Visualizzazione post con etichetta Volo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Volo. Mostra tutti i post

mercoledì 5 settembre 2012

certe sere


Pianura

Certe sere vorrei salire
sui campanili della pianura,
veder le grandi nuvole rosa
lente sull'orizzonte
come montagne intessute
di raggi.
Vorrei capire dal cenno dei pioppi
dove passa il fiume
e quale aria trascina;
saper dire dove nascerà il sole
domani
e quale via percorrerà, segnata
sul riso già imbiondito,
sui grani.
Vorrei toccare con le mie dita
l'orlo delle campane, quando cade il giorno
e si leva la brezza:
sentir passare nel bronzo il battito
di grandi voli lontani.

Antonia Pozzi


martedì 10 gennaio 2012

coi papaveri di testa "Campaigner" di Neil Young, di straordinaria intensità emotiva




quando una canzone può trapassarti da parte a parte

Neil Young - "Campaigner"




Neil Young - CAMPAIGNER




questi miei papaveri riflettono gli umori, i moti variegati e variabili, le tristezze infinite attanaglianti oppure le altre coloriture sul versante più disteso più rilassato più sereno fino al gioioso, i frutti delle mie giornate, di acerbo e di maturo, di aspro di dolce, di fiducia o di nera disperante caduta, mi metto a disegnare e non so cosa sortirà, procedo come sento come mi viene e alla fine talvolta ci sono i papaveri fuor di testa e li accetto, loro come gli altri e so che mi corrispondono mi rappresentano mi tradiscono, così faccio, altrimenti questi miei papaveri amatissimi papaveri, dell'analogia e della metafora e del divertimento e dell'esplorazione e della risorsa e della resilienza non sarebbero un'autoterapia per me e loro sono i miei alleati, beneficium meum, talismani salvifici, costanza d'oggetto per dirla in una maniera amata,

in questi giorni sto frequentando neil young, ve ne siete accorti?!
dai suoi inizi gloriosi che tutto contenevano, la passione primigenia, lo stato nascente, la potenza che anelava all'atto, l'incognita, l'abbandono al flusso della corrente e c'è Diomio, una tale forza, una grandiosa bellezza, un'autocoscienza, un forziere di vitale dotazione, un succo di comprensione allargato sulle cose del mondo, esulando dall'adesione spicciola ad una cronaca di parte e parziale ma puntando -da subito- alla visione che illumina e che salva, grande neil, caro neil, che sai parlarmi a questo modo, tu in un'altra lingua che non conosco, da brava italiana scema che non sa l'inglese, eppure a non capirci un'acca resto concentrata e sintonizzata sull'emozione acustica e cordiale e vengo travolta e mi faccio travolgere da maree di onde sonore e cumuli emotivi di sensazione buona intensa penetrante e sollecita e penso e so quanto non detto sappiamo essere veicolato dal tono, dalla timbrica, dall'esitazione dall'irruenza, la voce basta la voce al campionario d'emozione, catapultati in un altro tipo di ascolto che va a snidare le empatie o le riottosità ed è proprio lì che si parla di noi, lì c'è qualcosa che riguarda veramente noi, con cui forse non vogliamo fare i conti, lì siamo noi con le nostre debolezze, lo sperdimento e pure con l'essenza nostra, proprio quella che ci appartiene e di cui volendocene fare carico scopriremmo essere la nostra autenticità la nostra boa di salvataggio la nostra àncora il nostro marchio quello che diventiamo essendolo,

vi pare un di palo in frasca? ma no! soltanto una briciola di condivisione, se no, davvero chi sarei per voi? se sono per me sono anche per voi, un sentiero buono e praticabile, condivido la mia fragilità che alla gola piglia come un groppo ma è così umana e non me ne vergogno. Grande il motto che ha declamato nihil humani a me alienum puto e dire di sé dello straniante in sé dell'alieno in se medesimi è un'altra buona strada che solo bene apporta,

stasera sono così e posso senza remora raccontarvelo, e mi piace condividere questa grazia di dio di canzone che attraversa l'anima da parte a parte come vento forte che strapazza un papavero o l'accarezza come fine brezza ariosa palpeggiante il rosso voile o come idea di vento come promessa come sogno come attesa come ricordo come anelito come ebbrezza, come istinto di vita,
giuro che non so che cosa neil stia dicendo ora in questa canzone che sento in cuffia (sento? vabbè che ri-sento per la millesima volta) ah potrei colmare la lacuna (quasi sempre lo faccio) con google traduttore, a parte che non ho nessuna voglia d'irritarmi con le scempiaggini che propone, potrei cmq approfondire la ricerca col vocabolario, no non voglio fare ciò, voglio solo evocare ascoltare evocare sentire sognare pensare intristire e anche un po' gioire, ridere no, per ora non mi sento.. l'emozione passa trapassa sconquassa, emozionare davvero un bel verbo transitivo


e dopo l'ascolto, è il momento di passare alla traduzione (la fortuna di trovare un blog di tutto neil tradotto) perché anche Nixon ha un'anima


Campaigner / Oppositore


I am a lonely visitor
I came to late to cause a stir
Though I campaigned all my life towards that goal
I hardly slept the night you wept
Our secret's safe and still well kept
Where even Richard Nixon has got soul
Even Richard Nixon has got soul

Traffic cops are all color blind
People steal from their own kind
Evening comes to early for a stroll
Down neon streets the streaker streaks
The speaker speaks but the truth still leaks
Where even Richard Nixon has got soul
Even Richard Nixon has got it, soul

The podium rocks in the crowded waves
The speaker talks of the beautiful saves
That went down long before he played this role
For the hotel queens and the magazines
Test tube genes and slot machines
Where even Richard Nixon got soul
Even Richard Nixon has got it, soul

Hospitals have made him cry
But there's always a free way in his eye
Though his beach just got too crowded for his stroll
Roads stretch out like healthy veins
And wild gift horses strain the reins
Where even Richard Nixon has got soul
Even Richard Nixon has got soul

I am a lonely visitor
I came to late to cause a stir
Though I campaigned all my life towards that goal

* * * *

Sono un visitatore solitario
Sono arrivato tardi per fare trambusto
Sebbene abbia fatto campagne tutta la vita a quello scopo
Ho dormito male la notte in cui hai pianto
Il nostro segreto è al sicuro e ancora ben custodito
Se persino Richard Nixon ha un'anima
Persino Richard Nixon ha un'anima

I poliziotti della stradale sono tutti daltonici
Le persone rubano ai loro simili
La sera arriva troppo presto per una passeggiata
Per le strade illuminate al neon c'è chi corre nudo[1]
L'annunciatore parla ma la verità trapela ancora
Se persino Richard Nixon ha un'anima
Persino Richard Nixon ce l'ha, un'anima

Il podio oscilla nelle ondate di folla
L'annunciatore parla dei bellissimi salvataggi
Avvenuti molto prima che lui recitasse questo ruolo
Per le regine degli hotel e le riviste
Geni in provetta e slot machines
Se persino Richard Nixon ha un'anima
Persino Richard Nixon ce l'ha, un'anima

Gli ospedali lo hanno fatto piangere
Ma c'è sempre una strada libera nei suoi occhi
Sebbene la sua spiaggia sia ora troppo affollata per la sua passeggiata
Le strade si stendono come vene salubri
E selvaggi cavalli donati strappano le redini
Se persino Richard Nixon ha un'anima
Persino Richard Nixon ha un'anima

Sono un visitatore solitario
Sono arrivato tardi per fare trambusto
Sebbene abbia fatto campagne tutta la vita a quello scopo


[1] Il termine “streaking” (da cui “streak”, verbo, e “streaker”, nome) è relativo al correre nudi in mezzo alla folla.


bellissimi i versi:

I am a lonely visitor.
I came to late to cause a stir,
Though I campaigned all my life
towards that goal.



I am lonely visitor è una perfetta sintesi della condizione esistenziale di tutti quanti noi,

anche lottare tutta la vita per una meta, avendo la felicità di individuarla giusta-


de profundis clamavi





Neil Young - Expecting To Fly




domenica 8 gennaio 2012

danger bird e canguri e papaveri e scarponi anche una bicicletta rossa un fiume che era d'argento e su tutto una palla gialla detta full moon














colonna sonora della giornata da brividi!

il brano due dall'album Zuma di Neil Young -1975- è libidine pura, estasi sublime da morirci sopra, ah caro neil, grata a te


danger bird DANGER BIRD That's the moment Now

The jailbird takes the raps

Danger bird, he flies alone
And he rides the wind back to his home
Although his wings have turned to stone


And though these wings have turned to stone
I can fly fly fly away
Watch me fly above the city
Like a shadow on the sky
Fly, fly, fly


And like those memories
the rain keeps pounding
down, down, down


Like a shadow on the sky
Fly, fly, fly



E VOLA VOLA VOLA vola lu pavone vola lu cardille

fly fly fly away


il sublime brano:


Neil Young - Danger Bird




Danger bird (video d'omaggio di tanti birds a danger bird di neil young)




Antony and the johnsons - I'm a bird girl




I'm A Bird Now / Antony & Jhonsons




a fine giornata, coronamento e omaggio, il mio disegno a danger bird assieme a luna piena e piume e cielo e danza rossa di petali di papaveri quando ogni cosa è trasposta in beneficio di sensazione fisica





A luna piena
anch'io incontenibile
straripo eccedo


haiku full moon, otto di gennaio 2012


la palla gialla
se ne sta ora sui tetti
illudendoci


haiku full moon afternoon, 8 gennaio 2012


testo e traduzione di Danger Bird / L'uccello del pericolo


Danger bird, he flies alone
And he rides the wind back to his home
Although his wings have turned to stone

And we used to be so calm
Now I think about you all day long
(That's the moment that he cracked)
'Cause you've been with another man
(Long ago in the museum with his friends)
There you are and here I am

The jailbird takes the raps
And he finds himself spread-eagled on the tracks
But the training that he learned
Will get him nowhere fast

And I know we should be free
But freedom's just a prison to me
(With the rain pounding on his back
He recalls the moment that he cracked)
'Cause I lied to keep it kind
(Long ago in the museum with his friends)
When I left you far behind
(And like those memories the rain keeps pounding
Down, down, down)

And though these wings have turned to stone
I can fly, fly, fly away
Watch me fly above the city
Like a shadow on the sky
Fly, fly, fly


* * * *

L'uccello del pericolo, lui vola da solo
E cavalca il vento tornando verso casa
Nonostante le sue ali siano diventate pietra

E noi eravamo così calmi
Ora penso a te per tutto il giorno
(Quello è l’attimo in cui ha ceduto)
Perché sei stata con un altro uomo
(Tempo fa nel museo con i suoi amici)
Lì stai tu e qui sto io

Il detenuto[1] sconta la colpa
E si ritrova disteso sui binari
Ma l’addestramento che ha fatto
Non gli servirà a niente ora

E io so che dovremmo essere liberi
Ma la libertà è solo una prigione per me
(Con la pioggia che martella sulla sua schiena
Lui ricorda l’istante in cui ha ceduto)
Perché ho mentito per non essere cattivo
(Tempo fa nel museo con i suoi amici)
Quando ti ho lasciata indietro
(E come quei ricordi la pioggia continua a martellare
Giù, giù, giù)

E sebbene queste ali siano diventate pietra
Posso volare, volare, volare via
Guardami volare sopra la città
Come un’ombra sul cielo
Volare, volare, volare


[1] “Jailbird” significa “galeotto”, “detenuto” (letteralmente “uccello di prigione”).



sabato 7 gennaio 2012

danza emotiva





danza emotiva
presa ravvicinata
con la realtà

haiku- mio malgrado- del 5 gennaio 2012


Neil Young I Wonder Why




Neil Young Expecting To Fly




Neil Young - Expecting To Fly




mercoledì 21 settembre 2011

Apprestandosi angelica notte






l'angelica notte

Canzoncina interrotta

Laggiù di primo ottobre
la marea delle foglie
all'angelica notte
già tratteneva il piede.
Non vedute cadevano
(là tutto era furtivo),
lento frusciava rune
al plenilunio un fico.
Sfilava dal tuo sogno
un micio le sue cabale,
veranda incomparabile,
dolce Capodimondo.
Solo la veemente
mia ora lacerava
sul cancello le rose ...
E riversa una statua
forse mordeva - al turbine
di quel volo - l'autunno,
origliere di muschio…

Cristina Campo



Amore, oggi il tuo nome

Amore, oggi il tuo nome
al mio labbro è sfuggito
come al piede l'ultimo gradino...
ora è sparsa l'acqua della vita
e tutta la lunga scala
è da ricominciare.
T'ho barattato, amore, con parole.
Buio miele che odori
dentro diafani vasi
sotto mille e seicento anni di lava -
ti riconoscerò dall'immortale
silenzio.

Cristina Campo


Passo d'Addio

Si ripiegano i bianchi abiti estivi
e tu discendi sulla meridiana,
dolce Ottobre, e sui nidi.
Trema l'ultimo canto nelle altane
dove il sole era l'ombra ed ombra il sole,
tra gli affanni sopiti.
E mentre indugia tiepida la rosa
l'amara bocca già stilla il sapore
dei sorridenti addii.

Cristina Campo -1945-


mercoledì 6 luglio 2011

selvaggio il vento / sul papavero inerme / forte e gentile - un haiku e un altro papavero del sei di luglio





selvaggio il vento
sul papavero inerme
forte e gentile


haiku del sei di luglio 2011



Nina Simone: Wild is the wind




Wild is the wind, (1957) Dimitri Tiomkin, Ned Washington

Love me love me love me
Say you do
Let me fly away
With you
For my love is like
The wind
And wild is the wind

Give me more
Than one caress
Satisfy this
Hungriness
Let the wind
Blow through your heart
For wild is the wind

You
Touch me
I hear the sound
Of mandolins
You
Kiss me
With your kiss
My life begins
You’re spring to me
All things
To me

Don’t you know you’re
Life itself
Like a leaf clings
To a tree
Oh my darling,
Cling to me
For we’re creatures
Of the wind
And wild is the wind
So wild is the wind

Wild is the wind
Wild is the wind




venerdì 3 giugno 2011

"ondeggia il mare dei papaveri / il cielo assiste quieto e complice / noi respiriamo i nostri aneliti "





due papaveri
messaggeri di sogno
vicini assieme



haiku del 3 giugno 2011



mi sono imbattuta, seguendo scia rossa di papavero, in un mare di papaveri, la musica era bella piena di fascino le parole sognanti e bellissime, e sono rimasta catturata..eccola non è una piccola magia?

COCCIANTE, RICCARDO - MARE DEI PAPAVERI






Mare Dei Papaveri

Ed è soprattutto quando è sera
che mi manchi ancora un po'.

È davvero stata molto dura
esser coerente e dirti no
ma non si può rinchiuder l'anima
in una storia di abitudini
se hai nel cuore altre immagini.

lo sono da bosco e da riviera
e vorrei vivere con te
ma in una dimensione un po' più vera
che si manifesterà da sé
senza paure e senza regole
seguendo il vento come nuvole
per sempre ormai incontaminabili.

Vuoi? Vuoi?
Sei ancora in tempo se vuoi
Puoi! Vuoi?
Noi saremo un nucleo indissolubile
che si apre agli altri senza limiti
per onorare il nostro vivere

Ondeggia il mare dei papaveri
il cielo assiste quieto e complice
noi respiriamo i nostri aneliti

Vuoi? Puoi!
Sei un'altra parte di noi che oramai
lasciamo il suolo perché
il volo viene da sé
si perde, l'opaco senso si perde
e vince la vita, ogni giorno diversa
un abbraccio, una corsa
nessuna storia mai persa, mai persa...

singer/songwriter Riccardo Cocciante: "Il Mare dei Papaveri" (The Sea of Poppies). Music: Riccardo Cocciante; Lyrics: Mogol


anche un mare di autoscatti















due papaveri
messaggeri di sogno
accompagnati


haiku del 3 giugno 2011




venerdì 27 maggio 2011

Un visibilio di rondini. Ebbre di spazio nel cielo di Castagneto Carducci al crepuscolo

acuminate
grida delle rondini
a tarda sera


un vecchio haiku, uno dei miei più cari, dal lontano quattro luglio del duemila







nel cielo crepuscolare d'un giorno d'un mese d'incanto,

dalla finestra del ristorante Ugo a Castagneto Carducci, nel mentre che s'attende che atterrino sul tavolo pappardelle al colombaccio e lo stesso volatilone selvatico fatto al coccio -che c'ha pure i pallini di piombo!-

all'aria del crepuscolo carica di richiami,

come una falena triste e decisa,

soggiogata alla dodecafonia di rondini pazze urlatrici, ebbre di spazio e di felicità serale,

non posso non piegarmi, avvinta e vinta, al rapimento ancestrale..

ed è la mia infanzia a ricomparire, quella dei cieli d'Abruzzo nella terra dei miei passi bambini di quatrala, la terra di Michetti e di Francesco Paolo Tosti,

ed è la mia tristezza accennata, volta e votata all'usuale malinconico sentire -dolce irresistibile fardello che mi onoro d'accollarmi,

e sarà l'attesa acquolinante di quei mangiari tentatori,

e quel vino Zizzolo che vuol dire giaggiolo, che lì sul tavolo mi sta adescando,

una piccola semplice fitta di felicità che mi percorre il core,

c'è il video infine a mo' di traccia di quel momento,


cielo macchiato
di rondini ebbre arrese
a maggioincanto



27 maggio 2011




domenica 23 gennaio 2011

haiku del ventitrè gennaio e pensieri fecondi








Virgilio dixit
gracile papavero
bellezza da re!


(23 gennaio 2011)


splendidamente pensato nel 36 avanti Cristo,

Georgiche sono le cose attinenti ai contadini ed i contadini sanno che a loro appartiene bellezza da re, i papaveri, i fiordalisi, i giacinti i narcisi i ranuncoli tutte le meraviglie della natura





ricavo la staffilata della suggestione alla visione ieri di un gran bel film, Terra Madre, di Ermanno Olmi,






un documentario sulla creanza, sulla buona creanza di mettere da parte le sementi di pianeta terra per garantire un futuro alle nostre biodiversità, per sottrarci alla folle manipolazione delle multinazionali, a chiare lettere ce lo spiega Vandana Shiva, affinché sappiamo respnsabilizzarci e ricordare e non dimenticare, lei filosofa della natura ed ambientalista, amorevole di sorrisi materni e di saldezza calda di pensiero, non fa che evidenziarlo che le multinazionali stanno colonizzando il nostro futuro, accaniti imperterriti nella manipolazione genetica dei semi, per questo gli uomini di buona volontà di ogni luogo del pianeta hanno iniziato ad impegnarsi alla consevazione e alla custodia futura dei semi (ed esiste una banca in terra polare dove sono custoditi)

i semi stanno scomparendo,

" i semi vivono nella generosità dello scambio" dice Carlo Petrini, anche lui sulla barca-arca del progetto Terra Madre ( con l'iniziale collaborazione all'ideazione di Luciana Castellina)

nel film è coregista Piavoli, difatti l'ultima parte del fim è sua, ineffabilmente suo l'occhio umano che indugia sulla realtà poetica delle cose della natura, lui Franco Piavoli è bucolico georgico poetico tutt'assieme!

così stamani tra sonno e veglia ricordo la frase di Virgilio e la tenera potente intuizione connessa al papavero, alla sua vita che sfida ogni multinazionale di corrotti dementi e che chiede solo di esserci, di manifestare la bellezza da re!

il mio umore si è così modulato sulla fecondità di pensiero, cerco una foto di papaveri (è del luglio 2006) e quando ho quest'energia l'autoscatto s'impone









a sottofondo di musica,

"in una stanza vuota la luce si unisce allo spazio
sono una cosa sola inseparabili"


Milva, Io chi sono di Franco Battiato,


Io sono. Io chi sono?
Il cielo è primordialmente puro ed immutabile
Mentre le nubi sono temporanee
Le comuni apparenze scompaiono
Con l'esaurirsi di tutti i fenomeni
Tutto è illusorio privo di sostanza
Tutto è vacuità

E siamo qui ancora vivi di nuovo qui
Da tempo immemorabile
Qui non si impara niente sempre gli stessi errori
Inevitabilmente gli stessi orrori da sempre come sempre

Però in una stanza vuota la luce si unisce allo spazio
Sono una cosa sola inseparabili
La luce si unisce allo spazio in una cosa sola

Io sono. Io chi sono?







"la luce si unisce allo spazio in una cosa sola indivisibili"





domenica 4 aprile 2010

La collana di haiku per 99 colombe ha infilato 99 haiku! Pasqua! 25° giorno di volo. Enjoy colombe!








- la prima immagine dall'alto, particolare del mio acquerello del 26 marzo 2010,
le altre, immagini "rimaneggiate" di foto scattate presso lo studio di Pietro Russo a Venezia il 30 gennaio 2010 -


XCVII


Radici salde
Come colombe sono
Fedeli al volo



XCVIII


Vivere i voli
Fidandosi affidando
Vita alla Vita


XCIX


Volo un respiro
Un flusso un abbandono
Docile resa




Pasqua, quattro di aprile duemiladieci, venticinquesimo giorno di volo


The End : la collana di haiku dedicata a "99 Colombe" ha infilato tutti i 99 grani-haiku

ho monitorato il voloviaggio per venticinque giorni, son coccia tosta -



mercoledì 10 marzo 2010

Spicca il volo il blog 99 Colombe. Haiku di benaugurio: "spicca l'evento"





dalle mani di Nina si libra la colomba che ammicca,

eccole le due complici: Nina-Colombina e Colomba se la ridono, sanno loro! che cosa sanno? ma il segreto del volo è chiaro! chiaro e limpido come un volo chiaro e limpido!


Spicca l’ evento
L’eco di suono d’acqua
Battito d’ali



99 colombe è un’iniziativa, attraverso il blog omonimo, di dar valore e risonanza ai prodotti Sorelle Nurzia, che in terra aquilana sono alle prese con il non mollare fiducia e speranza e continuare la propria attività di produzione dolciaria.

C’è una tradizione da portare avanti, iniziata nel 1835 dai fondatori del marchio.

Com’è nata l’idea del blog?

Ci sono fili che vengono acchiappati e che danno inizio ad una tessitura corale.

Acchiappa un capo del filo Artemisia Comina di AAA, che si fa promotrice del progetto subito coinvolgendo in un passo a due Lydia di Tzatziki a colazione,

ma l’idea è di una cordata.

Si mira a 99 adesioni per rendere omaggio a Sorelle Nurzia,

però senza un limite numerico né in difetto né in eccesso,

chi ha cuore di aderire è invitato a farlo.

A fare cosa?

A partecipare con una ricetta che preveda almeno uno dei prodotti delle Sorelle Nurzia, al fine di una pubblicazione collettiva, ciascuno sul suo blog, che avverrà il giorno 6 aprile, anniversario del terribile fato avverso del terremoto sulla città dell’Aquila e sul territorio circostante.

Nel frattempo nulla vieta di dare visibilità e risalto attraverso la propria personale disposizione e sghiribizzo a inventarsi e produrre ricette collegate a questo progetto di sostegno e diffusione dei prodotti Sorelle Nurzia,

non solo ricette ma anche tutto quello che può averci che fare in tema di creatività espressa in pensieri e opere!

Via libera insomma alla propria espressività con il filo comunque di colleganza alla missione del nascente blog 99 colombe.

99, un numero d'obbligo come citazione delle gorgoglianti cannelle, simbolo peculiare della città aquilana così mal ridotta quanto a macerie ma così ben provvista di una matrice di tenacia di fierezza di onestà e di laboriosa reattività, summa di qualità che sono sotto gli occhi di tutti.

Il 6 aprile dell’anno scorso avevo in un haiku incoraggiato ed onorato proprio questa essenza:


dalle macerie
si sfila la speranza
di continuare


La stessa gamma di qualità si ritrova tutta e intensamente in questa lettera dall'Abruzzo, che suscita sentimenti di sintonia, rispetto e commozione. Una lettera scritta col cuore dalla Dr.ssa Mara Marinangeli Responsabile dei Progetti Speciali Sorelle Nurzia.

Una lettera che a scorrerla leggendola ti commuove in ogni rigo, per la lucida sincerità come un'autocoscienza, per gli accenti di matura consapevolezza che sono fondati, si vede bene, su valori di etica di base, di dignità e e su quella miracolosa autoguaritrice capacità di resilienza, di ricorso concreto e vitale alle risorse psichiche.


Intanto in casa mia oggi è atterrata una colomba,

se ne sta accovacciata in una bellissima scatola istoriata di romantiche citazioni.

Vi arieggiano due leggiadre signorine liberty attorniate da ramages di un coerente glicine, con agrumati tralci di limoni e arance, mentre una colomba sorniona appollaiata scruta e un aristocratico puma svolge servizio di vigilanza,

un laccetto d’oro finisce in un fiocchetto e la scatola si configura dono.

















per ogni curiosità sul blog e la sua missione P L E A S E date un'occhiata al blog 99 colombe




come fontane

gorgogliano tenaci

colombe al nido



(haiku del nove di marzo duemiladieci per il blog 99 colombe)


 
Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.