, nostalgiasaudade e viso mediterraneo e cuore spersolieve


Madredeus - O Tejo - Wenders



Rüdiger Vogler with Madredeus' Teresa Salgueiro and Pedro Magalhães in Wenders' Lisbon Story (1995)


(poppy for niné)


sfiora nostalgia
donna con papavero
fervida mente




mercoledì 27 ottobre 2010

Io canto per riempire l'attesa. Emily Dickinson




I sing to use the Waiting,
My Bonnet but to tie
And shut the Door unto my House
No more to do have I
Till His best step approaching
We journey to the Day
And tell each other how We sung
To Keep the Dark away.

Emily Dickinson






Canto per impiegare l'Attesa,
Tranne che allacciarmi la Cuffia
E chiudere la Porta di Casa
Altro da fare non ho
Finché all'accostarsi del Suo ineguagliabile passo
Viaggeremo verso il Giorno
E ci diremo l'un l'altro come cantavamo
Per Tenere lontano il Buio.

((Traduzione di Giuseppe Ierolli)






un'altra traduzione (non so di chi):

Io canto per riempire l’attesa:
annodarmi la cuffia,
richiudere la porta di casa,
nient’altro mi resta da fare,
finché risuoni vicino
il suo passo
,
e insieme si cammini
verso il giorno,
narrandoci a vicenda
come abbiamo cantato
per scacciare la tenebra.



giovedì 30 settembre 2010

"Vite giuste ed insigni, papaveri" di Andrea Zanzotto





Vite giuste ed insigni, papaveri
Vite singolarmente/single/decise
lungo tutte le strade
innumeri saluti, quasi lievemente
militari,
ma più finemente
illimitatamente
distratti
e pur come
di me in attesa
di nostri occhi tanto
in attesa che il vostro rosso attendere
non -identificammo-
ci identificammo a vicenda





Soldatini miei
dimenticati qua e là da chissà
quali e quanti universi!
Che ora mi fate present'arm
O immagini delle mie innumerevoli fedeltà

Andrea Zanzotto, da Conglomerati, 2009 Mondadori Lo specchio Poesia -pag. 122-



venerdì 26 marzo 2010

"99 Colombe" Sedicesimo giorno di volo. Cinque Haiku "cime d'alberi" - "l'attesa in dote" - "stesso destino" - "pesano i voli" - "poi la schiarita"



chagall, menu pour le president



chagall, job praying



chagall, colombe de l'arche

(immagini da google immagini)




LXIX


Cime d’alberi
Ramificate case
Lesto rifugio!



LXX


L’attesa in dote
Colombe al femminile
trama di volo



LXXI


Stesso destino
A cure provvedere
Senza mai sosta



LXXII


Pesano i voli
Ma pensiamo al volo
Volo anche fuga



LXXIII


Poi la schiarita
Arruffiamo le penne
Di nuovo in volo




ventisei di marzo duemiladieci,
sedicesimo giorno di volo




lunedì 8 marzo 2010

Una domenica in campagna. Visita al PioppoNero

,
















la stagione Inverno sta agli sgoccioli,

il PioppoNero aspetta, ligio all'attesa fedele alla trasformazione,

intento alla tessitura invisibile del suo vestito che si farà manifesto,

che fretta c'è?

ogni foglia a suo tempo



venerdì 18 dicembre 2009

L' Avvento. L'esperienza dell' Attesa. Il Presepio con le illustrazioni di Emanuele Luzzati. Un punto di vista psicoanalitico sulla capacità negativa




































Il presepio, Emanuele Luzzati, Tonino Conte, Gallucci 2009,


un libro pop up tra le mani, a diretto contatto del tocco magico di Emanuele Luzzati!

Le mirabilia delle sue feconde illustrazioni fanno la costruzione del mio presepio di carta.
Che gioia allestirlo!

San Francesco ha inventato il presepe.
Liturgia del presepe. Ripetizione di un rito.
Il teatro di un’eterna domanda irrisolta.
Un mistero si rinnova.
Mistero dell’Incarnazione.

Incarnazione, penso, come nozione allargata che abbracci ogni eventualità del nuovo, dello sconosciuto, dell’inaspettato.

Tempo d’Avvento.

Risvolgo ora la catena di pensieri avuta qualche giorno fa, pensando a quanto la nozione di Avvento sia carica di ampiezza e di significato.

Dal retaggio cristiano è agile slittare a contesti più laici, di pensiero etico, umanistico e filosofico e di elaborazione sulla pensabilità.

Associo alcuni miei haiku sull’attesa, come questi:


alberi spettri
nella paziente attesa
di nuove foglie

(haiku del 4 febbraio 2003)


devota attesa
riconoscimento del
meraviglioso

(haiku del 23 agosto 2001)


righe di neve
sui campi fecondati
l'attesa lenta

(haiku del 21 gennaio 2002)


voce del canto
si alza inattesa così
naturalmente

(haiku del 25 marzo 2004)


Chiedendo a me stessa dell’Avvento associo sull’Attesa.

L’esperienza dell’attesa.
Fondamentale nella coscienza del vissuto di sé.
Imprescindibile.
Irta di pathos.
Spiazzante.
Insostenibile.
Sfaccettata.
Rifuggevole.
Cercata.
Possibile.
Difficoltosa.
Esistenziale.
Complessa.
Denegata.
Critica.
Come sempre quando siamo ributtati a noi stessi.


La speranza è legata all’attesa.
È ben espresso nelle Scritture.
E l’attesa alla memoria.
Significativo che in lingua spagnola, esperar intenda sia aspettare che sperare.

Tener desta la sete.
Ravvivare la fame.
La coscienza di sé nel legame percettivo all’epifania delle cose visibili e invisibili, che nel loro quotidiano, incessantemente estrinsecano il mistero.
Restando vasti e tranquilli. E vivi e svegli.


Un altro filo si dipana.
L’attesa la associo anche all’esperienza della capacità negativa, traduzione letterale di negative capability. Questa locuzione venne usata dal poeta John Keats, in una lettera datata 21 dicembre 1817, si riferiva alle qualità di un Uomo di successo in letteratura, difatti citava Shakespeare, che possedeva largamente tale dote: « “Capacità Negativa”, cioè quando un uomo sia capace di rimanere in incertezze, misteri, dubbi senza alcun irritante raggiungimento a seguito di fatti e raziocinio.»

La psicoanalisi che mi piace e che mi interessa si occupa della capacità negativa, indagandola teoricamente e sperimentandola operativamente nella persona del terapeuta attraverso i suoi propri vissuti controtransferali. E' stato Bion a richiamare l'attenzione sulla negative capability, in cui starebbe la possibilità di un particolare tipo di agire.

Ho trovato in web, tramite il glossario di palomar.ao.it, alcuni concetti sulla capacità negativa, espressi in maniera concettuale ineccepibile da G. F. Lanzara -di cui è condivisibile ogni parola, sono a mio avviso preziosi frutti di un’operosa seminagione intellettiva e di un’intensa attività elaborativa.


ecco alcuni stralci:

“la capacità di essere nell’incertezza, di farsi avvolgere dal dubbio, restando impassibili di fronte all’assenza o alla perdita di senso, senza volere a tutti i costi e rapidamente pervenire a fatti e motivi certi, di accettare momenti di indeterminatezza e di assenza di direzione, e di cogliere le potenzialità di comprensione e d'azione che possono rivelarsi in tali momenti
[...] questo stato di sospensione [...] dispone a lasciare che gli eventi seguano il loro corso, restando in vigile attesa, e a lasciarsi andare con essi senza pretendere di determinarne a priori e a tutti i costi la direzione, il ritmo, o il punto d'arrivo.

La capacità negativa consente di prestare attenzione ad aspetti delle situazioni che altrimenti verrebbero trascurati.

Per questa ragione, è fonte di un particolare tipo di agire: un agire che, per così dire, nasce dal vuoto, dalla perdita di senso e di ordine, ma che è orientato all'attivazione di contesti e alla generazione di mondi possibili.

Essa si contrappone a quella che si potrebbe chiamare incapacità positiva che, invece, «premia la prestazione specialistica, l'orientamento al risultato, il successo a breve termine, la conformità a norme e a modelli canonici di comportamento e l'acquisizione di certezze» [Lanzara, 1993].

Vi è, infatti, una produttività frutto dell'ordinata adesione a modelli, aspettative, stereotipi, schemi socialmente consolidati; esiste però una creatività che nasce dalla capacità di stare produttivamente nel disordine o nel "far senza", nello stare nella mancanza di qualcosa alla quale si rinuncia per consentire l'apparizione del nuovo.

Bisogna vedere se l’ordine che io mi dò nasca dalla capacità di sostare nel disordine. C’è un ordine generato creativamente con tutta la pazienza di sostare nel disordine, capacità negativa, accettazione della novità, complessità: quello sarà un ordine costruttivo ed appropriato. Se invece un ordine è generato dall’impazienza è difensivo: lo produco in quanto non ce la faccio più a stare in una situazione di disordine. [Pagliarani, 1993]

La parola decisiva per me è la parola mancanza [...] la mancanza può essere il grembo da cui nasce quello che prima non era mai stato visto; la mancanza può essere l'abisso, il buio, lo smarrimento [Pagliarani, 1985]

(riferimenti bibliografici:

G.F. Lanzara “Capacità negativa. Competenza progettuale e modelli di intervento nelle organizzazioni, Il Mulino, Bologna, 1993”

Pagliarani L., Il coraggio di Venere, Raffaello Cortina Editore, Milano, 1985.

Pagliarani L., Violenza e bellezza, Guerini e Associati, Milano, 1993 )



della segnalazione del libro del presepe ringrazio Costanza e i libri, che ogni tanto mi ricordo di visitare traendone sempre dilettevoli spunti.




 
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