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procedendo con la RASS/RID/PHOT (ma sì la rassegna ridondante foto) :
l'inizio come si vede non è proprio ortodosso, eh già non ho avuto voglia di prepararla la frolla perciò ho presto abboccato a quella dietetica della vallè, buona? nahhh! deludente e basta!








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donc! la frolla è quella già pronta, è sottile certo ma di sapore non vale un'acca, e faccio pubblica ammenda poiché una frolla non eccelsa equivale al fallimento di una crostata almeno al 50%,
la crema la cognac però è semplicemente squisita!
piccolo puntigliioso preambolo: in tempi di plagio, di scopiazzature senz'anima, di appropriazioni indebite, vado ad annunciare che l'invenzione di detta crema al cognac è mia e ne vado pure fiera!
è andata così: in casa mia madre da sempre ha farcito il pan di spagna, il dolce per antomasia delle feste di compleanno -quello che in abruzzo viene detto pizzadolce! in dialetto la pizzadogge -la "e" finale è muta!- con tre strati quindi tre tipi di crema, la gialla la nera e la bianca.. ecco qui alla crema bianca volevo arrivare, fatta solo con l'albume e aromatizzata soltanto con stecca di cannella e scorza sottile di limone, la mia invenzione -ché non ci voleva poi molto- è stata quella di personalizzarla aromatizzando con aromi o con liquori, ad esempio con le gocce di olio essenziale di cannella oppure di limone (l'olio essenziale mi raccomando non il succo), o con il cognac come ho fatto questa volta e vedete bene che su una base bianca neutra si può solo galoppare con la fantasia, rispetto alla dose solita di mezzo litro di latte, ho fatto la metà, quindi:
250 ml di latte intero usato a freddo,
1 albume montato a neve (altra piccola variante, prima lo battevo appena e basta, ma a neve ho verificato che va ancora meglio),
3 cucchiai scarsi di farina doppio zero,
3 cucchiai di zucchero,
30 gr di Cognac invecchiato Martell (da versare appena la crema è pronta ad essere allontanata dal fuoco),
2 mele, una grande fuji e una golden (decisamente scarse, aggiungerne!) messe a macerare con dell'uvetta nel cognac nel mentre che si imbastisce la preparazione della crostata,
ah, non ho mai preventivamente cotto la crostata con la tiritera dei legumi secchi, trovandola pratica alquanto noiosa e debbo dire che mi sono sempre trovata bene a far così, ho praticato però sulla pasta molti fori coi rebbi della forchetta, poi adagiato la crema bianca profumata, giàcotta ovviamente, indi le mele inzuppate di cognac e distribuito le uvette,
cottura inferiore alla mezz'ora a 180° in forno già caldo.
Considerazione finale: è buonissima nonostante la frolla deludente, per cui se tanto mi dà tanto, con una vera frolla sarà un giulebbe!