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martedì 4 gennaio 2011

Fagiano alla tavola del Marchese di Carabas





il fagiano nell'immaginario delle fiabe è cibo per antonomasia da tavola nobiliare, anche se possiamo presumerlo sul tavolaccio di legno d'un astuto contadino e d'un abile cacciatore, però sulla tavola d'un marchese deve starci un giorno sì e un giorno sì se no che razza di marchese è quello lì?

eccomi al laccio del pensiero del Marchese di Carabas!

leggendaria fantasia d'un gatto fuori del comune, gatto magico che la sa lunga, gatto vanesio modaiolo, che indossa stivaloni di Cesare Paciotti e cappellaccio costosissimo piumato Fendi,

questo Signor Gatto di tutte le Astuzie feline edotto, è conforme alle tradizioni quindi non fa che rifornire di fagiani la tavola del suo straordinario Marchese!

adesso però mi tocca parlarvi del mio fagianello!

noi del terzo millennio ancora sensibili ai ricordi delle Grandi Fiabe ci diciamo fagiano sia! ma stupidi non siamo, si sta al gioco e in luogo di quello selvaticus d'ogni natura morta che si rispetti, c'accorgiamo che questo destinato alle nostre tavole è una specie di pollaccione travestito da selvaticotto,

d'allevamento si sa e di che meravigliarsi giacché detta nozione ha avviluppato anche la specie umana, ci s'intende vero? senza bisogno che stia a scomodare Matrix?!

allora c'era una volta un fagiano d'allevamento da traversie allocato in un freddo bancone d'un mega supermercato la cui missione stava racchiusa nella sua gigantesca lettera Esse "Sfamatevi Lungamente a prezzi Corti" (pubblicitari vil razza dannata!)

e c'era una papaverina engagé en cuisine,

a seguire la solita solfa! sfacciataggine di blogger al blog intento, coriaceo avanti a pubblicar ricette,












(il bello delle ricette filmate è che s'intuiscono le fasi di preparazione, giusto?
per la qual cosa spiegazione ometterò, infin dico pardon ché batto fiacca)


martedì 21 dicembre 2010

Inaugurare una cocotte di ghisa Le Creuset. Una faraona tutt'intera infarcita




















Racconto della faraona infarcita:

personaggi:

la cuciniera zelante,
la signora Cocotte di Ghisà franscese Le Creuset de Fresnoy-le-Grand en Picardie,
la povera faraona tutt'intera

conditio sine qua non: la farcia! ci vuole e basta!
esiste una pulsione alla farcia ed io ne sono la prova, non se ne parla proprio di omissione, irresistibilmente è sempre farcia!

la farcia è un canovaccio variabile infinito suscettibile di ogni aggiunta e fantasia,

stavolta: prezzemolo, menta, aglio, prugne secche ma morbide, olive nere, pepe rosa, parmigiano reggiano,

a rosolare: un po' della suddetta unitamente a cipolla rossa (di Colfiorito), a uno scalogno, a carote affettate tonde e ceppo di cannella sminuzzata a pezzetti,

inoltre, una margarina vegetale che ho aromatizzato con polvere di cumino, spalmata sulle carni a crudo avanti di saltare in cocotte

e una bagna composta da Saba che è mostocotto, dell'Acetaia Malpighi, cui ho aggiunto miele di acacia, per l'intenzione di spennellare la faraona in cottura,

tirato a cottura con un po' di vin santo (ugualmente il cognac, qualcosa cioè di essenzialmente saporoso) e un po' di acqua calda quando occorre,

cottura lenta da cocotte è chiaro, va da sé, per il concetto di distribuzione uniforme del calore, la ghisa va in lentezza


Notarelle:

1)nella cocotte lo spazio c'è, per questo a cottura avanzata metto alcune patate rosse (di Colfiorito) che s'insaporiscono alla grande per il giusto tempo.

2) non mi piace frullare alla fine la salsa, cioè mi piace che ci siamo i frammenti di ortaggi, ha un che di rustico è vero che risulta però gradevolmente identitario.


 
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