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Un riso ribe, con tostatura prelimare senza alcunché, poi irrorato di brodo vegetale e portato alla cottura desiderata, quindi mischiato ad un condimento bianco, caldo, fatto con la panna, quella da montare (non quella cosiddetta da cucina), burro di Beppino Occelli, polvere di cumino e noce moscata in buona quantità.
A proposito della panna: per un lunghissimo tempo di lustri e lustri l’ho snobbata anatemizzandola come condimento out e non solo per l’apporto della materia grassa e della botta calorica quanto per un ideologico rifiuto della banalità del ricorso a un condimento veloce ch'era tipico di chi in cucina voleva far bella figura cavandosela con poco o niente,
e ricordo quanto m'infastidisse allora la moda imperante d’infilare la panna da cucina dappertutto, in mille esperimenti, anche se alla fine quel che troneggiava erano le immancabili scontate pennette oppure -in unica sostituzione- le farfalle impiastricciate di panna e quell’impiastro di pomodoro e panna ammannito sotto nome di sugo rosé che a lungo dominò ve lo ricordate?!
Adesso che non ho più alcun interesse alla rocca e alla fronda mi concedo di bazzicare quel che mi va e d'accogliere quel che m’attira energeticamente sul momento,
e devo dire che il mio risotto condito con la salsa bianca speziata, equilibrato dall’amaro e dall’affumicato degli asparagi ha conseguito un esito notevole verso notevolissimo.
2 commenti:
oh come ci trattiamo bene qui! viva gli asparagi che crescono sulle ripe.
Baci
nina
oh ninetta che bello sentirti!
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